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100 anni di Bette Davis
Sul numero 13 di Film tv compare un bell’articolo che rievoca il centenario della nascita della divina Bette Davis, come ci ha abituato il nuovo corso del giornale non manca pero’ un refuso: la diva viene fatta nascere un mese prima, il 5 marzo 1908: la conferma dell’errore su imdb e’ quasi inutile: avrebbe mai potuto una leonessa come Bette Davis nascere sotto il romantico segno dei pesci, invece che quello caparbio dell’ariete?!?

La cena per farli conoscere
Sandro Lanza, un attore di bmovie ormai a fine carriera, esce sfigurato da una plastica facciale e questo lo spinge a tentare il suicidio, le tre figlie avute da tre donne diverse e con cui non ha mai avuto grandi rapporti, dopo questo fatto sono costrette a prendersi cura di lui ma ognuna di loro e’ desiderosa di tornare alla propria vita cosi’ organizzano una cena per fare incontrare al padre una donna da sempre innamorata d lui..
Come dice il sottotitolo della pellicola, questa e’ una commedia sentimentale il cui tema portante, il riavvicinamento tra un padre e le tre figlie procede senza sorprese, anzi il riscontro amaro della vicenda e’ gia’ chiaro quando viene introdotto il personaggio di Ines, la figlia che vive a Parigi.
Quello che e’ veramente notevole nel film, e’ la direzione degli attori: tutti bravissimi (se si eccettua Fabio Ferrari, improponibile marito di Violante Placido che recita ancora come quando interpretava Chicco ne I ragazzi della terza C) a sorprendere e’ il cameo di Francesca Neri, brava come attrice e con il ruolo piu’ interessante e imprevedibile del film; le tre figlie rimangono figure poco piu’ che sbozzate: vite troppo complicate che avrebbero meritato un intero film a loro dedicato per seguirne i risvolti.
Nell’insieme un’opera discreta e piacevole che pero’ nasconde una chicca molto gustosa per i cinefili: a parte la solita satira contro la tv (il protagonista nella sua carriera in declino segue tutte le tappe, dalla parte in una soap opera alla partecipazione al disgustoso reality Fogne dove un gruppo di vip viene costretto a sopravvivere nelle fogne di Milano) e la citazione dei grandi maestri, alla fine del film Avati si concede un sottile gioco cinefilo inventando una pseudofilmografia al suo protagonista, cosi’ verosimile che lascia stupito lo spettatore che si domanda se non abbia assistito alla biografia romanzata di un qualche attore di cui sfugge il nome, tanto sono accurati i rimandi; il gioco citazionista viene illustrato molto bene da Goffredo Fofi sull’ultimo numero di Film Tv.
Man on the moon
USA 1999
con Jim Carrey, Danny De Vito, Courtney Love, Gerry Becker, Marilu Henner
regia di Milos Forman
Non si puo’ partire che dai titoli di coda che scorrono all’inizio del film per entrare nel mondo sfasato di Andy Kaufman, intrattenitore americano dei tardi anni ’70. Viene solitamente definito un comico perché nasce con il Saturday Night Live, ma Kaufman preferisce definirsi show-man, e la sua intenzione e’ quella di portare a galla, in chi assiste ai suoi spettacoli, le emozioni piu’ sopite, da qui silenzi, verita’ svelate con tanto candore da risultare assurde e burle costruite su continui colpi di scena studiati a tavolino, tanto che anche la sua vita reale diviene un
miscuglio di realta’ e finzione in cui non ci si raccapezza più.
L’affascinante film di Forman sulla vita dell’eversivo show man Andy Kaufman e’ accompagnato da brevi extra su disco solo in lingua inglese senza sottotitoli e anche l’extra cartaceo che accompagna il DVD non è, a mio parere, del tutto esauriente: il personaggio di Kaufman e’ poco noto fuori dai confini americani e l’allegato non
offre un’ adeguata nota biografica ma preferisce rimandare il lettore ad alcuni siti internet.
Andy fu protagonista di una sit-com, Taxi, che se non erro fu trasmessa anche in Italia, ma neppure su questa notizia ho trovato informazioni esaustive. Insomma l’esperienza con questi extra e’ deludente e frustrante come un happening di Kaufman, (ho reimpostato lingua e sottotitoli diverse volte, pensando che fosse il mio lettore ad avere problemi, rivivendo la scena del film in cui il comico monta il suo special con le immagini che saltano per far credere allo spettatore che sia la sua tv ad esser guasta) senza la soddisfazione di prestarsi a un intelligente gioco mediatico.
Il secondo DVD della serie DVD Cult di Film Tv, si e’ rivelato un po’ deludente.