Gregory Peck: tutto quello che un uomo

Ogni volta che scompare un grande divo di Hollywood ho la netta sensazione che abbiamo perduto qualcosa.
A maggior ragione nel caso di Gregory Peck che è stato il mio primo idolo cinematografico da ragazzina: ero rimasta fortemente colpita da Il buio oltre la siepe, da questa figura imponente di uomo tranquillo e coraggioso al contempo, che gli valse l’Oscar.
Una decina d’anni dopo, poco più che ventenne e ormai cinefila di professione, vidi per la prima volta Duello al sole: la sublimazione dell’amour fou e il protagonista era ancora lui, in un ruolo da perfetto bastardo.
Tenero e spaesato tra le braccia di Ingrid Bergman in Io ti salverò, lo ritrovo gentiluomo ma sbruffone in Vacanze Romane, il film per cui maggiormente viene ricordato.
Ma è anche il protagonista del film che più odio (per motivi meramente personali) nella storia del cinema: Il cucciolo.
E’ stato un insopportabile capitano Achab per Huston, un brillante marito tentato ne La donna del destino; e un crudele dottor Mengele ne I ragazzi venuti dal Brasile .
E’ stato un Attore.

Cosa ci insegnano i film?

-Di due gemelli identici almeno uno è malvagio

– Se dovete disinnescare una bomba, non preoccupatevi
su quale filo dovrete tagliare. Sceglierete sempre
quello giusto.

– La maggior parte dei computer portatili è
sufficientemente potente per prendere il controllo dei
sistemi di comunicazione di qualsiasi invasore alieno.

– Non importa se siete soverchiati da un gran numero
di avversari in un combattimento che preveda l’uso di
arti marziali, i vostri nemici aspetteranno
pazientemente, danzandovi gioiosamente
intorno, che voi abbiate neutralizzato il loro
predecessore prima di attaccarvi.

– Quando spegnete la luce per andare a letto, ogni
cosa nella vostra stanza continuerà a essere
chiaramente visibile, solo leggermente colorata di
blu.

– Se siete bionda e procace, è possibile che
diventiate un esperto di fama mondiale nella fissione
nucleare a 22 anni.

– I poliziotti onesti e seriamente dediti al loro
lavoro vengono di norma uccisi tre giorni prima di
andare in pensione.

– Invece di sprecare pallottole, i megalomani
preferiscono cercare di uccidere i loro nemici usando
complicati marchingegni che comprendono razzi, sistemi
di pulegge, gas mortali, laser e squali mangia uomini,
che lasciano almeno 20 minuti di tempo per fuggire ai
loro prigionieri.

– Nel corso di un’indagine, è necessario entrare
almeno una volta in un club di strip-tease.

– E’ facile per chiunque fare atterrare qualsiasi
aeroplano, sempre che ci sia qualcuno nella torre di
controllo che vi spiega come.

– Una volta applicato sulle labbra, il rossetto non se
ne va neppure in caso di immersione subacquea.

– Riuscirete senz’altro a sopravvivere a qualsiasi
missione di guerra purchè non commettiate l’errore di
mostrare a qualcuno la foto della vostra fidanzata, o
di vostra moglie e dei vostri bambini.

– La torre Eiffel è visibile da qualsiasi finestra di
Parigi.

– Se vi è una grande vetrata in una stanza, prima o
poi qualcuno ci verrà gettato attraverso.

– Un uomo non mostrerà alcun segno di dolore mentre
viene ferito nel modo più orribile, ma urlerà quando
una donna cercherà di medicarlo.

– In una casa stregata le donne devono cercare il
motivo di quegli strani rumori che provengono da sotto
la loro biancheria intima.

– Anche se guidate lungo una strada perfettamente
diritta, è necessario sterzare energicamente a destra
e a sinistra, e i vostri pneumatici strideranno allo
stesso modo, qualunque sia la superficie e la
velocita.

– Un detective riesce a risolvere brillantemente un
caso solo quando è stato sospeso dal servizio.

