Secret window

Mort Rainey e’ uno scrittore di successo che non sta
affrontando esattamente il periodo piu’ roseo della sua vita: nessuna idea per
il nuovo libro e in piu’ e’ in attesa di divorzio dalla moglie che ha beccato a
letto con un amico alcuni mesi prima.
Rifugiato nel suo chalet sul lago
Tashmore un giorno riceve la vista di uno strano individuo che lo accusa di aver
copiato un suo racconto..


Secretwindow

La pellicola, tratta dall’ennesimo racconto di Stephen King (ma solo King e Dick conoscono ad Hollywood?), avrebbe un plot interessante, con vaghi rimandi a Shining e Misery non deve morire, pero’ non trattandosi di un horror e nemmeno di un giallo, ma di un film di suspence e’ rovinato dalla regia anonima di David Koepp, soprattutto il finale, i cui ultimi minuti sono totalmente inutili e anche lo spettatore piu’ ingenuo capira’ dove andava finito il film.
Perfetto Turturro nel trasformarsi in un personaggio che pare uscire direttamente da un quadro del gotico americano. Per quanto riguarda Depp, credo che la sua interpretazione verra’ ritenuta un po’ sopra le righe, invece il gesto che
l’attore introduce a un certo punto, per sottolineare un cambio della
personalita’ del protagonista e’ indice ancore una volta della sua meticolosita’
nel prepararsi, sprecato dalla regia che non e’ in grado di sostenere la
tensione psicologica che e’ alla base del film.

Happy birthday to..


Blob

Oggi si festeggiano i 15 anni del piu’ geniale
programma della TV italiana, BLOB. Fuoriorario sta trasmettendo da ieri sera un compendio di tutti gli eventi che la trasmissione ha registrato in questi anni, che dovrebbe essere utilizzato nelle scuole per capire le
trasformazioni, o forse l’ ennesimo trasformismo della storia contemporanea
italiana: guardando i resoconti degli inizi mi e’ tornata in mente la frase de Il
Gattopardo
: cambiare affinche’ nulla cambi e infatti a parte la vittoria
dell’Inter e la caduta del muro di Berlino, nonostante l’avvento della seconda
repubblica e tante altre presunte novita’ nel Bel Paese non e’ cambiato nulla:
dal 1989 Berlusconi ci ammorba con i suoi problemi di conflitto d’interesse,
Pappalardo tenta di rilanciarsi da oltre quindici anni e dallo stesso tempo
l’incubo mediorientale con il faccione di Saddam si profilava alle nostre
porte per trasformarsi oggi in un’ orribile realta’.
Del resto Giusti stesso
defini’ il programma agli esordi "una replica fatta da replicanti", rivisto oggi
e’ un‘inquietante cartina tornasole della nostra vita e non mi resta che fare
mio l’invito del nostro amato presidente: “Si guardi Blob, qualche sera!”

School of Rock


School-of-rock

Piacevole commedia che denuncia la fine del
sogno trasgressivo del rock in favore di delle band costruite a tavolino.

Tutto scorre verso un prevedibile finale, ma il meccanismo comico e’
perfetto.
Da vedere soprattutto come prova attoriale: se un vecchio detto
del mondo del cinema sconsiglia di recitare accanto a bambini ed animali per
l’impossibilita’ dell’attore di reggere il confronto con la loro spontaneita’,
questo film e’ la prova che a volte la saggezza popolare sbaglia. Jack Black,
grazie a questa pellicola, e’ diventato, giustamente, il divo del momento ed
eletto erede di John Belushi, ma altrettanto meritevole di lode e’ Joan Cusak,
che si conferma una volta di piu’ una delle migliori caratteriste della sua generazione

