incredibile!

Se per gli altri blog basta un immagine o un riferimento al sesso per avere un’impennata, da queste parti piu’ del (finto) scandalo saffico del VMA possono gli eroi dei cartoon!
Omaggio dunque a Lady Oscar (la mia preferita)

e alla dolce Licia

solo brutte notizie oggi!


Culkin, il giovane Hannibal
Los Angeles, 29 agosto 2003 – Arriva il prequel de Il silenzio degli innocenti e a interpretare il giovane Hannibal Lecter sarà Macaulay Culkin, l’ex bambino prodigio di Mamma ho perso l’aereo. Intitolato The Lecter Variation, il film sarà prodotto da Dino De Laurentis, che ha scelto Culkin dopo averlo visto recitare nel recente Party Monster. The Lecter Variation racconta gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza del più famoso cannibale della storia del cinema e sara’ interpretato da vari protagonisti che vestiranno i panni di Hannibal alle eta’ di 12, 15, 20 e 25 anni.
Di Lecter non se ne puo’ piu’, Culkin farebbe meglio a cercare qualche sistema magari ispirato al famoso dottore, per farla pagare ai genitori che gli hanno mangiato il patrimonio e meno male che De Laurentis in questi giorni e’ osannato a Venezia come glorioso produttore.

Ho visto cose che noi umani non dovremmo mai vedere

Ho visto i Gazosa (e gia’ questo e’ uno spettacolo ai limiti della decenza umana) in quello che presumo sia il loro ultimo video: featuring il cantante dei Sottotono, Tormento (mai pseudonimo fu piu’ azzeccato) si cimentano una cover versione punk rap (avete letto bene!) di Nessuno mi puo’ giudicare.
Le ingenue ragazzine si sono trasformate in inquietanti esseri ossigenati che vorrebbero essere trasgressivi.

Ora: Britney per sconfiggere la concorrenza deve pomiciare con una over 40, questi devono fingersi i cugini di ottavo grado di Sid Viciuos.. ragazzi per guadagnarsi onestamente il pane c’e’ sempre la miniera, la musica non ne risentira’, tranquilli.

i vincitori degli VMA 2003

Prima di tutto le foto degli slinguazzamenti "a la francaise" tra Madonna, Britney e la Aguilera, cosi’ risolleviamo le sorti del mio blog

poi due considerazioni sui vincitori della serata: Beyonce’ e Justin Timberlake, dominatori al di la’ dei loro (scarsi) meriti artistici. Bisogna purtoppo ricordare che sono ambedue usciti da rispettivamente da girls e boys-band, notoriamente abili frutti di marketing, lasciando ben poche speranze sul futuro della musica.
Triste bilancio per l’edizione del ventennale dei video music awards: soprattutto per chi come me ha visto gli albori e le potenzialita’ del mondo dei videoclip, e’ un colpo al cuore vedere misconosciuti questi gruppi che hanno vinto in categorie minori:
Best Special Effectsin a video Queens of the Stone Age "Go With The Flow" (ma avevano una nomination anche per "No none knows")
Best Art Direction in a video Radiohead "There There"
Best Editing in a video The White Stripes "Seven Nation Army"

Meno male che il talento di Missy Elliot non e’ potuto rimaner taciuto.

Addio a Charles Bronson

Se ne e’ andata anche la faccia piu’ dura di Hollywood, il giustiziere violento e spietato.
Lo vorrei ricordare con un suo film poco noto Da mezzogiorno alle tre del 1975, interpretato acccanto a quella che fu sua compagna di vita e spesso coprotagonista, Jill Ireland.
E’ un western un po’ bizzarro che racconta la storia di una vedova nella cui casa solitaria si introduce un bandito. Tra i due nasce una violenta passione, ma l’uomo deve andarsene (probabilmente e’ braccato, sto andando a memoria) e lei lo crede morto.
Prigioniera di questa passione ne fara’ una leggenda, raccontandola mille volte. Quando lui tornera’ non verra’ creduto e (se non ricordo male) sara’ proprio lei a sparargli. Mi sono sempre chiesta se veramente non lo aveva riconosciuto o se era piu’ forte l’amore che si era inventata..


Damezzogiornoalletre

Ho fatto morire John Ford un mese prima!

Potrei giustificarmi dicendo che e’ tutta colpa di un refuso di FilmTv, avvallato dal fatto che il 31 luglio sia andato in onda in prima serata su Rai3 un film di Ford, fatto sta che non mi ci sarebbe voluto molto per documentarmi meglio..

