Due Marines e un Generale

Italia 1965, con Franco Franchi, Ciccio Ingrassia e Buster
Keaton.
Regia di Luigi Scattini


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Un film tipico della produzione del duo Franco&Ciccio, che si distingue per
la partecipazione di Buster Keaton. E’ la storia di due marines che nella
campagna d’Africa del ‘43 hanno la missione di catturare la volpe delle sabbie,
il temibile generale Von Kassler, lo rincontreranno nel ‘44 nei giorni dello
sbarco di Anzio.
Le gags sono quelle tipiche del duo siculo, Keaton
perennemente muto ritaglia siparietti che ricordano il suo guizzo
geniale.
Commovente il prefinale: per far sfuggire il generale tedesco alla
cattura i due marines oriundi siciliani lo rivestono con i panni trovati su uno
spaventapasseri in modo che possa confondersi tra la folla e fuggire: gli abiti
recuperati sono la paglietta schiacciata, il gilet e la finanziera con la
cravatta a nastrino che furono la divisa del comico dalla faccia imperturbabile,
e quando lo salutano dicendogli che e’ il generale piu’ simpatico che esista ti
ricordi che The General è il titolo di uno dei grandi successi di Buster
Keaton
.

Il film sara’ in onda domattina su Rai3 alle ore 9.05, puntate i
videoregistratori.

La fabbrica dei sogni

Il Top Audio e’ un’esposizione milanese il cui interesse
principale, il mondo dell’alta fedelta’, si sta legando sempre piu’ all’home
theatre. Le nuove tecnologie della riproduzione video, infatti, sono ormai alla
portata dei piu’ e non e’ un sogno cosi’ irrealizzabile pensare di avere un
televisore ultrapiatto formato 16:9; ma come dice il nome stesso della rassegna,
qui e’ esposta la strumentazione “al top” per avere una fedele riproduzione
audio e video.
La scelta del luogo stesso dove avviene la mostra e’
particolare: un hotel praticamente requisito ed in ogni stanza gli espositori
allestiscono i loro impianti, a volte veramante di grandissimo effetto, tanto
che nell’aprire la porta ti pare di entrare in una stanza dove una band stia
realmente suonando musica jazz, invece ti trovi davanti qualche scatolotto
insignificante che pero’ costa qualche decina di milioni di vecchie
lire.
Spesso alla fedelta’ del suono o dell’immagine si associa anche laa
ricerca di design e allora vedi piatti per l’ascolto di vinile che paiono delle
sculture, casse stereofiniche che ricordano le trombe dei vecchi fonografi o di
auto d’epoca, un subwoofer sembrava addirittura un’ enorme stufa
viennese.
Per un perfetto home theatre il massimo sono i proiettori alcuni
con lenti cosi’ grandi da inquietare come bocche da cannone, ma il top della
particolarita’ quest’anno secondo me lo vince questo televisore-monolite, (sara’
alto almeno un metro e mezzo e largo in proporzione) perfetto per un amante di
2001 Odissea nello spazio, con un novemila euro da spendere.

Foto203_1

a propos..

La bionda protagonista de La maledizione della prima luna,
Keira Knightley, e’ attualmente impegnata sul set di King Arthur, "sara’ piu’
Gladiator che Camelot" dice la fanciulla..

La maledizione della prima luna

Il film racconta di un prodigioso tesoro che gli aztechi avevano donato a Cortez nel tentativo di placare la sua furia distruttrice, su di esso grava una tremenda maledizione: chi ne entra in possesso viene trasformato in una sorta di zombi, le cui vere sembianze sono rivelate solo dalla luna piena. La ciurma che lo aveva depredato faticosamente riesce a rimettere insieme il tesoro e a trovare la persona da sacrificare per tornare alla vita. Ma uno scambio di persona manda all’aria i loro piani, mentre un baldo giovane che non conosce le sue vere origini si mette sulle tracce della fanciulla rapita con l’aiuto del pirata Jack Sparrow.