Un ricordo

Oggi e’ una giornata piuttosto triste per me: sfogliando
il nuovo numero di FilmTv ho appreso dalla rubrica Passaparola
(pag. 111) della scomparsa di Angelo Lino Peroni, ex docente della cattedra di
Storia e Critica del Cinema all’Universita’ di Pavia. Era il mio professore. Se
Claudio G. Fava e’ stato il primo a schiudermi le porte del vasto universo
cinematografico con i suoi film notturni su Rai2, il professor Peroni e’ colui
che mi ha dato i mezzi per capire la materia. Sei film: Quarto potere,
L’orgoglio degli Amberson, Les enfants du Paradis, L’amore e il
diavolo
, Ossessione e Senso di tre maestri fondamentali
della storia del cinema: Welles, Carne’ e Visconti sono state le basi per
approfondire questa magnifica ossessione.
Adoravo anche le lezioni del primo
mese d’inizio corso dove la grammatica del mezzo filmico era spiegata con film
sublimi: Un partie de Campagne di Renoir per la soggettiva, Una donna
nel lago
di Robert Montgomery come esempio di film tutto in soggettiva
assieme all’inizio de La fuga di Delmer Daves, la scena del mercato del
pesce in La terra trema per raccontare il piano sequenza, Hitchcok con
The rope come film esperimento tutto in piano sequenza e l’inizio de
L’infernale Quinlan per spiegare che cos’era un dolly.
" C’erano tanti
piccoli particolari di lui che lo rendevano unico ed inimitabile" dice la
lettera pubblicata su Film Tv, ed e’ vero: all’universita’ era una
leggenda: non solo teneva lezione esclusivamente al pomeriggio ma anche gli
appelli non iniziavano mai prima delle 15 e gli debbo un ringraziamento anche
per avermi insegnato a mettere la passione prima della consuetudine: una lezione
non da poco.

Stasera i David di Donatello



Stasera Rai1 presentera’ in prima
serata, per la conduzione dell’immarcescibile Pippo Baudo, il premio David di
Donatello
, il piu’ ambito riconoscimento del cinema italiano; talmente
ambito che l’ospite d’onore, Steven Spielberg verra’ a ritirare il premio
speciale che gli fu assegnato lo scorso anno. Visto che questa mattina il
Presidente della Repubblica lo ha insignito del titolo di Cavaliere di Gran
Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, stasera restituira’ il
favore deliziandoci della sua presenza.

Altra ospite di prestigio sara’
Emmanuelle Beart che ritirera’ il Donatello vinto nel 1993 per Un cuore in
inverno
.

Il David Speciale 2004 andra’ a Goffredo Lombardo per i
cento anni della casa di produzione Titanus mentre Denys Arcand riceverà
un altro "speciale" per Le invasioni barbariche e la targa David alla
carriera andrà a Peter Falk.

Si conocono gia’ alcuni vincitori: migliori
film della UE, ex aequo, Rosenstrasse di Margarethe von Trotta e
Dogville di Lars von Trier. Miglior documentario lungometraggio
Guerra di Pippo del Bono. Miglior cortometraggio, ex aequo, Sole
di Michele Carrillo e Zinana di Pippo Mezzapesa. Gabriele Salvatores
avra’ il David giovani per Io non ho paura assegnato da una giuria di
quattromila scuole superiori italiane.

Insomma l’unica emozione che la
serata promette sara’ vedere quante delle dodici statuette andranno veramente a
Che ne sara’ di noi: se volete bene al cinema italiano stasera andate al
cinema.

Aggiornamento

Se volete sapere com’e’
ingloriosamente finita la serata fate un salto qui

Man on the moon

Manonthemoon

USA 1999
con Jim Carrey, Danny De Vito, Courtney Love, Gerry Becker, Marilu Henner
regia di Milos Forman

Non si puo’ partire che dai titoli di coda che scorrono all’inizio del film per entrare nel mondo sfasato di Andy Kaufman, intrattenitore americano dei tardi anni ’70. Viene solitamente definito un comico perché nasce con il Saturday Night Live, ma Kaufman preferisce definirsi show-man, e la sua intenzione e’ quella di portare a galla, in chi assiste ai suoi spettacoli, le emozioni piu’ sopite, da qui silenzi, verita’ svelate con tanto candore da risultare assurde e burle costruite su continui colpi di scena studiati a tavolino, tanto che anche la sua vita reale diviene un
miscuglio di realta’ e finzione in cui non ci si raccapezza più.