Ma credo che il vecchio Jack se la rida nei grandi cieli della Monument Valley: del resto ancora oggi non si sa se il suo vero nome sia Sean Aloysius O’feeney oppure John Martin Feeney e anche sulla data di nascita ci sono discrepanze, ma del resto Omero ha una identita’ precisa? perche’ questo e’ il Guercio che faceva western: il cantore della mitologia moderna e l’epica ha sempre come base lo scontro tra due civilta’: agli Achei e ai Troiani si sostituiscono i pionieri e gli indiani, ma i valori sono sempre quelli: gli archetipi dell’umanita’.

a volte li ritrovi

Non sempre pero’ il telegiornale e’ foriero di cattive notizie: sempre la scorsa settimana in un tg di notte fonda che presenta una rubrica sui libri ho ritrovato un vecchio.. come definirlo? mentore? maestro? amore? Per evitare la suspence vi diro’ che si trattava di Vieri Razzini, le borse (sotto gli occhi) piu’ affascinati della critica cinematografica italiana, di cui purtroppo non sono riuscita a reperire neppure una foto in rete. Stava presentando un suo libro "il dono dell’amante" per i tipi della Baldini&Castoldi, ho scoperto che ha fondato anche una sua casa di produzione cinematografica, la Teodora film che ha importato in Italia pellicole interessanti come Krampak, Lucia y el sexo, Un bicchiere di rabbia, Le biciclette di Pechino. Ma per me resta sempra uno dei piu’ grandi critici televisivi che ha presentato per rai3 , nei primi anni 90 rassegne indimenticabili: dall’opera omnia di MarcoFerreri introdotta da una lunga intervista, al ciclo sul cinema americano con la sigla indimeticabile di Buscaglione "voglio scoprire l’america" . E’ l’uomo che ci ha presentato Gregory La Cava il cui tema dominante nei film e’ il rapporto col il denaro, colui che ci ha spiegato Mitchell Leisen e il suo eterno modulo della notte d’amore negata.. come non rimpiangerlo?

tanto per sapere..

E’ solo la mia tag board, istallata da due giorni, che ha deciso di scioperare ( ferie anticipate? non le piace dove l’ho posizionata? detesta il mio blog? e dammi il tempo di fare conoscenza,no!) o capita anche agli altri?

repliche

L’estate e’ tempo di repliche televisive, si sa, ma nei giorni di ferragosto credo che al telegiornale Rai siano arrivati a replicare una notizia dello scorso anno: non paghi di ossessionarci con siccita’ alternate a nubifragi, sterminio di anziani e altre frivolezze simili, forse per allietare gli spiriti, sono stati commemorati i 60 anni di vita di Casablanca, uno dei piu’ famosi film di tutti i tempi.
Peccato che il suddetto capolavoro sia del 1942 e, se non erro ora corre l’anno domini 2003 quindi gli anni sono sessantuno, se la matematica non e’ un’opinione..

Chicago

Trovata un’arena estiva aperta in zona, ho visto Chicago, che mi ero felicemente persa quest’inverno..
E questo sarebbe il film che ha fatto man bassa di Oscar? Oh my god! Vabbe’ che l’Academy non e’ mai spiccata per lungimiranza e cognizione.. pero’!
Recitazione a parte, (che poi e’ da provincialotti italiani stupirsi che attori affermati sappiano cantare e ballare, ma del resto siamo abituati alle star nostrane che non sanno neppure recitare!) la regia del neofita (nessuna traccia di lui su katacinema ne tanto meno sul sacro Mereghetti) Rob Marshall lascia molto a desiderare: poteva fare un’ottimo piano sequenza dell’ingresso di Velma Kelly a teatro, ma si e’ perso l’occasione e comunque non basta roteare la macchina da presa come forsennati per dare l’idea dei roaring twenties!
I numeri sono un’accozzaglia di reminescenze, scoppiazature, pardon citazioni della storia del musical da Cabaret a Chorus Line, fino ai film di Elvis Presley, passando piu’ volte dalle parti delle commedie di Marilyn Monroe a cui Renee’ Zelwegger tenta reiteratamente di fare il verso in maniera imbarazzante: ragazza, ricordati che ti sei salvata da un’oscura vita da caratterista solo perche’ uscivi con Jim Carrey e poi hai avuto successo ingrassando (forse evitando le diete drastiche a cui ti sottopponi e mangiando dunque normalmente) per interpretare Bridget Jones, ma per il resto fly down: vola basso.
L’unico balletto che mi e’ realmente piaciuto e’ quello delle marionette e la comparsa folgorante di Lucy Liu: quando si dice presenza scenica!
Gere ha dimostrato di saper gigioneggiare, ma alcuni passaggi ricordavano untuose scene da cartoon, del resto il film e’ targato Buenavista, cioe’ Disney..
Insomma un film mediocre: per fortuna la serata era ventilata.


Chicago