Via uncino capito su
questo sito dove valutano
il valore monetario della tua anima.
La mia vale £7979 e ci tengono ad
informarmi che l’85% della popolazione mondiale ha l’anima piu’ pura della mia.
Cio’ fa di me una persona estremaente onesta: che nefandezza potrei mai fare per
una cifra cosi’ ridicola?
Diffidate delle anime troppo candide: il loro
prezzo esorbitante rappresenta una tentazione insostenibile.
Anno: 2003
Matrix Revolutions
La rivoluzione e’ compiuta, e come in tutte le rivoluzioni gli eroi muoiono per un ideale che alla resa dei conti mostra la sua faccia
interessata.
Il film che alla fine del XX secolo aveva messo in guardia contro la realta’ omologata, diventando una bandiera per tutti gli hacker del mondo si era reloadato in un giocattolone dagli effetti speciali strabilianti mischiati a supposte verita’ new age. La rivoluzione e’ solo guerra e distruzione, cioe’ solo effettacci digitali per mettere in scena (male per altro) una battaglia il cui significato non sempre e’ chiaro, come nebulosa rimane la presenza di nuovi personaggi, fra tutti la piccola Saty, che si possono giustificare come anticipazioni di un nuovo capitolo.
Come il Neo-messia assurge all’olimpo delle macchine dopo aver scelto (con l’inganno?) di sacrificarsi per esse contro il programma ribelle Smith cosi’ lo spettatore che si attendeva ben altro viene sacrificato alla logica di mercato e forse il film gli potrebbe apparire piu’ chiaro solo se ha comprato i dvd di Animatrix edha acquistato il videogioco.
Tutto quello che ha un inizio ha
una fine, anche l’illusione di assistere a un buon prodotto.
Caterina va in città
L’ultima fatica di Virzì è piacevole come sempre, ma come sempre non supera il bozzetto.
La candida Caterina e’ prima di tutto un personaggio anacronistico: con la diffusione dei media oggi non è possibile che una ragazzina tredicenne non sappia chi sono le teste rasate e pensi ai pidocchi! Forse Virzì ha pensato troppo alla sua adolescenza: anche io posso affermare “Caterina c‘est moi!” ripensando al mio ingresso al liceo di città più di una ventina d’anni orsono, quando ingenua ragazzina di campagna mi ritrovai in classe con figlie di senatori comunisti e giovani della città bene che come i pariolini portavano il nome della via in cui si ritrovavano: lo scontro non era così evidente perché la destra doveva ancora trovare una sua identità, ma lo schieramento era necessario.
Il personaggio di Margherita è troppo legato allo stereotipo di quegli anni e la sua gregaria si esprime infarcendo il discorso di “cioe’“ come lo sconvolto di Verdone dei primi anni ‘80; anche se si vuole accettare questa forzatura come “licenza poetica” per meglio mettere alla berlina i difetti della Roma di potere e di successo, devo criticare il lieto fine posticcio, con la scomparsa nel nulla e soprattutto per l’indifferenza di Caterina per la sorte del padre, che è in realtà il fulcro del film, rappresentante di un Italia media, anzi mediocre sempre disposta a compiacere chi ha avuto successo.
Ulteriore prova che Virzì non e’ Monicelli.
Auguri a Sean Young

