Un fuorilegge a Hollywood. Il mondo di Roger Corman

Image003 rassegna cinematografica promossa da
Palazzo delle Esposizioni, Cineteca di Bologna, Museo del Cinema di Torino

Il genio del cinema indipendente americano, premio Oscar alla carriera nel 2010, arriva al Palazzo delle Esposizioni per inaugurare la sua retrospettiva. Re del B-movie, celebre per le trasposizioni cinematografiche dei racconti di Edgar Allan Poe, ha diretto e prodotto centinaia di film “senza perdere un dollaro” (come ha detto egli stesso). È l’uomo che non conosce lo spreco: avanzano uno scampolo di pellicola, due pezzi d’attrezzeria, tre battute di sceneggiatura o quattro ore di contratto? Diventano un film. Il talento registico e produttivo di Roger Corman è diventato leggenda e ancora oggi nulla è cambiato della sua vulcanica creatività, che ha sperimentato l’intero ventaglio dei generi, dal western alla fantascienza, dalla commedia nera all’horror, come testimonia questa panoramica appassionante della sua immensa produzione, dagli esordi meno noti ai colori tenebrosi dei suoi celebri horror, passando attraverso le produzioni con cui tenne a battesimo tre allievi d’eccezione: Coppola, Scorsese e Demme. Una lunga avventura ben ripercorsa dal documentario, sinora mai visto in Italia, che conclude la rassegna.

18/04/2012 21:00
INCONTRO CON ROGER CORMAN – condotto da Mario Sesti
a seguire Il pozzo e il pendolo di Roger Corman
(The Pit and the Pendulum, USA 1961, 80′ – v. it.)
Capolavoro della celebre serie tratta da Edgar Allan Poe, è un gioiello del cinema gotico dal fascino ancora oggi inquietante, un viaggio allucinante verso la follia tra spazi vertiginosi e luoghi decadenti, che unisce suspense e ironia grazie all’istrionismo del grande mattatore Vincent Price.

19/04/2012 21:00
La piccola bottega degli orrori di Roger Corman – cinema
ingresso libero
(The Little Shop of Horrors, USA 1960, 70′ – v.o. sott. it.)
Eccentrico cult movie su una pianta carnivora assetata di sangue umano, è l’emblema del modello produttivo ‘alla Corman’: budget ridottissimo, due giorni di riprese, set riciclato dal film precedente. Alla povertà dei mezzi sopperisce l’abilità del regista nel mescolare humour e horror, ordinario e bizzarro. Il paziente del dentista masochista è un giovanissimo Jack Nicholson.

20/04/2012 21:00
I vivi e i morti di Roger Corman – cinema
ingresso libero
(House of Usher, USA 1960, 80′ – v. it.)
Poe incontra Freud nel capolavoro horror che avvia il ciclo tratto dallo scrittore americano e la collaborazione con l’attore-feticcio Vincent Price. La cupa vicenda dei fratelli Usher, vittime designate del destino di follia e morte che affligge la casata, è letta da Corman come delirio di una mente allucinata.

21/04/2012 21:00
Terrore alla tredicesima ora di Francis Ford Coppola – cinema
ingresso libero
(Dementia 13, USA 1963, 75′ – v.o. sott. it.)
L’esordio del grande Francis Ford Coppola avviene all’insegna dell’eccesso gotico: il fantasma di una bimba annegata, un castello irlandese, bambole, omicidi a colpi d’ascia… Un thriller psicologico a bassissimo costo che Corman decide di far dirigere al suo giovane assistente, che rivela già il suo potente talento visionario.

22/04/2012 21:00
America 1929 – Sterminateli senza pietà di Martin Scorsese – cinema
ingresso libero
(Boxcar Bertha, USA 1972, 88′ – v.o. sott. it.)
Corman pensa a un film d’azione, sexy e violento, adatto alla programmazione estiva e lo affida a Martin Scorsese che invece si concentra, fortunatamente, sullo stato d’animo dei protagonisti – un gruppo di rinnegati che vive per strada – e realizza così il suo primo film importante, un ritratto crudo e impietoso dell’animo umano.

