Il giardino delle vergini suicide

Ilgiardinodelleverginisuicide

The Virgin Suicides
USA 1999
con: James Woods, Kathleen Turner, Kirsten Dunst, Josh Hartnett, Danny De Vito, Chelse Swain, A.J. Cook, Leslie Hayman, Hanna Hall, Scott Glenn, Michael Paré, Jonathan Tucker, Hayden Christensen
regia di Sofia Coppola

America, primi anni 70, le 5 bellissime sorelle Linsbon, sorvegliate a vista dalla madre bigotta, turbano i sogni dei ragazzi del quartiere con il loro fascino e la loro vita appartata.
Nel giro di un anno si suicideranno tutte: prima la tredicenne Cecilia e dopo un periodo di forzata clausura dovuto al mancato rientro dell’esuberante Lux la notte del ballo scolastico, le quattro sorelle maggiori la seguiranno.

Raccontato dal punto di vista dei coetanei maschi, il film e’ una parabola impalpabile sul tema del suicidio: la fascinazione mista a paura nei confronti di chi ha il coraggio di compiere un gesto cosi’ estremo, l’imperscrutabilita’ delle motivazioni, si mescolano al mistero per l’universo femminile, cristallizzando le protagoniste in indimenticabili icone di eros e thanatos.
Ottimo il cast con un’arcigna Kathleen Turner, e uno svagato James Wood nel ruolo del padre.




Ilgiardinodelleverginisuicide

giudizio del DVD
Insopportabile la
sezione extra composta dalle schede biografiche dei protagonisti, scritte per
giunta in caratteri piccolissimi.

referr

Che la gente arrivi sui blog ricercando le cose piu’ strane,
e’ cosa ormai nota. Il mio record lo detiene questa persona che su google
ricercava qualcosa a proposito de il discorso per mia figlia sull’altare in
chiesa
Suggerimenti nel caso che ritorni?

Una brutta notizia

Valli1300_1Alida Valli a 84 anni versa in gravi condizioni fisiche ed
economiche: a lei e’ andato il vitalizio della Legge Bacchelli.
Nata a Pola
nel 1921 e’ stata la piu’ grande diva italiani degli anni 30 e 40 (aveva
iniziato a recitare giovanissima).
La volle Hollywood e fu l’unica che gli
americano chiamarono per cognome, Valli dopo la Garbo, questo diceva la
pubblicita’(ma fanno anche fede i titoli di coda de Il miracolo delle
campane
). Sicuramente fu l’unica italiana a lavorare con Hitchcok ne Il
Caso Paradine
del 1948 e ne Il Terzo Uomo recito’ accanto a Orson
Welles.
Chiusa la parentesi della carriera internazionale, fu una divina Livia Serpieri
in Senso e non so piu’ chi disse che le vere attrici possono trasformarsi
in creature bellissime o bruttisime come accade a lei nel corso di questo
film.
Ebbi il piacere di vederla a teatro alla fine degli anni 90 in un opera
di Pirandello,di cui non ricordo il titolo, ma ricordo perfettamente l’emozione
di essere a pochi metri da che ebbe la fortuna di lavorare con Hitch , Orson e
con Visconti.

Le mele di Annie

Facendo la spesa ho comprato 5 mele rosse e mi sono accorta di
averle pagate quasi 1000 lire l’una. Invece di inveire contro il caro vita mi e’
venuto in mente uno dei film preferiti della mia infanzia: Angeli con la
pistola
dove Bette Davis interpreta una barbona che per sopravvivere vende
mele rosse.

 

Il suo miglior cliente e’ un gangster (interpretato da
Glenn Ford), che ritiene che le mele di Annie gli portino fortuna. Un giorno
deve compiere un grosso colpo e ha bisogno di tutto un cestino di mele , ma la
vecchia e’ nei guai perche’ la figlia, che con tanti sacrifici aveva fatto
studiare all’estero, sta per tornare per presentare alla madre il ricchissimo
fidanzato.
Al boss e alla sua banda non resta che aiutare la povera donna
trasformando la bisca clandestina nella residenza della barbona, che per un
giorno diventera’ una ricca signora il cui giro di amicizie altolocate e’
interpretato dai malavitosi ripuliti. Il lieto fine e’ d’obbligo, del resto
siamo in un film di Frank Capra, il suo ultimo per la precisione, girato nel
1961 e remake di un suo successo del 1933 Signora per un giorno,
interpretato da May Robson e Warren William.

