La chute de la maison Usher
Francia 1928
con Jean Debucourt, Marguerite Gance, Charles Lamy
regia di Jean Epstein
La rassegna che il Cinema Massimo di Torino dedica a Luis Buñuel, comprende anche il capolavoro di Epstein, a cui il maestro spagnolo collaboro’ come aiuto regista.
La pellicola si ispira molto liberamente all’omonimo racconto di Edgar Allan Poe, tanto che c’e’ il lieto fine, e come dice una didascalia iniziale il film e’ ispirato a motif, elementi delle opere di Poe.
Epstein non e’ interessato alle valenze orrorifiche del racconto, ma lo sfrutta per creare un lavoro di alto significato simbolico, una riflessione sulla follia e sull’arte, carico di malinconia, valorizzato dalle tecniche cinematografiche scelte: all’uso della sovrimpressione, molto diffusa nella cinematografia degli anni ’20, il regista unisce quello geniale del rallenti che contribuisce a creare un’atmosfera stranita e desolata: i tendoni che svolazzano nei corridoi dove il vento fa turbinare nugoli di foglie secche, gli scaffali che si sfaldano e i libri che cadono sono immagini che si fissano indelebilmente nella memoria dello spettatore.
Sublime.