The Shanghai gesture
Usa 1941,
con Gene Tierney, Victor Mature, Walter Huston, Ona Munson
regia di Josef von Sternberg
Quando un magnate vuole sfrattare il suo casino’ per una speculazione edilizia, l’astuta tenutaria Mother Gin Sling fa compiere delle ricerche sul passato dell’uomo e scopre che si tratta di colui che in gioventu’ l’aveva sposata e abbandonata dopo averle tolto i suoi beni. Per vendicarsi ne travia la figlia trasformandola in una cocainomane dedita al gioco e succube di un losco personaggio. Troppo tardi scoprira’ di essere la madre della ragazza…
Capolavoro morboso di Von Stemberg che porta sullo schermo una storia squallidissima di raggiri e vendette perverse: all’epoca il film fece talmente scalpore da costare al regista un periodo di esilio da Hollywood.
Nonostante i tempi siano cambiati, la pellicola non perde la sua allure malata grazie all’ambientazione esotica in una Shanghai fantasiosa con la sala del casino‘ strutturata come un girone infernale.
La cena del capodanno cinese e’ un pezzo di incredibile bravura per la costruzione dell’atmosfera e dei dialoghi: Mother Gin Sling svelera’ la sua vera identita’ e la sua vendetta in un crescendo parossistico sottolineato dal frastuono del capodanno cinese e dalla scena memorabile delle ragazze esposte in gabbie prima di esser messe all’asta.
Von Sternberg si conferma per l’ennesima volta maestro nella creazione di figure femminili: solo in mano sua il personaggio Mother Gin Sling (interpretato da Ona Munson, la Bella Watling in Via col vento truccata come Marlene) poteva essere credibile con delle acconciature cosi’ inverosimili.
Il regista e’ l’unico ad aver osato sporcare l’algida bellezza di Gene Tierney, memorabilmente cattiva o ambigua in alcuni suoi celebri film, ma sempre perfetta, mentre von Sternberg insiste sulla sua trasformazione da raffinata ereditiera ad ubriacona scarmigliata e sguaiata.

Pero’ credo che sara’ difficile per gli antichi estimatori delle atmosfere rarefatte del glorioso spot Lavazza, amare
Secondo la commissione dell’Academy Award, Private il film di Costanzo jr. non puo’ rappresentare l’Italia alla selezione per il miglior film straniero perche’ la pellicola, pur essendo di produzione italiana non e’ parlata, neppure parlazialmente, nella nostra lingua. La lettera che contiene la discutibile motivazione invita il comitato italiano di selezione a scegliere un altro film che risulti conforme alle severe leggi dell’Academy Of Motion Pictures Arts And Sciences di Los Angeles.