– I dipartimenti di polizia eseguono accurati test
della personalita dei loro agenti per essere sicuri
che venga loro assegnato un compagno dalle esatte
caratteristiche opposte.

gentilmente offerti dall’esimio Petrullus
 

Luglio 2003: partono i programmi di Sky

La lunga guerra per il decoder unico valido per ricevere sia i programmi di Tele+ che di Stream si e’ risolta nella migliore tradizione italiana: per la serie tra i due litiganti il terzo gode, eccoci anche noi nelle "sgrinfie" di Murdoch. Cosa ci aspetta? a meno di 20 giorni dal lancio non e’ ancora chiaro: gli abbonati delle tv satellitari riceveranno intorno alla meta’ di giugno (cioe’ a giorni, poste permettendo) una lettera che li informera’ sulla variazione dei palinsesti e tutti gli altri dettagli relativi all’introduzione di Sky. Per ora non e’ ancora lecito sapere neppure quanto verra’ a costare il nuovo abbonamento, anche se sono previsti tempi di transizione dal vecchio piano tariffario al nuovo. Per il momento anche i vari decoder in uso non dovrebbero essere mandati in pensione, anche perche’ la nuova generazione di ricevitori Sky all’inizio sara’ solo noleggiata e quella con videoregistratore digitale integrato che permettera’ la registrazione di un programma su hard disk mentre se ne guarda un altro uscira’ nel 2004. Ma vediamo quali canali di cinema entreranno nella piattaforma: dovrebbero essere cinque o sei contro i dodici inglesi (sgrunt!). Mi pare di capire che i piu’ penalizzati saranno quelli del bouquet D+: di sicuro non sono stati contemplati i due canali di Cinecinemas e quello di Cineclassic, in quanto giudicati pleonastici rispetto all’offerta, se cio’ potrebbe essere una scusa accettabile per Cinecinemas, lo e’ molto meno per Cineclassic che con l’acquisto dell’archivio della RKO ci aveva abituato in questi anni a chicche piacevoli e molto rare. I canali di Raisat dati in un primo tempo per dispersi verranno "semplicemente" modificati: resta RaisatCinema benche’ con una formula diversa, si fondono RaisatAlbum e RaisatShow in RaisatExtra dedicandosi prevalentemente alla produzione rai piu’ recente (ma per questa non c’e’ gia’ RaisatFiction? oddio.. vogliono mandare sul satellite anche la Clerici e Giletti?!?) Scompare invece RaisatArt , e per commentare questo fatto mi rifaccio a un titolo della scorsa settimana di Exibart: milioni (di euro) a Bonolis e RaisatArt chiude. Non importa se si tratta di una pessima distribuzione di fondi o altre motivazioni stanno dietro alla chiusura del canale: la prevalenza della stupidita’ televisiva e’ comunque decretata.

song

Set down, set down clear sun, set down in the dark
and you clear oh, moon, run and drown yourself.

Sorrow forest, sorrow my sister, let us sorrow together
you for your leaves, forest, my sister, me i will sorrow for my youth.

Your leaves, forest, my sister, will return again.
My youth, forest, my sister, will never come back

Zafir Hadzimanov

The Eye e altri horror

Theeye Ho visto recentemente the eye , discreto film giapponese dai molteplici riferimenti al cinema nostrano: dallo strausato topos dell’impianto di parti di corpi altrui che mantengono la coscienza della personalità precedente, a the mouthman profecy a il sesto senso. La mia riflessione verte proprio su questo nuovo filone inaugurato con il sesto senso e proseguito con the others, per citare i titoli più eclatanti. Da sempre l’horror è una delle vie preferenziali per raccontare forme di disagio: negli anni’80 il genere era caratterizzato in particolare dall’angoscia giovanile: la paura di crescere e del sesso, ecco allora tutta una serie di splatter ambientata in college, e altri luoghi studenteschi, o comunque giovanili che culminò nel poco noto, ma emblematico society -the horror del 1989. Con il sesto senso è nato un nuovo archetipo del terrore: la figura del fantasma che non sa o non accetta di essere tale e lotta disperatamente per farsi riconoscere e mantenere le peculiarità della sua esistenza terrena. In epoca di folle rincorsa verso l’eterna giovinezza è quasi banale leggervi un rifiuto della morte; vi si può scorgere un sottotesto più nascosto ed inquietante se pensiamo che la misura della nostra esistenza è data dal riconoscimento che gli altri fanno al nostro lavoro e dalla nostra posizione sociale: quindi non è forse la vita che i protagonisti temono di perdere ma il loro prestigio, finendo ai margini della società, diventando degli invisibili, come sottolinea anche il programma della jena Marco Berry.

