La storia di Noi, adolescente inquieto che
vive tra noia e irrealizzabili desideri di fuga in una cittadina sperduta sulle
coste islandesi e’ caratterizzata d una fotografia inconsueta: al posto della
profonda provincia americana o della suburra di una qualsiasi grande metropoli,
il paesaggio islandese, dove una montagna di roccia incombe sul villaggio
opprimendolo in un senso d’impotenza, tra l’abbacinante luce dei ghiacci e le
cupe, stranianti notti del polo.
Formidabile la regia di questo piccolo film:
Dagur Kari conosce perfettamente i tempi della commedia e sa creare da una frase
una tensione che negli ultimi dieci minuti del film lascia piu’ volte senza
fiato e conduce a un finale spiazzante.
Da non perdere.
Il coraggioso
The Brave
USA 1997
con Marlon Brando, Johnny Depp, Elpidia Carrillo
regia di Johnny Depp
Alla sua prima regia Johnny Depp sceglie di raccontare una storia molto particolare, quella di Raphael un’indiano che vive in una baraccopoli ai margini di una discarica. Nella disperata ricerca di un lavoro finisce per accettare di essere il protagonista di uno snuff-movie, da girarsi una settimana dopo aver percepito un anticipo. Il film racconta l’ultima settimana di vita di Raphael, ma si dilunga un po’ troppo in compiaciute descrizioni dei pittoreschi personaggi che abitano la discarica, tra questi c’e’ anche un cameo di Iggy Pop, che del film firma le musiche. Le storie dei looser dal cuore d’oro, a cavallo tra Zavattini e Kusturica trovano riscontro in un calligrafismo paesaggistico, dove la natura prorompe nella sua magnificenza a pochi metri dalla discarica.
Un film interessante, soprattutto nella prima parte ma che poi si perde in inutili e lunghe melensaggini.
Giudizio del dvd
Solitamente rifuggo
dalle schede sugli interpreti e registi (che di questo film rappresentano l’unico extra) ma questa volta le ho voluto leggere, scoprendo delle notizie di gossip che neppure Novella 2000!
Di Depp ora so che quando aveva 15 anni i suoi genitori divorziarono e la sua posizione nella classifica degli uomini piu’ sexy stilata da un giornale.
Molto piu’ interessanti le note su Marlon Brando, di cui il curatore non si e’ neppure peritato di dare la data di nascita, preferendo metterci a conoscenza del suo stato civile, con l’elenco delle mogli di Brando piu’ i rispettivi i figli, inoltre ha ritenuto di vitale importanza far sapere come e’ cambiato il cachet dell’attore da Uomini di Zinnemana Superman, da 50.000 a 4 milioni di dollari.
Meno male che questo dvd
l’ho comprato in offerta.
Addii
Se n’ e’ andata sabato scorso, a 94 anni Frances Dee, una
delle ultime sopravvissute dell’eta’ d’oro di Hollywood. Moglie di Joel McCrea,
viene pianta come la Meg di Piccole donne nell’eccellente versione di
Cukor del ’33, io la ricordo soprattutto come la protagonista di un capolavoro
di Jacques Tourneur: Ho camminato con uno zombie.
solo 62 anni e il suo volto ci e’ noto per le sue partecipazioni televisive e
cinematografiche: tra queste l’addestratore di Cane Bianco, anche se la nomination all’Oscar la guadagno’ con La guerra di
Gordon.

Juliette Binoche
Nel 1964 nasce a Parigi una bellezza d’oltralpe molto
amata in tutto il mondo.
Tra i primi titoli degni di nota della sua carriera ricordiamo Je vous salue Marie, il dissacrante
film di Godard, la ritroviamo poi ne L’insostenibile leggerezza dell’essere di Kaufman; dalla storia d’amore della Binoche con il regista Leon Carax nascono le partecipazioni a Rosso Sangue e Les amants du Pont Neuf.
Il danno accanto a Jeremy Irons la consacra definitivamente e Kieslowski la vuole per Film Blu, (per questa interpretazione vincera’ la Coppa Volpi a Venezia nel 1993) partecipera’ anche in ruoli minori a Film Rosso e Film bianco.
Dopo la nascita del primo figlio torna sugli schermi nel 1995 con L’ussaro sul tetto, l’anno dopo vince l’Oscar come migliore attrice non protagonista ne Il paziente inglese.
Guadagna la nomination come miglior attrice protagonista nel 2000 per Chocolat, il film che ha fatto innamorare tutti perdutamente di lei, anche la Ferrero.
Filmografia Completa
le biografie di Donald Spoto
Credo che non leggero’ mai piu’ una biografia firmata da Donald Spoto, gia’ il suo precedente volume Hitchcock, Il lato oscuro del genio mi aveva lasciato un profondo senso di amarezza per come l’attenzione dello scrittore fosse incentrata esclusivamente su il carattere depresso ed infelice di Hitch, sempre insicuro per il suo aspetto fisico e la sua mole, aspetti sicuramente veri, ma non credo unici nella personalita’ di un genio della cinepresa riconosciuto dalla critica e venerato dal pubblico.
Notorius, la vita di Ingrid Bergman e’ un’agiografia della grandissima attrice svedese che spesso sfiora il ridicolo.
