Le sette probabilità

Seven Chances
USA 1925
con Buster Keaton, Snitz Edwards, Ray Barnes, Ruth Dwyer, Frances Raymond, Erwin Connell, Jules Cowles
regia di Buster Keaton



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La società di Jimmy Shannon e del suo socio Billy sta per fallire quando Jimmy riceve una grossa eredità che potrà riscattare solo se sarà sposato alle sette di sera del giorno del suo compleanno che è quello in cui l’avvocato gli ha notificato il testamento. E’ l’occasione per fare quello che non ha mai avuto coraggio di fare: chiedere la mano di Mary, ma nel suo imbarazzo Jimmy rovina la proposta e Mary rifiuta il matrimonio ma quando capisce che le intenzioni del fidanzato sono dettate dal sentimento, la ragazza invia il suo servitore da Jimmy per accettare il matrimonio. Intanto il socio e l’avvocato convincono Jimmy a sposarsi in ogni caso per ottenere l’eredità ma nessuna delle donne conosciute accetta la proposta. Così Billy arriva a pubblicare un annuncio sul giornale e le spose si presentano in chiesa a frotte. A Jimmy non resta che la fuga inseguito dalle sue innumerevoli nubende mentre Mary lo aspetta a casa per celebrare la sospirata cerimonia, se Jimmy arriverà in tempo…



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Riscoperto solo negli anni ’70 il film non è perfetto, la prima parte, quella più legata all’opera teatrale a cui è ispirata, è abbastanza anonima la comicità surreale e rocambolesca del comico esplode nella seconda parte quando il nugolo di spose rincorre infuriato il povero Jimmy, richiamando il mito di Orfeo fatto a pezzi dalle Baccanti: le spose travolgono l’intera città terrorizzando tutti gli uomini, anche un intero drappello di poliziotti tra cui si era nascosto Jimmy.
La furia femminile viene rappresentata fisicamente dalla valanga di sassi che rincorre Jimmy e che alla fine il nostro eroe dovrà dribblare per sfuggire alla massa di spose che solo la furia della natura potrà sconfiggere. Certamente c’è una vena misogina ma Buster Keaton mette in scena anche l’infelice matrimonio con l’attrice Natalie Talmadge, una delle cause della fine prematura della sua carriera.



Le sette probabilità


La fuga precipitosa diventa anche una prova ginnica non indifferente: girata en plein air e non in studio, dove tra capitomboli, ruzzoloni e scatti fulminei Keaton attraversa tutti i dintorni di Los Angeles, dagli spazi metropolitani alle colline scoscese.
Il comico è anche regista del film e anche nella prima parte regala alcune raffinatezze: la gag del cane che cresce mentre Jimmy non si decide a dichiararsi a Mary è un classico, ma il cambio di fondale quando Keaton sale in macchina senza far spostare la vettura è una trovata usata solo da Buster Keaton.

Buster Keaton

BusterkIl 4 ottobre 1895 nasce a Piqua, in  Kansas, Joseph Francis Keaton, genio della comicita’ cinematogafica  noto al pubblico con il nome di Buster Keaton. "Buster" significa rompicollo e  secondo la leggenda  fu il Mago Houdini ad attribuire questo soprannome al bambino che si esibiva nei vaudeville con i genitori acrobati facendosi scagliare qua e la’ come una palla di gomma.
Keaton_e_arbuckleNel 1917 viene assunto alla Keystone, la casa di produzione cinematografica di Mack Sennett che mette il giovane Keaton in coppia con Roscoe "Fatty" Arbuckle. Il duo comico raggiunge ben presto i vertici del successo: la malizia infantile del rubizzo "Fatty" Arbuckle ben si lega con l’imperturbalita’ dello smilzo Buster (che ancora aveva il diritto di ridere). La coppia si scioglie nel 1920 in seguito al terribile scandalo che coinvolse Arbuckle accusato di aver stuprato ed ucciso un’aspirante attrice in una notte brava. La carriera di Fatty e’ bruciata e solo Keaton che aveva fondato una sua casa di produzione,  la Buster Keaton Comedies offre qualche lavoretto al decaduto re delle comiche.

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La maschera di Keaton e’ perennemente impassibile (lo chiamavano faccia di pietra) e i suoi film sono caratterizzati dai ritmi concitati di un’azione catastrofista e pericolosissima: arrivando persino a lasciarsi imperturbabilmente crollare addosso la facciata di una casa, posizionandosi  con precisione millimetrica nello spazio di una finestra.
Buster Keaton e’ una  maschera quanto mai attuale di un’umanita’ che cammina sul baratro della follia cercando di ritagliarsi un’oasi di pace che la ripari da una natura e una tecnologia che non riesce a dominare.
All’apice del successo Keaton passa alla MGM: la rinuncia alla propria indipendenza artistica nasce dai problemi economici che affliggono il comico:ad una certa ingenuita’ per gli affari si uniscono le pretese da jet-set della prima moglie, Natalie Talmadge, appartenente ad una influente famiglia hollywoodiana.
I rapporti con la MGM sono conflittuali per le limitazioni che la politica dei grandi studios impongono all’artista che per giunta non riesce ad adattarsi all’avvento del sonoro.
Da indiscusso protagonista delle sue opere Keaton si vede declassato a ruoli sempre meno importanti fino a ridursi a scrivere battute per altri; nel frattempo nel 1932 divorzia dalla Talmage che si prende ogni bene e gli impedisce di vedere il figlio a cui viene addirittura cambiato il cognome.
Per Buster Keaton inizia la discesa negli inferi dell’alcolismo con soggiorni in case di cura.
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Il ritorno sugli schermi avviene nel 1950 con un cameo in Viale del tramonto, nel ’52 Chaplin lo chiama per  Luci della ribalta e leggenda vuole che per evitare il confronto con  la bravura del collega limitasse al minimo la gag che li vedeva recitare insieme.
Nel 1964 e’ il protagonista di Film di Samuel Beckett, capolavoro dove la comicita’ del grande genio si coniuga perfettamente con il teatro dell’assurdo del drammaturgo.
Nel 1965 Keaton e’ in Italia per partecipare ad uno sgangherato film di Franco&Ciccio, Due marines e un generale: il film e’ banalissimo ma quando i due marines rivestono il generale nazista in fuga con gli abiti di uno spaventapasseri, ovviamente la paglietta piatta, il cravattino stringato e i pantaloni troppo larghi, vera divisa di Buster Keaton, la commozione e’ assicurata.
Nel 1966 esce Dolci vizi al foro per la regia di Richard Lester, ma il grande comico si era spento il primo febbraio 1966.