Il Mereghetti 2004

Gia’ in vendita on line nel sito della casa editrice, la nuova versione del
miglior dizionario di cinema, (a mio modesto parere) verra’ presentata
dall’autore mercoledi’ 3 dicembre a Milano, presso La Feltrinelli di piazza
Piemonte 2 alle ore 18,30

A tutti i fan di Blade Runner

Milano, 27 novembre 2003 – Un capolavoro della cinematografia
diventa un radiodramma. Dall’1 al 19 dicembre Blade Runner approda su Radio2
Rai. Quindici puntate che adattano il film di Ridley Scott, e il romanzo di
Philip Dick da cui è tratto (Do Androids Dream of Electric Sheep?) secondo i
canoni della drammaturgia radiofonica. In onda dalle 8.45 alle 9 e diretto da
Armando Traverso, avrà per protagoniste le voci di Mimmo Gammino Rick
Deckard
, Emanuela Rossi Rachel e Renato Mori l’ispettore
Bryant
, accompagnate dalla musica di Vangelis, la stessa che fece da colonna
sonora al film.

Elephant

Elephant

Una scuola vista come una citta’ che istiga alla solitudine, con corridoi immensi percorsi da adolescenti solitari chiusi nel loro mondo, nelle loro ossessioni.
Una macchina da presa li rincorre con lunghi piani sequenza, si sofferma con insistenza su primi piani, spesso di spalle, nel vano tentativo di capire una follia che ha trovato un modo come un altro per esplodere.
Il film di Gus Van Sant si ispira ai fatti della Columbine High School che sconvolsero l’America, gia alla base del documentario di Michael Moore vincitore dell’Oscar lo scorso anno. Questa pero’ diventa una discesa nell’inferno del disagio giovanile, dove gli adulti sono solo persone sfocate sullo sfondo, e i coetanei parallele con cui raramente ci si incrocia.

Genialmente raggelante.

René Laloux in mostra ad Ancona

Il grande maestro del cinema d’animazione francese in mostra
alla Mole Vanvitelliana di Ancona, fino al 14 dicembre, con le sue chine,
acquarelli e serigrafie.
I suoi film, spesso in collaborazione con i
disegnatori Topor e Moebius, sono popolati da bambini su pianeti lontani,
lumache gigantesche in forma di mostri, dentisti malati e scimmie furbe..

Ricordo di aver visto il suo capolavoro, Le Planet sauvage
(1973), ma e’ passato tantissimo tempo, per cui vi rimando a questo commento. Per chi
fosse interessato il film sara’ in programmazione a Savona l’11 dicembre, per informazioni

Tora! Tora! Tora!

1970
con Martin Balsam, Joseph Cotten, Eijirō Tōno
regia di Richard Fleischer, Kinji Fukasaku, Toshio Masuda

giudizio del film
E’ il classico film di
rievocazione storica, ma ha la particolarita’ di mostrare la vicenda sia dal
punto di vista americano che da quello giapponese: e’ in realta’ la fusione di
due film, la versione giapponese a cui per due settimane circa lavoro’ Kurosawa,
poi sostituito (ufficialmente per motivi di salute, in realta’ per uno stile di
regia troppo lontano da quello delle major) da Toshio Masuda e Kinij Fukusaku
supervisionato dal regista della sezione americana, Richard Fleischer
.
L’inizio e’ lento e racconta fedelmente le vicende storiche che
precedettero il disastroso attacco; da una parte i giapponesi, anzi la marina
giapponese che non vede di buon occhio l’alleanza con i nazifascisti, pur
preparando meticolosamente l’attacco. Dall’altra gli americani che pur essendo
in grado di intercettare e decodificare tutti i messaggi che il Giappone invia
alle sue sedi, non credono possibile che l’attacco, che in ogni caso sanno
imminente venga sferrato nella base dove e’ radunata la flotta: Pearl
Harbour.
Incipit lento ma che subito immerge lo spettatore in una sensazione
di disastro inesorabile, dovuto alla maestria con cui il materiale e’ trattato,
piu’ che al fatto di conoscere gli eventi storici. Notevole la ricostruzione
della notte del 6 dicembre con il comandate Kramer che cerca di mettere
sull’avviso i suoi superiori vagando in una livida Washington con esiti quasi
kafkiani.
Le immagini della battaglia sono grandiose e valsero l’oscar per
gli effetti speciali al film, certo nulla a che vedere con gli effettacci a cui
siamo abituati oggi, ma l’esito e’ indubbiamente spettacolare.

Tora! Tora! Tora!

giudizio del DVD
buono il riversamento audio e
video, migliore di quanto credessi gli extra: oltre il trailer originale del
film, quello di Patton, generale d’acciaio e de Il giorno piu’
lungo
c’e’ un commento solo audio di Richard Fleischer, pensavo che durasse
pochi minuti, invece scorre nuovamente tutto il film (che ricordo supera le due
ore) con l’intervistatore e il regista che commentano e svelano i retroscena del
film, discutono del ruolo di Kurosawa, della Hollywood di quegli anni, insomma
una conversazione molto piacevole e interessante: tra le chicche che elargisce
ricordo che questo regista, autore anche di Viaggio Allucinante e’
figlio di Max Fleischer, grande maestro dei cartoon, padre fra gli altri di
Betty Boop e Braccio di Ferro.