La 25° ora

Il film di Spike Lee è un pugno nello stomaco che ti lascia senza parole.
Urla senza sonoro a testimoniare un dolore  che non ha voce, come quello di una città ferita crudelmente.
I soldi ricavati dallo spaccio per fare la bella vita e pagare il pizzo del bar di  famiglia.
Ragazzine disposte a tutto per ottenere ottimi voti e accedere così a
un buon college che permetterà loro di avere un’occasione.
Il west, la frontiera.. ancora l’ingenuo sogno di un posto tranquillo
dove costruirsi una famiglia e vivere sereni, ma tutto si infrange
all’alba sulla faccia tumefatta di Ed Norton, non un figlio del ghetto
senza opportunità, ma il rampollo bianco della middle class americana
che ha gettato via la sua occasione: lo Zio Sam non ne concede di più.

Matrix reloaded

locandina matrix reloaded

Ho visto il secondo episodio di Matrix e mi è piaciuto: la continuazione delle avventure di Neo&C. è stata all’altezza delle aspettative (la sera precedente mi ero organizzata un ripassino del primo film).
Non concordo con la critica principale che gli è stata mossa, cioè di essersi trasformato solamente in un gran bel film d’azione: il sottile filo “filosofico” si è ingarbugliato ma continua a serpeggiare con inquietanti quesiti sul controllo; anche la scena di Neo (quasi) soverchiato da centinaia di “agenti Smith” e’ una bella rappresentazione dell’omologazione che ci opprime. Interessante poi la scelta dei movimenti di macchina: sempre riprese frontali o dall’alto quasi a sottolineare la bidimensionalità del mondo dei computers.
Il fatto che Keanu Reeves si sia trasformato in una sorta di supereroe e svolazzi con la sua palandrana (il look pretesco è invece piuttosto ridicolo) non mi disturba particolarmente: all’interno di un mondo virtuale tutto è possibile.
Neppure ho trovato irritante che il film si chiuda con la scritta “…continua…” percé non devo aspettare uno o più anni per vedere il seguito, ma solo pochi mesi e forse questa scelta è stata voluta proprio per distinguersi dalle altre saghe cinematografiche.
Una dritta: guardatevi tutti i titoli di coda perché alla fine ci sono in anteprima i trailers di Matrix Revolutions.

Dall’inizio

Tutto ebbe inizio circa 2 mesi fa, all’inizio di aprile, quando partecipai alla serata promossa dalla Fox per presentare i dvd de I soliti ignoti e Riso Amaro.
Trovato l’invito su Film Tv partecipai spinta dall’interesse di vedere Monicelli, Lizzani e perche’ no.. anche Massarini che nei panni di Mr Fantasy nei primi anni ’80 ci introdusse tutti nel mondo colorato dei videoclip.
Il mio scetticismo verso il supporto dvd nasceva dalla parola "interazione" per cui credevo ,ingenuamente, che ci fossero dei finali opzionali anche per le opere basilari del cinema.
Invece dopo un primo svenimento alla notizia che dal prossimo anno le videocassette andranno in pensione (ma questo non credo riguardi ancora le vhs vergini) sono rimasta affascinata dal materiale di contorno, i famigerati extra, che nelle edizioni piu’ interessanti completano e arrichiscono la comprensione di un film.
Tutto sommato e’ un po’ quello che istintivamente mi diceva di fare il mio spirito collezionista registrando un film dalla televisione con il commento del critico (a proposito.. qualcuno sa che fine ha fatto Vieri Razzini?) o aggiungendo sulla stessa cassetta documentari che riguardavano registi e attori.
Introdotta nel mondo del dvd iniziano i problemi: per l’acquisto: trovare recensioni, non tanto qualitative, quanto tecniche affidabili, con chiare descrizioni degli extra.
Per il mio immane repertorio su vhs decidere cosa salvare e come trasferirlo sul nuovo supporto..
Tranquilli, sto semplicemente progettando il mio prossimo decennio!

