Auguri picchiatello!

Lewis
L’attore è scomparso il 20 agosto 2017

L’ultimo genio della comicita’ cinematografica nasceva a Newark, New Jersey, il 16 Marzo 1926.
Come Chaplin e Keaton, Jerry Lewis si e’ interessato all’intero ciclo della produzione filmica, dalla musica alla tecnica, tanto da inventare di un tipo di telecamera ancora in uso, il video-assist.
Come Toto’ lasciava denari sulle porte dei bassi napoletani, Lewis ha ideato la maratona benefica del  Telethon.
A  Stan Laurel fu legato da un fitto rapporto epistolare.
La domanda sorge spontanea: la crisi  profonda del cinema dipende dalla crisi della comicita’, relegata alle battute grevi di un  Natale da qualche parte o un American Pie?

Buster Keaton

BusterkIl 4 ottobre 1895 nasce a Piqua, in  Kansas, Joseph Francis Keaton, genio della comicita’ cinematogafica  noto al pubblico con il nome di Buster Keaton. "Buster" significa rompicollo e  secondo la leggenda  fu il Mago Houdini ad attribuire questo soprannome al bambino che si esibiva nei vaudeville con i genitori acrobati facendosi scagliare qua e la’ come una palla di gomma.
Keaton_e_arbuckleNel 1917 viene assunto alla Keystone, la casa di produzione cinematografica di Mack Sennett che mette il giovane Keaton in coppia con Roscoe "Fatty" Arbuckle. Il duo comico raggiunge ben presto i vertici del successo: la malizia infantile del rubizzo "Fatty" Arbuckle ben si lega con l’imperturbalita’ dello smilzo Buster (che ancora aveva il diritto di ridere). La coppia si scioglie nel 1920 in seguito al terribile scandalo che coinvolse Arbuckle accusato di aver stuprato ed ucciso un’aspirante attrice in una notte brava. La carriera di Fatty e’ bruciata e solo Keaton che aveva fondato una sua casa di produzione,  la Buster Keaton Comedies offre qualche lavoretto al decaduto re delle comiche.

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La maschera di Keaton e’ perennemente impassibile (lo chiamavano faccia di pietra) e i suoi film sono caratterizzati dai ritmi concitati di un’azione catastrofista e pericolosissima: arrivando persino a lasciarsi imperturbabilmente crollare addosso la facciata di una casa, posizionandosi  con precisione millimetrica nello spazio di una finestra.
Buster Keaton e’ una  maschera quanto mai attuale di un’umanita’ che cammina sul baratro della follia cercando di ritagliarsi un’oasi di pace che la ripari da una natura e una tecnologia che non riesce a dominare.
All’apice del successo Keaton passa alla MGM: la rinuncia alla propria indipendenza artistica nasce dai problemi economici che affliggono il comico:ad una certa ingenuita’ per gli affari si uniscono le pretese da jet-set della prima moglie, Natalie Talmadge, appartenente ad una influente famiglia hollywoodiana.
I rapporti con la MGM sono conflittuali per le limitazioni che la politica dei grandi studios impongono all’artista che per giunta non riesce ad adattarsi all’avvento del sonoro.
Da indiscusso protagonista delle sue opere Keaton si vede declassato a ruoli sempre meno importanti fino a ridursi a scrivere battute per altri; nel frattempo nel 1932 divorzia dalla Talmage che si prende ogni bene e gli impedisce di vedere il figlio a cui viene addirittura cambiato il cognome.
Per Buster Keaton inizia la discesa negli inferi dell’alcolismo con soggiorni in case di cura.
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Il ritorno sugli schermi avviene nel 1950 con un cameo in Viale del tramonto, nel ’52 Chaplin lo chiama per  Luci della ribalta e leggenda vuole che per evitare il confronto con  la bravura del collega limitasse al minimo la gag che li vedeva recitare insieme.
Nel 1964 e’ il protagonista di Film di Samuel Beckett, capolavoro dove la comicita’ del grande genio si coniuga perfettamente con il teatro dell’assurdo del drammaturgo.
Nel 1965 Keaton e’ in Italia per partecipare ad uno sgangherato film di Franco&Ciccio, Due marines e un generale: il film e’ banalissimo ma quando i due marines rivestono il generale nazista in fuga con gli abiti di uno spaventapasseri, ovviamente la paglietta piatta, il cravattino stringato e i pantaloni troppo larghi, vera divisa di Buster Keaton, la commozione e’ assicurata.
Nel 1966 esce Dolci vizi al foro per la regia di Richard Lester, ma il grande comico si era spento il primo febbraio 1966.