23/04/2012 21:00
L’odio esplode a Dallas di Roger Corman – cinema
ingresso libero
(The Intruder, USA 1962, 84′ – v.o. sott. it.)
Negli anni della presidenza Kennedy e del movimento per i diritti civili, Corman dirige il suo primo film “dettato da profonde convinzioni sociali e politiche” e con la storia di un fanatico razzista, che trascina nell’odio un’intera città, sconvolge lo spettatore con una durezza e un’intensità ininterrotte.

24/04/2012 21:00
I maghi del terrore di Roger Corman – cinema
ingresso libero
(The Raven, USA 1963, 86′ – v. it.)
Il riso sfida l’orrore e la vena comica prende il sopravvento nel quinto capitolo del ciclo Poe. Nel ruolo dei tre maghi protagonisti Corman può contare sui talenti prodigiosi di Vincent Price, Peter Lorre e Boris Karloff, “tre volti della paura”, ciascuno capace di conferire un proprio stile alla recitazione.

25/04/2012 21:00
La maschera della morte rossa di Roger Corman – cinema
ingresso libero
(The Masque of the Red Death, GB 1964, 85′ – v.o. sott. it.)
In un’Italia meridionale di pura fantasia, le gesta sataniche del tiranno Prospero meritano la severa punizione della Morte Rossa. Peste, riti demoniaci, cospiratori incappucciati, l’uso sanguigno del colore e un Price sempre più barocco ne fanno il capitolo surrealista della serie ispirata a Poe.

26/04/2012 21:00
I selvaggi di Roger Corman – cinema
ingresso libero
(The Wild Angels, USA 1966, 93′ – v.o. sott. it.)
Sostenuto da un team di futuri maestri (Hellman al montaggio, Peter Fonda protagonista, Bogdanovich supervisore), I selvaggi testimonia l’eclettismo di Corman, che filma la rude legge della strada di una banda di motociclisti, in una California pre-Easy Rider in cui s’intuisce una controcultura montante.

27/04/2012 21:00
Il clan dei Barker di Roger Corman – cinema
ingresso libero
(Bloody Mama, USA 1970, 90′ – v. it.)
Gangster movie crudo e realistico, dal ritmo visivo irrequieto come i suoi protagonisti, una famiglia ribelle che negli anni della Grande Depressione sceglie una vita di crimine e violenza. Un urlo selvaggio all’America ricca e borghese. La ‘madre sanguinaria’ del titolo originale è dominatrice spietata, che lega i figli in un abbraccio letale e incestuoso.

28/04/2012 21:00
Femmine in gabbia di Jonathan Demme – cinema
ingresso libero
(Caged heat, USA 1974, ’90 – v. it.)
Primo film di Demme, prodotto da Corman, con l’icona Barbara Steele nei panni della direttrice sadica di un carcere femminile, che sottopone le detenute a sevizie e torture di tipo nazista, fino alla ribellione finale al ritmo della musica di John Cale (Velvet Underground). Un tipico film d’exploitation tra violenze e nudità, che il regista maneggia con maestria e rigoroso distacco.

29/04/2012 21:00
Corman’s World: Exploits of a Hollywood Rebel di Alex Stapleton – cinema
ingresso libero
(USA 2011, 90′ – v.o. sott. it.)
La vita e le avventure dell’uomo che ha inventato un mondo e uno stile, nel documentario applaudito a Cannes 2011. A raccontarlo voci e volti oggi saldamente installati nella Hollywood mainstream, ma tutti cresciuti o passati alla sua scuola indipendente: da Scorsese a Bogdanovich, da Tarantino a Ron Howard, da Nicholson a De Niro.

info

Palazzo delle Esposizioni – Sala Cinema

scalinata di via Milano 9 A, Roma

INGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI

Possibilità di prenotare riservata ai possessori della membership card

Ragnatela

Ragnatela

The Avenging Conscience: or ‘Thou Shalt Not Kill’
USA 1914
con Henry B. Walthall, Spottiswoode Aitken, Blanche Sweet, George Siegmann, Ralph Lewis, Mae Marsh, Robert Harron
regia di D. W. Griffith

Un giovane orfano allevato dallo zio, inizia a litigare con il parente quando s’innamora di una ragazza: il tutore vorrebbe che si dedicasse solo al lavoro e quando la fanciulla si presenta e invita il giovane a un party lo zio la prende a male parole. Benché l’innamorato la difenda e la segua, l’umiliazione è così cocente che la ragazza decide di lasciarlo. Disperato il ragazzo medita vendetta e uccide lo zio nascondendo il corpo nell’intercapedine del camino ma il fantasma del morto inizia a perseguitarlo..