Arcadia Felix

F5_21La mia sala cinematografica, pardon multiplex! preferita si trova nei dintorni di Milano: l’Arcadia di Melzo.
E’ quasi un pellegrinaggio, dato che per raggiungerla mi tocca un’ ora
di viaggio, ma ne vale la pena e un cinefilo che si ripetti dovrebbe,
almeno una volta nella vita poter usufrire di questa esperienza unica.
Potrei convalidare il mio consiglio con l’articolo comparso su Digital
video di maggio 2003 e ammorbarvi con dati tecnici avanguardistici
benche’ la struttura sia stata aperta nella seconda meta’ degli anni
novanta e veleggi verso il traguardo dei dieci anni di vita.
Mi limitero’ a dirvi che la piu’ grande delle 5 sale, la sala Energia
e’ una delle piu’ grandi d’Europa con i suoi 630 posti e uno schermo di
quasi 500 mq ricavato da un unico telo, mentre la sala Fuoco e’
attrezzata per la prioezione del cinema digitale, e in tutto il mondo
vi sono solo un centinaio di sale con queste caratteristiche.
La specifica tecnica che colpisce anche lo spettatore piu’ profano e’
la qualita’ audio: tutte le sale sono certificate dal prestigioso
marchio THX, creato da George Lucas e la prova di funzionamento delle casse prima della
proiezione e’ divertentissima: ne esistono diverse, tra le varie: il
robottino che alla scatoletta che rovesciata produce un muggito,
innesta il jack del sistema per riprodurre un coro di mucche che
proviene ognuna da un sistema di casse diverse: frontali laterali e
posteriori, ma la mia preferita quello che simula una frenata con i
bassi che fanno vibrare il pavimento.
Ma non sono solo le qualita’ tecniche a fare dell’arcadia una
cattedrale del cinema: anche la serieta’ con cui viene servito lo
spettatore: infatti all’acquisto del biglietto, sia alla cassa che on
line, il posto viene fatto scegiere allo spettatore, offrendogli una schermata dei posti ancora disponibili, a
differenza delle altre multisale dove i posti sono fissati a piacere
delle cassiere, in genere ammucchiando tutti gli spettatori nelle file
centrali, per risparmiare il riscaldamento e facilitare le operazioni
di pulizia (ma avvengono?), come sostiene un’affascinante e realistica
leggenda metropolitana.
Perfetta anche la disposizione delle poltrone, tutte con un ottima
visibilita’ dello schermo e adatte a farvi superare la testa dello
spilungone che immancabilmente vi siedera’ davanti.
Caffetteria d’ordinanza, ma in piu’ una fornitissima libreria vi permettera’ di ingannare gli inevitabili tempi d’attesa.
Se proprio devo trovare un difetto a questa struttura e’ la scarsita’
di parcheggi, anche se in realta’ esiste a poche centinaie di metri un
grande piazzale, che supplisce per i meno pigri le poche aree che
circondano la costruzione.
Conclude il tutto un’ottimo rapporto qualita’ prezzo, cioe’ 6,50 euri
per un biglietto come in tutte le altre sale, Medusa esclusa che per i
suoi scarsi servizi (mai sentito l’audio della sala vicina?) pretende 7
euri, se ci si fidelizza con l’arcadiacard che permette anche una via
preferenziale per la prenotazione, il prezzo scende sotto i  5 euri.
insomma.. do it  in thx!