Mi interesso a fatica della politica italiana ed in particolare non so bene di cosa si occupino i vari ministeri, seguendo la diatriba sul Montalbano comunista ho evinto che un ministro delle comunicazioni non si occupa di libri altrimenti da tempo sarebbe stato a conoscenza di quella difesa delle vittime della scuola Diaz messa in bocca a Montalbano da Camilleri. Evidentemente il buon Landolfi si e’ talmente infuriato a sentir tali frasi in prima serata che le sue orecchie, presumo bordo’, non han sentito la seconda parte della invettiva del commissario che investiva anche il precedente governo di sinistra.
In ogni caso mi preme ricordare a tutti i compagni, se non di ideali politici, almeno di letture e di gusti televisivi, di non perdere stasera l’occasione per trovarsi davanti alla tv dove, forse per l’ultima volta, Il commisario Montalbano ci deliziera’ con le sue sparate contro la politica, (gia’ il titolo dell’episodio, tratto da alcuni racconti, promette bene: Par Condicio) poi da domenica prossima, tornera’ il piu’ neutrale Maresciallo Rocca.
Categoria: Televisione
Come ti sbatto il drogato in prima pagina
E cosi’ anche l’Italia ha avuto la sua vittima da sacrificare in questa lotta mediatica contro la cocaina: l’attore Paolo Calissano, arrestato perche‘ una giovane donna e’ morta di overdose in casa sua.
Ieri sera il TG2 delle 20,30 ha dato la notizia definendo Calissano “la star di Vivere” (la soap di Canale5) dimenticando bellamente che l’attore e’ stato anche protagonista di una fiction di successo, Vento di ponente, trasmessa proprio da Rai2 ed ha partecipato anche ad un’edizione de L’isola dei famosi.
Lo scandalo di Kate Moss ha portato alla ribalta il problema della cocaina, di facilissima reperibilita’ tra i giovani, io non ho soluzioni da dare ne’ nutro particolari simpatie per i protagonisti di queste vicende, ma sono assolutamente convinta che questo orrido perbenismo di facciata che allontana come reietti i vip che sono stati colti in fragrante non e’ certo un deterrente ne’ un esempio valido per distogliere le persone dall’uso della droga.
Desperate Housewives
Temevo di poter esser delusa dall’aspettativa creata dall’eccezionale battage pubblicitario per l’arrivo su Rai2 di Desperate Housewives (sinceramente, anche se non avessero continuato a ribadire che Laura Bush ne e’ una fan scatenata, lo avrei guardato lo stesso!) e invece il telefilm si e’ dimostrato all’altezza della sua fama.
La suicida-voce narrante fa tanto Viale del tramonto, e tutto il serial e’ impregnato di un’atmofsera da commedia noir che mancava in televisione da troppo tempo.
Immancabile la vicina impicciona che e’ il trait d’union con il telefilm classico americano: ha lo stesso look, benche ‘ aggiornato, della vicina di Samantha e Darryl di Vita da strega e c’era un personaggio identico anche in SuperVicky, se non ricordo male.
Devo confessare che inizio a nutrire un principio di adorazione per Bree: ho trovato geniale come si e’ conquistata l’appoggio del consulente matrimoniale solamente attacandogli un bottone! Inoltre l’attrice che la interpreta, Marcia Cross mi piace dai tempi di Melrose Place, anche per il suo tipo di bellezza quasi innaturale.
Certo, c’e’ qualche piccola sbavatura, ad esempio in un mondo in cui tutti sanno tutti di tutto, come ha fatto il marito della donna suicidatasi a svuotare la piscina e a picconarme il fondo, di notte, senza che nessuno se ne accorgesse, ma la situazione e’ talmente intrigante che ci si passa sopra tranquillamente..
Appuntamento a stasera per la seconda puntata.
La nuova stagione televisiva
Eccoci all’inizio di una nuova stagione televisiva all’insegna dei seriali americani: ieri sono partite le nuove puntate di E.R. e la seconda ed ultima serie di Carnivale su CanalJimmy, stasera e domani arriva l’attesissimo Desperate Housewives su Rai2, mercoledi’ e giovedi’ appuntamento doppio anche per la ripresa de La squadra e a breve arriveranno anche i nuovi episodi de Il commissario Montalbano, mentre ad ottobre Italia1 proporrà’ OZ carcere di massima sicurezza e La7 The L world.