Rachel compie oggi 44 anni.
CENSORED!
Chi ama il cinema conosce bene i danni della censura: da
quella morale che difende “il comune senso del pudore” che porto’ a far benedire
le sale in cui era stato proiettato Ossessione nei primi anni 40, o che
in televisione impose i collant neri alle Kessler.
Peggiore e’ quella
politica e sempre a discapito di Visconti segnalo i venti minuti tagliati in
Senso, che riguardano la battaglia di Custoza dove all’esercito regolare
dei piemontesi si vogliono unire gli irredentisti lombardi guidati dal
magistrale Massimo Girotti e a cui le forze regolari dicono che il loro aiuto
verra’ accettato ma non figurera’ mai, il dialogo venne tagliato perche’
ricordava troppo la recente situazione partigiana (il film e’ del
1954).
Credo di aver assistito a un caso di censura di partito (leggi Lega)
nel 2001: nella stessa settimana ho visto Mulholland Drive di Lynch con
una scena di autoerotismo piuttosto esplicita e Miracolo Napoletano dove
una onesta famiglia di consolidate tradizioni partenopee mette al mondo una
bambina milanese, nel linguaggio e nei gusti (il panettone preferito alla
pastiera!).. indovinate quale era vietato a minori di 14 anni?
La censura
televisiva non era piu’ giunta piu’ alle vette inimmaginabili di questi giorni
dai tempi in cui in Un due tre Vianello e Tognazzi fecero il verso al
Presidente della Repubblica Gronchi caduto dalla sedia durante una cerimonia
pubblica, roba di quando neppure io ero ancora nata.
L’azione di questi
giorni contro Sabina Guzzanti e’vergognosa per la stupidita’ che svela: cara (?)
destra, non lamentarti se si vocifiera che non sei in grado di creare una tua
cultura: e’ dai tempi di Giulietta e Romeo (si, gli Amuleti e i Capacchietti
della pubblicita’ con Bonolis e Laurenti) che si sa che piu’ una cosa e’
proibita piu’ la gente si incaponisce: ti credi che quei due ragazzetti se li
avessero lasciati amoreggiare in pace si sarebbero uccisi? Tempo sei mesi e si
lasciavano come tutti gli adolescenti.
Rai3 quanto share puo’ mai produrre di
domenica sera in seconda serata, contro la domenica sportiva e la satira di
stato di Mai dire Domenica? quella milionata scarsa di comunisti
incalliti che non fanno neppure massa critica e per loro valeva la pena di far
tutto ‘sto casino? ma allora te le vai proprio a cercare..
Se hai
ancora un minimo di cognizione esprimi la tua
protesta
Toto’ a Genova
Si e’ inaugurata ieri al Palazzo Ducale di
Genova, una mostra dedicata a principe della risata.
La mostra reduce da
successi in tutto ilmondo sbarca a Genova per esporre materiali, anche inediti
che illustrano la vita, sia artistica che privata del grande comico.
Da
menzionare l’inedita cinerivista CINES del 1930, concesso in esclusiva dal
centro sperimentale di cinematografia di Roma.

UN PRINCIPE
CHIAMATO TOTÒ
18 novembre 2003 – 14 dicembre 2003
Palazzo Ducale, Loggia
degli Abati
La bella di Siena
mostra di Duccio e’ un’occasione per ricordare che la meraviglia di Siena e’
sempre lei:

Alien in digitale
|
E’ di nuovo nelle sale un caposaldo della fantascienza
All’Arcadia |
..e i Normanni bevevan Calvados
Una
mostra nella palladiana Villa Ghellini a Villaverla (VI), per celebrare il
centenario della nascita di Raymond Queneau.
Un museo per Luchino Visconti

Sarà inaugurato il prossimo 20 dicembre il primo nucleo del
museo dedicato a Luchino Visconti negli spazi di La Colombaia a Forio d’Ischia ,
residenza estiva del regista all’interno della quale dall’agosto scorso sono
custodite le sue ceneri e quelle della sorella Uberta per volontà dei nipoti
Nicoletta Mannino e Carlo Avanzo. Il museo sarà ospitato al piano superiore
dell’edificio in cui il regista visse le sue estati tra gli anni Cinquanta e gli
anni Settanta. Vi sarà custodita un’ampia selezione di immagini e documenti
curata da Caterina d’Amico de Carvalho, figlia della sceneggiatrice Suso Cecchi
d’Amico e presidente dell’associazione mondiale delle scuole di cinema e
televisione, e dal costumista Piero Tosi, per anni collaboratore di Visconti. Il
museo, aperto al pubblico dai primi mesi del 2004, costituirà il primo centro
europeo di ricerca e studi sul grande regista, il cui centenario della nascita
cadrà nel 2006.
