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La nuova serie del programma torna alla formula dei lontani esordi in seconda serata: il confronto tra i modelli comportamentali italiani con quelli quelli delle altre nazioni. Milena Gabanelli ora indaga le differenze tra l’Italia e gli Stati Uniti e il primo tema affrontato e’ stato quello della giustizia, dal furto della bicicletta alla pena capitale.
Il nostro paese ne esce piuttosto malconcio, con un’impunibilita’ che regna sovrana a tutti i livelli. Certo il modello giudiziario americano non e’ sempre un fulgido esempio: pena di morte a parte anche i risvolti del caso sul cromo esavalente che rese celebre (e ricca! ) Erin Brockovich mostrano dei lati piuttosto inquietanti: il denaro ha ripulito la coscienza della fabbrica inquinante ma non i terreni inquinati, allo studio legale sono andati quasi la meta’ del profitto e le vittime dopo 9 anni hanno gia’ speso tutto il loro risarcimento in tasse e spese mediche. Forse non sempre l’intervento rapido della giustizia paga, anche se la vittima preferisce che le sia riconosciuto lo status di danneggiata piuttosto che un equo risarcimento.
In Italia non c’e’ niente di equo, ingolfata da leggi e leggine, con i termini di scadenza sempre incombenti, la macchina giudiziaria italiana e’ all’impasse, pare che ci sia un numero spropositato di procedimenti penali contro coloro che falsificano i biglietti della metropolitana: di certo l’euro contestato non vale le cifre da capogiro che costano le istituzioni dei processi e l’impegno di magistrati che avrebbero cause ben piu’ importanti da affrontare, anche il buon senso di un bambino capirebbe che basterebbe depenalizzare il reato rendendolo passibile di un’ammenda : ah caro (?) Berluska, se ci avessi pensato forse oggi non saresti in questa situazione: avresti trovato un’ insospettata fonte di denaro per il tuo agognato sogno: diminuire le tasse e magari non saresti gravato cosi’ pesantemente sul magro bilancio delle famiglie italiane!