Sono lontani i tempi in cui le ammiraglie Rai e Mediaset pubblicizzavano i “filmissimi” del lunedi’, ora piu’ che mai il cinema e’ solo un riempitivo, frequentemente interrotto dalla pubblicita’.
Questa non vuole essere una lamentela, ma la constatazione di un’evoluzione: del resto gli episodi dei telefilm americani spesso portano la firma di grandi autori, come Tarantino in C.S.I. e lo stesso Spike Lee, a Venezia ha sostenuto che il prezzo contenuto del seriale permette una sperimentazione e una liberta’ d’espressione che viene a mancare nelle grandi produzioni cinematografiche dove non si osa rischiare gli ingenti capitali messi a disposizione.
Ancora Venezia ci ha dimostrato che dal vivaio televisivo possono nascere grossi talenti e grandi star, come dimostra l’esempio di George Clooney.
Disastroso il confronto con la situazione televisiva italiana, se possibile ancor piu’ patetica di quella cinematografica, basta ricordare che, come da oltre vent’anni a questa parte, Italia1 ha ricominciato a trasmettere Lady Oscar il cui valore e’ indiscutibile, ma la cui continua reiterazione dimostra la scasita’ di idee e progetti . Fortunatamente anche questo classico quest’anno vanta una novita’: e’ tornata la sigla originale! per cui tutti in coro
c’è nel regno una bimba in più
biondi i capelli e rose di guancia
Oscar ti chiamerai tu.
Il buon padre voleva un maschietto
ma ahimè sei nata tu
nella culla ti ha messo il fioretto
Lady dal fiocco blu.
O Lady, Lady, Lady Oscar
tutti fanno festa quando passi tu
O Lady, Lady, Lady Oscar
come un moschettiere batterti sai tu
O Lady, Lady, Lady Oscar
le gran dame a corte ti invidiano perchè
O Lady, Lady, Lady Oscar
anche nel duello che eleganza c’è.
O Lady, Lady, Lady, Lady
O Lady, Lady, Lady, La
Notte buia alla corte di Francia
a palazzo si dorme già
tre briganti con spada e con lancia
agguato a sua maestà.
Lady Oscar si è proprio nascosta
nella grande stanza del re
con scatto felino ed abile mossa
colpirà tutti e tre.
O Lady, Lady, Lady Oscar
la tua spada fischia non delude mai
O Lady, Lady, Lady Oscar
anche nella mischia vincere tu sai.
O Lady, Lady, Lady Oscar
le gran dame a corte ti invidiano perchè
O Lady, Lady, Lady Oscar
anche nel duello che eleganza c’è.
O Lady, Lady, Lady, Lady
O Lady, Lady, Lady, La
O Lady, Lady, Lady Oscar
tutti fanno festa quando passi tu
O Lady, Lady, Lady Oscar
come un moschettiere batterti sai tu
O Lady, Lady, Lady Oscar
le gran dame a corte ti invidiano perchè
O Lady, Lady, Lady Oscar
anche nel duello che eleganza c’è.
O Lady, Lady, Lady, Lady
O Lady, Lady, Lady, La
clandestini in pubblicita’
E’ stata, e continua ad essere una delle pubblicita’ piu’ martellanti di quest’estate, ed io non riesco ancora ad abituarmi al suo stupido messaggio razzista. Mi riferisco alla pubblicita’ dell’aranciata San Pellegrino, fatta con sole arance siciliane quindi le povere arance clandestine che non passano la prova di Ciuri Ciuri vengono aspirate da un tubo e vanno incontro ad un ignoto, ma si presume terribile, destino.
E’ l’ingresso ufficiale della figura del clandestino nel dorato mondo della pubblicita’, che era gia’ stata introdotta con toni piu’ paternalistici dalla mucca esclusa dai verdi pascoli del Parmigiano: se la’ tutto era camuffato da toni sorridenti (“che buffa!” era la battuta che spesso concludeva lo spot) nel commercial dell’aranciata gli argomenti si fanno piu’ decisi: la scenografia bianca ed asettica lascia poco spazio al confronto e alla mediazione, l’arancia che conosce la cucaracha trema dopo esser stata scoperta e viene cacciata senza possibilita’ d’appello..
Sara’ solo un ridicolo messaggio pubblicitario, ma mi manda in bestia e non ci trovo niente di ironico come sostiene l’articolo di hideout: se e’ proprio necessario ragionare per luoghi comuni avrei trovato piu’ divertente un picciotto siciliano che mette in fuga a colpi di lupara le arance infiltrate..
