Una scuola vista come una citta’ che istiga alla solitudine, con corridoi immensi percorsi da adolescenti solitari chiusi nel loro mondo, nelle loro ossessioni.
Una macchina da presa li rincorre con lunghi piani sequenza, si sofferma con insistenza su primi piani, spesso di spalle, nel vano tentativo di capire una follia che ha trovato un modo come un altro per esplodere.
Il film di Gus Van Sant si ispira ai fatti della Columbine High School che sconvolsero l’America, gia alla base del documentario di Michael Moore vincitore dell’Oscar lo scorso anno. Questa pero’ diventa una discesa nell’inferno del disagio giovanile, dove gli adulti sono solo persone sfocate sullo sfondo, e i coetanei parallele con cui raramente ci si incrocia.
Genialmente raggelante.