Il terzo genio. Omaggio ad Harold Lloyd

Freshman
The Freshman
USA 1925 con Harold Lloyd, Jobyna Ralston, Hazel Keener
regia di Sam Taylor e Fred C. Newmeyer

Ieri sera si e’ inaugurata a Torino, alla presenza della nipote dell’artista, Suzanne Lloyd, la rassegna dedicata al comico americano, dimenticato per qualche tempo e che ora e’ al centro di una serie di progetti, tra cui una collana di dvd.
Il film che ha aperto la kermesse era The Freshman, La matricola o Viva lo sport! del 1925, in cui Harold Lloyd interpreta la parte di una matricola del college imbranata e pasticciona, che diventa lo zimbello di tutti, per poi trasformarsi in extremis nell’eroe della scuola.
Suzanne Lloyd ha precisato che il nonno teneva particolarmente a questo film, dato che era stato costretto ad interrompere gli studi prima del diploma, per cui c’e’ una forte immedesimazione dell’artista con il personaggio.
La pellicola si e’ rivelata ancora molto fresca e divertente, con gag esilaranti come quelle dell’abito solamente imbastito o quella del gattino.
Molto piacevole anche la musicazione dal vivo del divertentissimo Maestro Robert Israel ispirata a musiche originali degli anni ’20 e a brani d’opera: le gag erano sottolineate da fischi e altri suoni clawneschi, che accentuavano l’atmofera comica.




Vivalosport


Nessuna invenzione stilistica da parte della regia firmata da Fred C. Newmeyer e Sam Taylor, tutto e’ affidato al sapiente talento di Lloyd che dimostra di essere un ottimo attore comico, anche se non una maschera come Chaplin o Keaton, il che non e’ necessariamente un difetto.
Paragonandolo a comici piu’ noti, anche se a loro volta vittime attualmente di un periodo di oblio, Harold Lloyd mi fa pensare a Stanlio e Ollio: vedo lo stesso tipo di comicita’ preparata dove si iniza a ridere gia’ prima della gag vera e propria, pregustando quello che sta per succedere.
Del resto sia la coppia Laurel-Hardy che Harold Lloyd sono state stelle della scuderia di Hal Roach.
L’omaggio continua con altri film e cortometraggi (le care vecchie comiche!) molto interessanti, che saranno replicati nel fine settimana pasquale.


Il calendario della rassegna

Transatlantici

Transatrantici

Transatlantico, piroscafo.. bastano queste parole per far perdere lamente in immagini di viaggi da sogno, in pagine laceranti d’emigrazione, in tragedie mai dimenticate.

La stagione delle traversate transatlantiche dura circa un secolo,
dalla fine dell’Ottocento agli anni ‘70 del Novecento quando il piu’
veloce aeroplano diventa un mezzo di massa eppure non conosco persona
che non avrebbe voglia ancora oggi di raggiungere l’ America via mare..

La mostra genovese si compone di otto sezioni multimediali che
narrano dalle curiosta’ tecniche, la nascita del Nastro Azzurro, premio
per il piroscafo che compiva la traversata piu’ veloce, i principi
architettonici che stanno dietro a questi giganti del mare, alle pagine
di sofferenza umana nella la sezione intitolata “partono i
bastimenti..” che affronta il tema dell’emigrazione con riproduzioni di
documenti, foto, lettere mentre varie voci si avvicendano nel leggere
stralci di missive che ci mettevano mesi ad arrivare a destinazione,
una frase mi ha colpito particolarmente: la lettera di una emigrante
che potremmo definire di lusso che descriveva i vari dislocamenti sulla
nave: sotto la famigerata terza classe, regno degli italiani c’era la
stiva dove trovavano posto i musulmani, quindi e’ inutile ricordarci di
esser stati un popolo di emigranti, parafrasando Orwell potremmo dire
che tutti siamo stati emigranti, ma qualcuno e’ sempre stato piu’
emigrante degli altri…

Una sezione e’ dedicata alla triste vicenda del Lusitania
affondato durante la prima guerra mondiale da un U-20 tedesco, sotto il
suo carico umano nascondeva, ad insaputa di quest’ultimo, armi e
munizioni per gli alleati, un’altra narra l’ingloriosa fine del Rex
velocissimo piroscafo detentore del Nastro Azzurro bombardato dalla RAF
mente era in secca sulle costre friulane, esattamente un anno dopo
l’Armistizio, poi la tragedia dell’Andrea Doria scontratosi nel ‘56 al largo di Nuntucket con un altro transatlantico, e su tutti aleggiava la presenza ingombrante del Titanic, indimenticata tragedia del mare.