Voyager
Anche ieri sera mi son fregata con le mie mani ed ho guardato Voyager speciale Egitto,
come al solito mi son dovuta sorbire tutto il sensazionalismo di
Giacobbo nella speranza di scoprire qualcosa di nuovo sull’affascinante
mondo dell’egittologia, non avrei dovuto aspettarmi gran che’ da una
trasmissione la cui meta’ del pubblico era conciata da antico egizio
(poi perche’ non tutti? un soprassalto di dignita’ della claque?).
Dopo aver visto spezzoni (gia’ visti) di documentari del National Geographic,
aver assistito alle imprese eroiche di Hawass e Giacobbo, essermi
sorbita una sorta di mummia confiscata alla mafia che pare porti pure
sfiga, finalmente hanno mostrato quella che dovrebbe essere la mummia
dell’unica donna Faraone, Hatshepsut: poverina la tengono in un cassone
di legno come una partita di armi importata illegalmente!
Ma il pezzo forte e’ stata la discesa in un cunicolo non ancora
del tutto esplorato a Luxor: posso capire che Zahi Hawass con il suo
cappello da Indiana Jones si presti a queste sceneggiate perche’ deve
tirar su un po’ di soldi e mandare avanti gli scavi in Egitto, ma la
regia potrebbe essere un po’ piu’ accorta: come posso credere che il
cunicolo sia inesplorato, strettissimo ed altrettanto impervio quando
le riprese sono fatte frontalmente cioe’ quando almeno un uomo con
tanto di macchina da presa o magari un’intera troupe per microfoni ed
affini sono gia’ scesi e riprendono l’”emozionante” arrivo dei nostri
eroi?
Credo che all’esimio Roberto Giacobbo si adatti perfettamente il il brano dei Vallanzaska:
ma sono miope
ma sono miope..
Caldo!
Il tempo e soprattutto il caldo in particolare e’ diventato uno dei temi piu’ assillanti dei media. Venerdi’ scorso anche la puntata di Internet cafe’ era dedicata a questo argomento ed era ospite Antonio Cianciullo, che presentava il suo libro Il grande caldo . Ovviamente il taglio era ben diverso da quello altalenante tra il godereccio ed il catastrofico di certi tg.
Sconvolgente e’ stato scoprire come una minima variazione della temperatura media terrestre che di norma si aggira sui 15°, puo’ causare conseguenze estreme: intorno all’anno 1000 dove c’e’ stato un aumento della temperatura media pari ad un grado la vite cresceva anche in Inghilterra e si poteva bere il vino anglosassone, mentre attorno al 1650, periodo piu’ freddo della storia moderna con la media abbassata di un grado, le carrozze viaggiavano sul Tamigi ghiacciato!
Con la via che abbiamo intrapreso la temperatura media della Terra aumentera’ di circa due gradi, piuttosto prevedibili le conseguenze: si ipotizza che nel giro di 100 anni il livello dei mari potrebbe innalzarsi addirittura di 88 centimetri: apprestiamoci a dire addio a Venezia ed a tante altre citta’ e metropoli rivierasche sparse sul globo.
Prima di incolpare governi poco attenti alle politiche ambientali, umanita’ ormai assuefatta all’uso inveterato dell’automobile, e’ utile sapere che il concetto di caldo e freddo e’ estremamente relativo: in un manuale di costruzione del 1905 si riportava come temperatura ideale per scuole e abitazioni una temperatura attorno ai 15 gradi che scendeva a 12 per carceri e caserme: per noi quelle temperature sono gelide e sopportabili solo sotto un piumone!
Quindi non ci resta che far buon viso a cattivo gioco adattandoci alle nuove temperature estive, avendo la pazienza di sopportare maggiormente il caldo, senza ricorrere all’uso smodato dell’aria condizionata: ascoltare le nostre sensazioni e non le allerte terroristiche dei media ci aiutera’, razionalizzando le risorse, ad uscire dal gioco di un clima condizionato per ottenere il quale si esaspera quello naturale.
Carnivale, la prima serie
Non poteva che terminare a ridosso de “el dia de los muertos”, questa prima serie che lascia tanti interrogativi in sospeso: si chiarisce solamente chi, tra Padre Justin e Ben Hawkins e’ il prescelto dalle forze del bene e chi da quelle del male, schieramento gia’ prevedibile (o auspicabile?) dall’inizio del serial ma nuove forse entrano in gioco: chi e’ l’enigmatica Direzione? E Sophie? sara’ veramente quello che lascia intendere la confessione di sua madre Apollonia a Lodz?