Come e’ ben noto Ingrid Bergman fu al centro di un grandissimo scandalo quando la protagonista di Casablanca abbandono’ la famiglia nel 1949 per unirsi artisticamente e sentimentalmente a Roberto Rossellini: l’America puritana che le aveva dato fama e successo la ritenne per anni persona non gradita.
Donal Spoto nel tentativo di giustificare le scelte amorose della Bergman, (prima di Rossellini aveva avuto una lunga liason con il fotografo Robert Capa ed altri amori) la dipinge come succube del primo marito, invadente e despota: salvarla dai panni della Messalina per dipigerla come una persona quasi al limite della capacita’ di intendere e di volere non mi sembra un gran risultato, soprattutto se si pensa che il volume e’ stato scritto nel 1997.
In seguito alle sue scelte amorose la Bergman per anni non vide Pia, la figlia nata dal primo matrimonio, e cosi’ per tutto il libro di Spoto mette l’accento sul rapporto che l’attrice tenta di ricostruire con la primogenita, lasciando sullo sfondo le figure dei 3 figli avuti da Rossellini, con il rischio di farla nuovamente passare per una madre snaturata.
Le note biografiche su Rossellini sono piuttosto confuse: si parla di una tresca con Liliana Castagnola, che il cineasta italiano ricopri’ di gioielli al punto di dar fondo alla sua eredita’ (pag. 272) poi la chanteuse secondo Spoto mori’ di overdose, quando e’ oramai storia che Liliana Castagnola si suicido’ per Toto’ di cui si era pazzamente innamorata, tanto che il principe De Curtis la fece tumulare nella tomba di famiglia e chiamò la figlia con il suo nome.
Ridicoli i giudizi sui film della coppia Rossellini-Bergman: Stromboli viene liquidato come “enormemente tedioso” (pag. 303), “deludente” Europa ’51 (pag. 333) e “senza senso..sfilacciato” Viaggio in Italia “inspiegabilmente canonizzato dalla Nouvelle Vague francese” (pag 339). Ovviamente l’unica cosa da salvare nelle opere di questo regista ormai alla frutta e’ la perennemente magistrale interpretazione della Bergaman, le cui prove attoriali non vengono mai giudicate meno che eccelse da Spoto in tutte le 469 pagine del volume, con il rischio di rendere odiosa a suon di panegirici una delle piu’ belle e brave attrici di Hollywood.
Incontri con i registi
Saranno in Italia in questo mese di marzo due registi di
tutto rispetto: il 10 e’ previsto un’incontro con Aki Kaurismaki in quel di
Parma, assieme a lui ci saranno il critico Peter von Bagh e all’attore
protagonista del suo ultimo film L’uomo senza passato, Markku Peltola;
seguira’ un concerto di Marko Haavisto & Poutahaukat, band che nel film
interpretava l’esercito della salvezza. Luogo dell’incontro sara’ il cinema
Edison, che dara’ vita nei giorni seguenti a una restospettiva sull’autore:
immancabile l’appuntamento del 1° aprile con Leningrad cowboys go to
america.
La Cineteca di Bologna dedica invece una
restospettiva ad Abel Ferrara che il 26, 27 e 28 marzo terra’ un seminario per
Officinema, per informazioni seguite il link
La dolce vita in mostra
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La mostra La dolce vita – Scandalo a Roma, Palma d’Oro
![]() |
Ron Howard
Il 1° Marzo 1954 nasceva Ron Howard, prima attore bambino per cinema e tv (il primo film a cui partecipo’ e’ del 1959 Il
Viaggio), poi ragazzo per bene in American Graffiti e querulo protagonista di Happy Days nei panni di Richie Cunningham, il ruolo che gli ha dato la fama.
Da piu’ di vent’anni e’ un prolifico regista con esiti altalenanti.
Undici statue per un anello
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Raro come il giorno in cui si sono svolti il risultato di
![]() Intanto sono uscite anche le candidature ai |
Splendori e miserie delle cortigiane
Devo premettere che sabato sera ho fatto le quattro di notte a
una cena a base di bagna cauda e che la domenica mattina alle 10 ero gia’ alla
mia lezione di tai-chi in cui abbiamo fatto almeno mezz’ora di meditazione per
cui il mio settimo chakra aveva delle visioni di tipo lisergico. Questa e’ la
premessa necessaria per rendere plausibile quello che sto per dire. Nel
pomeriggio, stramazzata moribonda sul divano facevo zapping e finita su Buona
domenica ho avuto conferma di quello che gia’ sospettavo vedendo gli
spezzoni trasmessi a Blob: fermo restando che il programma di Canale 5
sfida ogni limite del buongusto e dell’intelligenza, nel mio stato di
alterazione mentale sono riusciata a capire dove vuole andare a parare Costanzo:
vuole essere il Balzac della televisione italiana e raccontare una sorta di
Comedie Humaine! Come non vedere negli ingenui protagonisti dei vari Grande
Fratello dei novelli Lucien de Rubenpre’ che puntando tutto sulla loro
stolida bellezza si piegano ai crudeli giochi al massacro della domenica
pomeriggio per un briciolo di notorieta’?

