Caldo!

Il tempo e soprattutto il caldo in particolare e’ diventato uno dei temi piu’ assillanti dei media. Venerdi’ scorso anche la puntata di Internet cafe’ era dedicata a questo argomento ed era ospite Antonio Cianciullo, che presentava il suo libro Il grande caldo . Ovviamente il taglio era ben diverso da quello altalenante tra il godereccio ed il catastrofico di certi tg.
Sconvolgente e’ stato scoprire come una minima variazione della temperatura media terrestre che di norma si aggira sui 15°, puo’ causare conseguenze estreme: intorno all’anno 1000 dove c’e’ stato un aumento della temperatura media pari ad un grado la vite cresceva anche in Inghilterra e si poteva bere il vino anglosassone, mentre attorno al 1650, periodo piu’ freddo della storia moderna con la media abbassata di un grado, le carrozze viaggiavano sul Tamigi ghiacciato!
Con la via che abbiamo intrapreso la temperatura media della Terra aumentera’ di circa due gradi, piuttosto prevedibili le conseguenze: si ipotizza che nel giro di 100 anni il livello dei mari potrebbe innalzarsi addirittura di 88 centimetri: apprestiamoci a dire addio a Venezia ed a tante altre citta’ e metropoli rivierasche sparse sul globo.
Prima di incolpare governi poco attenti alle politiche ambientali, umanita’ ormai assuefatta all’uso inveterato dell’automobile, e’ utile sapere che il concetto di caldo e freddo e’ estremamente relativo: in un manuale di costruzione del 1905 si riportava come temperatura ideale per scuole e abitazioni una temperatura attorno ai 15 gradi che scendeva a 12 per carceri e caserme: per noi quelle temperature sono gelide e sopportabili solo sotto un piumone!
Quindi non ci resta che far buon viso a cattivo gioco adattandoci alle nuove temperature estive, avendo la pazienza di sopportare maggiormente il caldo, senza ricorrere all’uso smodato dell’aria condizionata: ascoltare le nostre sensazioni e non le allerte terroristiche dei media ci aiutera’, razionalizzando le risorse, ad uscire dal gioco di un clima condizionato per ottenere il quale si esaspera quello naturale.