Griffith prende spunto da due racconti di Edgar Allan Poe, Il cuore rivelatore e il poema Annabel Lee di cui compaiono anche alcuni brani nelle didascalie e Annabel è anche il nome dato alla “sweethart” di cui il giovane è innamorato.




The avenging conscience


La storia prende il via drammaticamente con la morte della giovane madre. Il fratello della donna si prende cura del nipote ma quando lo vede allontanarsi per amore gli rinfaccia di averlo sempre mantenuto e pretende che si occupi di lui fino alla morte. L’evidenziare la doppia natura dell’uomo rivela la finezza psicologica di Griffith che lavora molto per antitesi: sei i due innamorati vanno comunque al party dopo gli insulti del vecchio, il loro animo non è certo festaiolo e Griffith non si accontenta di mostrarli mogi in mezzo alle altre coppie felici, inserisce l’inserto della cameriera che ha la conferma dell’amore del commesso del salumiere per evidenziare ancora di più la tristezza dei due amanti.




The avenging coscience


Vedendo un ragno che tesse la tela il ragazzo decide di tendere una trappola allo zio per liberarsi di lui ed essere libero di sposare l’amata con i soldi dell’eredità. L’omicidio viene però visto da un brutto ceffo (guarda caso un italiano) che ricatta il giovane.




L'italiano ricattatore Ragnatela


Anche la coscienza però si risveglia e il ragazzo è perseguitato dal fantasma del vecchio, ha crisi mistiche in cui gli appare Cristo che gli ricorda il quinto comandamento: Thou Shalt Not Kill.
Risulta un po’ strano che dopo la notte di pentimento il giovane non confessi tutto alla polizia che ha già intuito la sua colpa: la tensione è palpabile grazie ai dettagli sulle mani nervose del giovane, e il tamburellare del detective che irrita ancora di più il colpevole ma colpo di scena! è tutto un sogno, un brutto incubo in cui il nipote immagina di uccidere lo zio e quando finalmente lo ritrova in carne ed ossa passa ogni rancore, anche la fanciulla dopo una notte di sonno ristoratore decide di non lasciare il giovane nonostante l’opposizione del tutore e si reca a casa sua dove viene accolta amorevolmente anche dal vecchio che si scusa.




Theavengingconscience


Trionfa il lieto fine in un tripudio di animaletti e graziosi bimbetti vestiti da satiri incantati dal flauto di Pan.

La caduta di casa Usher

La chute de la maison Usher
Francia 1928
con Jean Debucourt, Marguerite Gance, Charles Lamy
regia di Jean Epstein

La chute de la maison Usher

La rassegna che il Cinema Massimo di Torino dedica a Luis Buñuel, comprende anche il capolavoro di Epstein, a cui il maestro spagnolo collaboro’  come aiuto regista.
La pellicola si ispira molto liberamente all’omonimo racconto di Edgar Allan Poe, tanto che c’e’ il lieto fine, e come dice una didascalia iniziale il film e’ ispirato  a motif, elementi delle opere di Poe.


La caduta di casa Usher

Epstein non e’ interessato alle valenze orrorifiche del racconto, ma lo sfrutta per creare un lavoro di alto significato simbolico, una riflessione sulla follia e sull’arte, carico di malinconia, valorizzato dalle tecniche cinematografiche scelte: all’uso  della  sovrimpressione, molto diffusa nella cinematografia degli anni  ’20, il regista unisce quello geniale del rallenti che contribuisce a creare un’atmosfera stranita e desolata: i tendoni che svolazzano nei corridoi dove il vento fa turbinare nugoli di foglie secche, gli scaffali che si sfaldano e i libri che cadono sono immagini che si fissano indelebilmente nella memoria dello spettatore.
Sublime.