Carnivale si e’ rivelato un serial molto interessante, poco affine a Twin Peaks: credo che il paragone fosse stato tirato in ballo soprattutto per il fatto che tra i protagonisti c’e’ Michael J. Anderson, il nano di Twin Peaks che qui offre una bella interpretazione nel ruolo di Samson.
Piu’ che sugli aspetti fantastici della vicenda, si punta sulla suspence e sull’ampio respiro descrittivo della desolazione della Depressione, dei dodici episodi trasmessi quello che mi e’ piaciuto di piu’ e’ Babylon, con la terribile fine che aspetta Dora Mae nell’angosciante citta’ fantasma.
Non vedo l’ ora che arrivi in Italia la seconda serie e gia’ vengo delusa dalla notizia che la HBO ha recentemente deciso di non produrre la terza stagione, chiusura pare, non motivata solamente dai bassi ritorni economici, e a ben pensarci le immagini di nudi integrali e comportamenti non proprio moralistici descritti dal telefilm hanno ben poco a che fare con l’austera (integralista?) immagine neocon che ultimamente ci arriva dall’altra sponda dell’Atlantico.
BlaBlaBla
Quando si avvista un programma comico che non sia dominato da quelli di Zelig o dalla Gialappa, ne’ abbia il loro stile, sarebbe il caso di segnalarlo al WWF! Uno di questi e’ iniziato lunedi’ scorso su RAI2, si tratta di Blablabla, ideato da Marco Giusti per la conduzione di Lillo e Greg ripropone gran parte del cast di Stracult, il programma, sempre di Giusti, trasmesso la scorsa stagione televisiva. Ad esser presi di mira sono talkshow e vezzi (meglio vizi!) televisivi e il sottobosco cinematografico: esemplare lo sketch con l’inviato con cui ci sono problemi audio e e tutto il servizio si brucia nel tentativo di stabilire se ci si sente, ma la vera chicca sono le clip del film “per gggiovani con tematiche gggiovani” prodotto da Domenico Broccacci intitolato L’educazione sentimentale del giovane Silvio dove un impagabile Max Tortora fa il verso a Silvio Muccino.
Torna stasera su Rai2 alle ore 24.00, se vi capita buttateci un’occhio.
Report
Report
La nuova serie del programma torna alla formula dei lontani esordi in seconda serata: il confronto tra i modelli comportamentali italiani con quelli quelli delle altre nazioni. Milena Gabanelli ora indaga le differenze tra l’Italia e gli Stati Uniti e il primo tema affrontato e’ stato quello della giustizia, dal furto della bicicletta alla pena capitale.
Il nostro paese ne esce piuttosto malconcio, con un’impunibilita’ che regna sovrana a tutti i livelli. Certo il modello giudiziario americano non e’ sempre un fulgido esempio: pena di morte a parte anche i risvolti del caso sul cromo esavalente che rese celebre (e ricca! ) Erin Brockovich mostrano dei lati piuttosto inquietanti: il denaro ha ripulito la coscienza della fabbrica inquinante ma non i terreni inquinati, allo studio legale sono andati quasi la meta’ del profitto e le vittime dopo 9 anni hanno gia’ speso tutto il loro risarcimento in tasse e spese mediche. Forse non sempre l’intervento rapido della giustizia paga, anche se la vittima preferisce che le sia riconosciuto lo status di danneggiata piuttosto che un equo risarcimento.
In Italia non c’e’ niente di equo, ingolfata da leggi e leggine, con i termini di scadenza sempre incombenti, la macchina giudiziaria italiana e’ all’impasse, pare che ci sia un numero spropositato di procedimenti penali contro coloro che falsificano i biglietti della metropolitana: di certo l’euro contestato non vale le cifre da capogiro che costano le istituzioni dei processi e l’impegno di magistrati che avrebbero cause ben piu’ importanti da affrontare, anche il buon senso di un bambino capirebbe che basterebbe depenalizzare il reato rendendolo passibile di un’ammenda : ah caro (?) Berluska, se ci avessi pensato forse oggi non saresti in questa situazione: avresti trovato un’ insospettata fonte di denaro per il tuo agognato sogno: diminuire le tasse e magari non saresti gravato cosi’ pesantemente sul magro bilancio delle famiglie italiane!