Lamaledizionedellaprimaluna


Film non solo prodotto dalla Disney ma ispirato a un’attrazione di Disneyland, Pirates of the caribbean (che è anche il titolo originale) sarebbe solo un piacevole film per famiglie, in cui le due ore e mezza di durata scorrono senza intoppi verso il lieto fine, se non fosse per la geniale interpretazione di Johnny Depp. L’attore che ha scelto di partecipare a una produzione Disney solo per dar modo ai suoi figli di vederlo finalmente al cinema, costruisce il suo personaggio fanfarone e stralunato sul modello del chitarrista dei Rolling Stones Keith Richards, sostenendo che i bucanieri del XVIII secolo rappresentavano un ideale di libertà e trasgressione che nel nostro secolo è impersonato dalle sregolate star del rock, concetto molto romantico e poco storicizzato ma non del tutto inesatto se si pensa alla mitologia costruita intorno a certi eroi dei sette mari.
In ogni caso il film si rifà alle grandi produzioni di cappa e spada che nell’epoca d’oro di Hollywood ebbero come protagonisti Douglas Fairbanks e soprattutto Errol Flynn, dal cui maestro di spada ormai ottuagenario Depp ha preso lezioni.
La regia di Gore Verbinski, salito alla ribalta la scorsa stagione con l’horror campione di incassi, The ring, riesce ad emozionare soprattutto quando la figlia del governatore si rende conto di essere prigioniera di una nave fantasma e da vita a una scena che sarebbe degna di una danse macabre.
Nel complesso un film di cassetta senza troppe velleità, a differenza di Hulk, che mantiene quel che promette e che, lo ripeto ancora una volta, da modo di assistere ad una grande prova attoriale: non poco di questi tempi.

Jacovitti a Bergamo

300 tavole , tra cui alcune inedite ritrovate dalla figlia
Silvia e realizzate negli anni ’40 per Il Vittorioso, ripercorreranno la carriera
del grande disegnatore.

Dal 21 settembre al 9 novembre 2003
Jacovitti –
antologia 1939 1997
Bergamo
COMPLESSO DI SANT’AGOSTINO
Piazzale della
Fara
orario: mart, merc e giov 10_13: 16_19.30 / ven-dom 10_19.30; lun
chiuso
biglietti: ingresso libero

Cabin Fever

CabinfeverSe il genere horror ha sempre portato sulla scena le paure e psicosi del suo tempo, il nuovo horror americano evidenzia le paure di una super potenza che si sente in ginocchio.
Anche il ritorno a moduli visivi e a stilemi dei tardi anni ‘70, quando la grande epopea gore stava iniziando con le saghe di Venerdì 13 e Nightmare sottolinea un bisogno di tornare al passato, gettando lo sguardo sulla profonda provincia USA, ma se nei film di allora la causa scatenante del “male” si sarebbe trovata in qualche tara o abominio familiare tenuto nascosto, oggi il male si infiltra subdolamente, esplode senza
ragione. Come ne L’acchiappasogni della passata stagione il tema della malattia infettiva e’ rappresentato nella devastazione che questa fa del corpo umano: corpi ricoperti di sangue, che non possono non richiamare alla memoria lo scempio dell’11 settembre. Cabin Fever potrebbe rappresentare la paura di una nazione che si sente lasciata sola, scoperta ad attacchi che non sa da dove possono giungere e e di cui, soprattutto, non si capisce la ragione.
Detto questo, il film resta comunque un brutto film, slegato, che non ti fa mai sobbalzare e soprattutto con dei pessimi
dialoghi.
Era un film con delle potenzialita’: il tema dell’allontanamento dal gruppo di chi e’ infetto avrebbe potuto essere meglio sviluppato e avrebbe avuto maggior effetto se i giovani vacanzieri si fossero trovati in una situazione piu’ claustrofobica, invece di farli vagare per un bosco, non solo denso di insidie, ma pieno di personaggi che paiono usciti, senza ragione, da Twin Peaks (David Linch e’ il produttore).

