auguri a Zsa Zsa Gabor

Zsazsagaborjpg Le starlette che si fregiano della nomea di attrice per diventare regine del gossip e del jet-set, sono sempre esistite, anche se sembra che negli ultimi tempi stiano aumentando in maniera esponenziale. A riprova della loro sempiterna presenza, oggi festeggia i suoi primi 90 la piu’ famosa rappresentante della categoria, Zsa Zsa Gabor .
La statuaria Sári Gábor, nata a Budapest il 6 febbraio 1917, segue la sorella Eva ad Hollywood dove iniziano una carriera fatta di piccoli ruoli ma grandi feste e illustri matrimoni: ZsaZsa vanta un carne’ di nove sposalizi con rampolli del jet set di tutto il mondo e non manca all’appello un Hilton che la rende prozia della prezzemolina attuale, Paris Hilton, poi uno dice che la genetica non conta..

Zsa Zsa Gabor è scomparsa il 18 dicembre 2017 a 99 anni.

Kontroll

Nella metropolitana di Budapest, un killer si diverte a spingere la gente sotto i treni, rendendo ancora piu’ stressante la vita dei controllori che hanno gia’ le loro difficolta’ nel controllare biglietti ed abbonamenti, in particolare la squadra scalcagnata di Bulcsú..


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Opera prima ungherese, di grande successo ai festival, che finalmente arriva nei nostri cinema (il film e’ datato 2003).
Latita il divertito e dissacrante surrealismo dell’arte dell’Est Europa (dai romanzi di Bulgakov ai film di Kusturica) che forse rimane nello strambo personaggio della fanciulla di cui il protagonista di innamora, perennemente abbigliata con un costume da orso, purtroppo la perdita e’ in favore dello stile à l’americaine portato avanti da Luc Besson, fatto di ritmi veloci e battute imbecilli, scenette ridicole piu’ che bizzarre che non escono mai dal bozzetto, condite da elementi falsamente splatter: ci si sofferma piu’ sul vomito che sui resti delle vittime.
Un‘occasione perduta perche’ l’ambientazione, valorizzata da un’ottima fotografia, era interessante, tutta racchiusa nei sotterranei della metropolitana: dalle pensiline ai cunicoli piu’ nascosti, dal deposito treni, alle corse sulle rotaie inseguiti da un treno in arrivo.
La figura del protagonista avrebbe sicuramente meritato un maggior studio psicologico che lasciasse intuire maggiormente il perche’ un professionista abbandona una promettente carriera di architetto e sceglie di vivere come un barbone in metropolitana, dalla quale si rifiuta di uscire per mesi: oltre che rendere piu’ comprensibile il thriller (reale o psicologico?) avrebbe reso meno semplicistico il lieto fine, invece il regista furbescamente si lascia aperte tutte le vie e nel film ognuno vede quel che vuole…
Benche’ i due film non abbiamo nulla in comune, ci sono alcune somiglianze con Collateral: l’eterno movimento delle scale mobili, la ricerca del colpevole durante il rave, l’incontro con l’animale totemico che nel film di Mann era un coyote e qui e’ un rapace notturno.
Sconsigliatissimo a chi ama I guerrieri della notte, nonostante qualche tentativo di accostare i due film.