Voyager

Anche ieri sera mi son fregata con le mie mani ed ho guardato Voyager speciale Egitto,
come al solito mi son dovuta sorbire tutto il sensazionalismo di
Giacobbo nella speranza di scoprire qualcosa di nuovo sull’affascinante
mondo dell’egittologia, non avrei dovuto aspettarmi gran che’ da una
trasmissione la cui meta’ del pubblico era conciata da antico egizio
(poi perche’ non tutti? un soprassalto di dignita’ della claque?).

Dopo aver visto spezzoni (gia’ visti) di documentari del National Geographic,
aver assistito alle imprese eroiche di Hawass e Giacobbo, essermi
sorbita una sorta di mummia confiscata alla mafia che pare porti pure
sfiga, finalmente hanno mostrato quella che dovrebbe essere la mummia
dell’unica donna Faraone, Hatshepsut: poverina la tengono in un cassone
di legno come una partita di armi importata illegalmente!

Ma il pezzo forte e’ stata la discesa in un cunicolo non ancora
del tutto esplorato a Luxor: posso capire che Zahi Hawass con il suo
cappello da Indiana Jones si presti a queste sceneggiate perche’ deve
tirar su un po’ di soldi e mandare avanti gli scavi in Egitto, ma la
regia potrebbe essere un po’ piu’ accorta: come posso credere che il
cunicolo sia inesplorato, strettissimo ed altrettanto impervio quando
le riprese sono fatte frontalmente cioe’ quando almeno un uomo con
tanto di macchina da presa o magari un’intera troupe per microfoni ed
affini sono gia’ scesi e riprendono l’”emozionante” arrivo dei nostri
eroi?

Credo che all’esimio Roberto Giacobbo si adatti perfettamente il il brano dei Vallanzaska:

..vorrei vedere la piramide di Cheope

ma sono miope

ma sono miope..

Le strane vie della censura

Stasera su Rai3,intorno alle 23,40, andra’ in onda in prima visione Incantesimo Napoletano, deliziosa commedia di Genovese e Miniero.

Narra le vicissitudini di Assuntina Aiello, che pur essendo nata a
Napoli da una famiglia di certissime e secolari ascendenze partenopee,
fin dalla nascita si esprime in milanese e preferisce il panettone alla
pizza. I genitori, imbarazzati da questo suo “difetto”, faranno di
tutto per redimerla.

Mi ricordo che quando lo vidi al cinema trovai questo film molto
divertente ed originale ma la cosa che proprio non riesco a scordarmi
e’ che la pellicola era vietata ai minori di 14 anni e quello che piu’
mi lascia perplessa e’ che fece la sua rapida comparsa nelle sale a
tempo di Mulholland drive di David Linch, che invece non aveva subito nessuna censura.

Sia ben chiaro che se fosse per me la censura non dovrebbe esistere
ma a rigor di logica troverei piu’ scandaloso per il comune senso de
pudore la scena onanistica del film di Linch che le simulazioni di atti
sessuali in sottoveste e canotteria, con materassi che cigolano di Incantesimo Napoletano.

Se poi la pruderie non e’ di tipo sessuale ma di pensiero a maggior
ragione Linch non lo dovrebbe battere nessuno, invece come ben ci
insegnava Il nome della rosa, la risata e’ sempre l’arma piu’ pericolosa: e questo e’ uno dei motivi per cui prediligo le commedie.