Un’ occasione sprecata, non fate altrettanto coi vostri soldi.

l’arte del blog

Il fenomeno dei blog non sembra destinato ad arrestarsi. E
accanto ai più consueti siti testuali, tra i quali spiccano anche esperimenti
letterari, sono da tempo comparsi anche molti esemplari di photo-blog e drawing
blog, dove i post sono composti di sole immagini. Ma l’uso creativo della
piattaforma di pubblicazione più diffusa della Rete è andato oltre. E dopo la
net.art si ipotizza la blog.art. Secondo Christina Ray, fondatrice del sito
Blog.art, (naturalmente un blog anch’esso) quest’ultima sarebbe “un’opera d’arte
che utilizza il sistema di personal publishing dei blog come mezzo di
espressione. Non dei blog sull’arte, ma il blog come arte”.
I progetti
presenti finora sono solo cinque (tra cui un blog muto, uno basato sugli
acronimi, e uno che sperimenta con Moveble Type) ma il sito è aperto a tutti
coloro che vogliano segnalare la propria opera.

HANNO FATTO DI ME UN COSCIOTTO SPEZIATO

Genere : horror demenziale

remake di They made me a
Criminal, 1939 con John Garfield Ann Sheridan e Claude Rains.

La nuova
versione sara’ diretta da John Waters.

Trama: Ava una bloggatrice dal
passato misterioso, interpretata da Beatrice Dalle

conosce un umanoide su internet, il ruolo se l’e’
aggiudicato Yul Brynner

impietosita dal suo triste destino ( non batte un chiodo
nella community in questione) lo invita nella blogosfera dove lei si era gia’
costruita una solida reputazione di cineblogger.
Incurante delle regole della
netiquette l’umanoide, che si e’ scoperto essere un ragno marziano, si allea con
una vampira virtuale (una delle migliori interpretazioni di Juliette Lewis dai
tempi di Strange Days)

L’ignara cinefila viene avvolta in un crescendo demenziale
di cenotafi orrendi (immagini che presagiscono il tragico finale) fino ad
diventare il cosciotto speziato che i due loschi figuri si mangeranno nel giorno
della loro manifesta alleanza.


Voto 7

Mondo Cane

Continua anche sui blog la giusta indignazione contro il
decreto Sirchia sull’emergenza cani: purtroppo il ministro non ha mai visto
Heidi altrimenti come gli sarebbe potuto venire in mente di inserire nella lista
delle razze pericolose anche il San Bernardo: Nebbia quanti movimenti avra’
fatto in qualche centinaio di episodi?

Fortunatamente Sirchia non ha
visto Hulk e il terribile barboncino genticamente modificato del padre del
protagonista, ma che il can barbone nano fosse una vil razza dannata i cinefili
lo sanno dai tempi non sospetti di Elvira la Vampira (1988): chi mai ha potuto
dimenticare il barboncino in versione punk?

Altrettanto
fortunatamente egli non conosce mia cugina che e’ stata morsicata da un chihuahua,
ne’ tantomeno la sottoscritta salvata dai manrovesci materni dalla gatta che
assalto’ alla spalle la mia genitrice lasciandola di stucco e facendomi godere
da quel momento e per tutta la mia infanzia di una tremenda immunita’.

Sarcasmo a parte, il decreto non risolvera’ nulla, e’ stato ribadito
piu’ volte ma bisogna sempre guardare chi c’e’ dall’altra parte del quinzaglio,
in genere e’ li’ che si trova la Bestia.
Piu’ che tutelarci dagli animali,
dovremmo tutelare loro sottoponendo le persone che le vogliono acquistare a
severi controlli.

Comunque pare ci sia un colpevole per l’esistenza della
razza pitt bull: il governo americano che li seleziono’ come animali
antisommossa per poi dismetterli quando si rese conto del “mostro”che aveva
inventato, la notizia e’ fresca di televisione, la riporto come l’ho sentita