Dopo la catastrofe dello tsunami non si puo’ non notare quanto
l’uomo sia colpito in particolare dalle disgrazie marine: tutte le
civilta’ piu’ remote ricordano il diluvio universale, e l’homo
tecnologicus e’ ancora inane di fronte a quella potenza sconosciuta e
selvaggia che e’ il mare.
Rex

Romanticismo e dolore dell’epoca mitica del transatlantico non
potevano non ispirare la settima arte, cosi’ nella sezione ”.. e la
nave va” un filmato di circa mezz’ora racconta una traversata atlantica
dall’acquisto del biglietto fino allo sbarco, non senza passare
attraverso una tempesta, montando spezzoni di moltissimi film
ambientati su di un piroscafo: fra i tanti ovviamente Titanic di James Cameron, ma anche Titanic, latitudine 41 Nord, Gli uomini preferiscono le bionde, Il pianista sull’ oceano,Un amore splendido, Amarcord, L’emigrante di Chaplin, e spezzoni di film di tutti i piu’ grandi comici da Keaton a Lloyd passando per i Fratelli Marx.

La mostra TRANSATLANTICI, SCENARI E SOGNI DI MARE e’ aperta fino al 9 gennaio al Museo del Mare GALATA di  Genova

Dopo Mezzanotte

Martino e’ il custode notturno del Museo del Cinema di
Torino e vive in un mondo tutto suo fatto di vecchi film, un giorno la cameriera
di un fastfood, della quale e’ segretamente innamorato, si rifugia nel museo per
sfugire alla polizia e nasce l’amore, ma la ragazza ha gia’ un
fidanzato..

Dopomezzanotte

A volte il pulviscolo che danza nel fascio di luce si mescola perfettamente e crea una meraviglia: e’ il caso dell’ultimo film di Davide Ferrario.
Amanda sfugge alla polizia e a una vita banale riparando nella Mole, come nel Medioevo i malfattori trovavano asilo politico nelle cattederali e Martino, novello gobbo di Notre Dame, la aiuta rivelandole i segreti dell’edificio e le meraviglie che contiene: il potere immaginifico del cinema.
Dopo mezzanotte racconta una storia d’amore ma soprattutto e’ un atto d’amore verso il cinema, principalmente quello ormai dimenticato. Dedicato a Buster Keaton, e’ una commedia che mescola i ritmi delle comiche con la satira, con un’ ottima narrazione fuori campo di Silvio Orlando, riesce a toccare vertici di pura commozione con “semplici” giochi di luci (che cos’e’ il cinema se non una rifrazione della luce?).
Torino e’ una magnifica citta’, spesso scelta come luogo cinematografico, ma i suoi notturni non sono mai stati cosi’ belli e cosi’ magici come in questo film.
Stupefacente anche la prova di Giorgio Pasotti: nei suoi esordi mucciniani e in Distretto di Polizia ci aveva abituato ad una mediocre recitazione convulsa, qui e’ taciturno e misurato nella goffa ed ingenua fisicita’ alla Buster Keaton, di cui
arriva anche ad imitare l’andatura.

Il film e’ girato completamente in HD e mostra spezzoni degli esordi del cinema che partendo dai Fratelli Lumiere, arrivano a Pastrone e soprattutto a Buster Keaton: imperdibile.

Due Marines e un Generale

Italia 1965, con Franco Franchi, Ciccio Ingrassia e Buster
Keaton.
Regia di Luigi Scattini


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Un film tipico della produzione del duo Franco&Ciccio, che si distingue per
la partecipazione di Buster Keaton. E’ la storia di due marines che nella
campagna d’Africa del ‘43 hanno la missione di catturare la volpe delle sabbie,
il temibile generale Von Kassler, lo rincontreranno nel ‘44 nei giorni dello
sbarco di Anzio.
Le gags sono quelle tipiche del duo siculo, Keaton
perennemente muto ritaglia siparietti che ricordano il suo guizzo
geniale.
Commovente il prefinale: per far sfuggire il generale tedesco alla
cattura i due marines oriundi siciliani lo rivestono con i panni trovati su uno
spaventapasseri in modo che possa confondersi tra la folla e fuggire: gli abiti
recuperati sono la paglietta schiacciata, il gilet e la finanziera con la
cravatta a nastrino che furono la divisa del comico dalla faccia imperturbabile,
e quando lo salutano dicendogli che e’ il generale piu’ simpatico che esista ti
ricordi che The General è il titolo di uno dei grandi successi di Buster
Keaton
.

Il film sara’ in onda domattina su Rai3 alle ore 9.05, puntate i
videoregistratori.