La 25° ora

Il film di Spike Lee è un pugno nello stomaco che ti lascia senza parole.
Urla senza sonoro a testimoniare un dolore  che non ha voce, come quello di una città ferita crudelmente.
I soldi ricavati dallo spaccio per fare la bella vita e pagare il pizzo del bar di  famiglia.
Ragazzine disposte a tutto per ottenere ottimi voti e accedere così a
un buon college che permetterà loro di avere un’occasione.
Il west, la frontiera.. ancora l’ingenuo sogno di un posto tranquillo
dove costruirsi una famiglia e vivere sereni, ma tutto si infrange
all’alba sulla faccia tumefatta di Ed Norton, non un figlio del ghetto
senza opportunità, ma il rampollo bianco della middle class americana
che ha gettato via la sua occasione: lo Zio Sam non ne concede di più.