Man on the moon


L’affascinante film di Forman sulla vita dell’eversivo show man Andy Kaufman e’ accompagnato da brevi extra su disco solo in lingua inglese senza sottotitoli e anche l’extra cartaceo che accompagna il DVD non è, a mio parere, del tutto esauriente: il personaggio di Kaufman e’ poco noto fuori dai confini americani e l’allegato non
offre un’ adeguata nota biografica ma preferisce rimandare il lettore ad alcuni siti internet.
Man on the moonAndy fu protagonista di una sit-com, Taxi, che se non erro fu trasmessa anche in Italia, ma neppure su questa notizia ho trovato informazioni esaustive. Insomma l’esperienza con questi extra e’ deludente e frustrante come un happening di Kaufman, (ho reimpostato lingua e sottotitoli diverse volte, pensando che fosse il mio lettore ad avere problemi, rivivendo la scena del film in cui il comico monta il suo special con le immagini che saltano per far credere allo spettatore che sia la sua tv ad esser guasta) senza la soddisfazione di prestarsi a un intelligente gioco mediatico.
Il secondo DVD della serie DVD Cult di Film Tv, si e’ rivelato un po’ deludente.

L’intervista a Mel Gibson

Ieri sera, su Italia1, invece diMai dire grande
fratello
, hanno trasmesso l’intervista che Mel Gibson ha rilasciato tempo fa
a una giornalista televisiva americana a proprosito de La passione di
Cristo
: diciamo che, pur con caratterisitche diverse, sempre di spettacolo
comico si trattava.
Innanzitutto Mel Gibson e’ uno psicopatico tale e quale
al Martin Riggs di Arma Letale: alle domande sulle uscite antisemite del
padre (l’olocausto non fece 6 milioni di vittime perche’ i nazisti non avevano
benzina sufficente per alimentare cosi’ tanti forni crematori) il nostro invita
la giornalista a lasciar cadere l’argomento con un "non provarci, Dyane, non ti
conviene", che neppure Don Vito Corleone avrebbe mai osato dire davanti ai
media.
Per quanto riguarda le sue posizioni sull’antisemitismo, il nostro non
ce l’ha con gli ebrei per il semplice motivo che la sua religione (cattolica)
glielo vieta: sono uscite anche delle encicliche papali che invitano a non
prendersela con il popolo ebraico. Devo dire che questa e’ la prima volta che la
sento, peccato che, pochi minuti dopo e’ risultato che della posizione
altalenante del Papa su La passione di Cristo Mel Gibson se ne impipi
altamente: e io che ero rimasta ai tempi del catechismo in cui insegnavano che
uno dei dogmi della religione cattolica era credere ciecamente nelle parole del
Papa che era l’incarnazione terrena di Cristo!
Per quanto riguarda i canoni
strettamente cinematografici, Mel liquida tutti i precedenti Gesu’ portati sullo
schermo come stereotipi dai" capelli lunghi biondi, effeminati, senza
personalita’"; che dire.. a parte che anche il suo Cristo e’ capellone, in
quelle poche inquadrature che non e’ pestato a sangue io avevo trovato una certa
somiglianza con il Gesu’ di Nazareth di Zeffirelli, per cui Giboson e’
stato Amleto.
So che dovrei ignorare questo film e non farmi coinvolgere
nella bagarre di provocazioni che suscita, ma non riesco a tacere davanti a un
opera di livello artistico mediocre, latrice di un pericoloso messaggio: che una
violenza cosi’ estrema sia giustificabile per amore: piu’ dei pianti e delle
conversioni in sala mi preoccupa un probabile spirito d’emulazione che
porterebbe anche l’America a dotarsi dell’unica arma che ancora non possiede: il
kamikaze spinto da furore religioso. Spirito d’emulazione che ha portato
Mediaset a rimontare il trailer di Ben Hur, un classico da festivita’
religiose di Rete4, eliminando la famosissima scena delle bighe e montando solo
le (poche) scene inerenti alla crocifissione, speriamo che sia solo una
moda.

Auto spam

Renzo mi
ha regalato uno spazio sul suo blog dal titolo altisonante che farebbe schiatta’
d’invidia pure Ghezzi, per non far sentire troppo inferiore il nostro con il suo
miserello Fuoriorario(mi riferisco sempre e solo al titolo) ho iniziato
con Taris,
corto di Jean Vigo che solo Enrico Ghezzi poteva darci modo di vedere.

Compleanni vip

Pullulera’ di feste la notte hollywoodiana?
Facile
imaginarlo visto che oggi Russel Crow festeggia i suoi primi 40 anni, magari
nella natia Nuova Zelanda tra le sue amate mandrie

Jackie Chan arriva al giro di boa dei
cinquanta

e Francis Ford Coppola compie 65 anni , almeno
gli hanno fatto gli auguri la notte dei Telegatti?