Scherzi da Ghezzi

Le vecchie abitudini sono dure a morire, e cosi’, complice la
rilassatezza estiva, la ghenga di Fuoriorario e’ tornata all’intento
originale: quello di mandare in onda film senza dover rendere conto degli orari
o della programmazione. E’ sfuggita cosi’ ai piu’ (me compresa) la proiezione
ieri notte di The most Dangerous game, in italiano La pericolosa
partita
o Caccia fatale piccola perla del repertorio RKO, diretta nel
1932 da Ernest Schoedsack e Irving Pichel, interpretato da Leslie Bank Joel
McCrea e Fay Wray.

In realta’ si sarebbe potuto
acutamente evincere la messa in onda da un confronto incrociato tra Film Tv e la
presentazione della notte dedicata alla RKO di sabato 14, in cui Ghezzi annuncia
la visione in settimana del film in questione.
Vittima forse dello spirito
ferragostano il buon Enrico e’ stato meno criptico del solito e si e’ lanciato
in una piccola autobiografia di Merriam C. Cooper: dagli esordi come cine
operatore nella Grande Guerra fino al sodalizio con John Ford, ricordando la sua
passione per il volo che lo porta alla guida dell’aeroplano che colpisce
mortalmente King Kong nell’omonimo film del 1933 da lui prodotto. Parlando del
film non si poteva non citare la scomparsa di Fay Wray, la protagonista
femminile ed ho trovato geniale l’omaggio che le e’ statato fatto. Sulle
immagini dell’attacco aereo al gorilla asserragliato sull’Empire, e’ stato
ingrandito il fotogramma dove compare Merriam Cooper alla guida del biplano
mentre una scritta in sovrimpressione recitava che il volto inquadrato era
quello del produttore alla guida dell’aereo che avrebbe ucciso King Kong e (cito
testualmente) “Fay Wray, appena scomparsa, e’ salva”. Geniale e
commovente.

Apocalypse Now Redux

Stasera alle ore 21.00 prima visione per la tv generalista di
Apocalypse Now redux, versione rimontata da Francis Ford Coppola del suo
grande successo del 1979.


Enorme battage telesiviso sui
tg e "speciali" curati da Marzullo (persino interessanti per uscire dalle sue
mani), peccato che il 16 agosto la quasi meta’ degli italiani sia in vacanza e
buonaparte dei restanti abbia a disposizione un’ampia scelta di eventi estivi
che vanno dalla sagra al concerto classico. Mi complimento per l’ennesima volta
con chi decide i palinsesti.

Tu quoque Kabir!

Kabir Bedi, alias Sandokan fara’ parte del cast del
reality L’isola dei famosi 2.


Sandokan

La notizia e’ di quelle che
fanno accapponare la pelle, che colpisce duramente al cuore una generazione gia’
di suo povera di miti.
Prendete il caso della sottoscritta: se mi piacciono
gli uomini con la barba, se prediligo il capello scuro con l’occhio chiaro, di
chi credete che sia la colpa? ma sua, SUA ovviamente! E’ per la sua sorte che
fremetti una settimana dopo che la prima puntata dello sceneggiato si chiuse
sulla sua mano riaffiorante dal mare del Borneo (ero ancora infante ed ingenua:
potevo ben credere che il protagonista venisse eliminato all’inizio della
vicenda!)
E quando uccise la tigre? Fu l’unica volta che la rappresentazione
della morte di un animale non mi disgusto’: del resto si trattava quasi di un
equo duello!

Ah ma stavolta , caro Kabir, non ti seguo: non ho pieta’
per la tua prossima sorte che ti costringera’ a prove il cui solo pensiero mi fa
inorridire: avere davanti agli occhi per tre mesi Rosanna Cancellieri (che gli
dei ti e ci risparmino il suo topless!) e convivere con DJ Francesco, un cretino
che ti salutera’ quotidianamente con un “Bella padella!” che per giunta e’ pure
figlio di uno dei Pooh!

Kabir, perche’.. perche’ lo fai?
Sei un
idolo in tre continenti, un divo di Bollywood, l’unico e solo Sandokan (ti
perdono anche la versione Mediaset accanto a Romina Power, guarda!) hai fatto la
guest star in Beautiful negli States, vuoi davvero convivere anche un
giorno solo con Tina Cipollari?!? Chi e’? Ah saperlo, io mi sono limitata al
copia-incolla…

I diari della motocicletta e In viaggio con Che Guevara

Sicuramente una versione completa del DVD de I diari della
motocicletta
dovrebbe comprendere anche In viaggio con Che Guevara,
l’interessante documentario che Gianni Mina’ , detentore dei diritti
cinematografici del libro del Che, ha girato durante la produzione del film di
Walter Salles.


Idiaridellamotocicletta
Inviaggioconcheguevara

A tratti il lavoro del
giornalista italiano e’ piu’ interessante del film stesso, scevro da obblighi
romanzeschi e meno timoroso di complicazioni politiche che la produzione
americana di Robert Redford sta ben attenta ad evitare essendo Cuba ancora tra i
nemici degli USa ed infatti il battagliero ottantenne Alberto Granado che in
questi giorni ha presentato il film anche in Italia, dopo averlo accompagnato al
Festival di Cannes, non ha potuto partecipare al Sundance Festival dove l’opera e’ stata mostrata in anteprima perche’ persona non gradita sul suolo americano.
E’ qui, piu’ che nel film, che il regista di Central do Brasil
sottolinea come ripercorrere le orme di Che Guevara attraverso le miserie del
Sud America dimostri che esattamente cinquant’anni dopo (il film e’ stato girato
nel 2002) praticamente nulla sia cambiato.
Tra le rivelazioni piu’ curiose
del documentario, c’e’ il fatto che l’eroico viaggio in moto attraverso l’America
Latina dei due giovani argentini non e’ solo l’avventura dai risvolti storici
che tutti conosciamo ma anche un’epica impresa dei viaggi in motocicletta,
leggendaria tutt’ora nel mondo dei bikers, dato che fu il primo tentativo di
andare alla scoperta del vasto continente sudamericano con questo mezzo.
La
mia recensione del film che racconta come un viaggio trasformo’ un giovane
studente in un rivoluzionario si trova qui

Altra segnalazione televisiva

Sempre domenica 23 maggio, ma alle ore 21.00 Rai3 propone il
documentario di Gianni Mina’ sul viaggio del 1952 in America Latina del Che,
intitolato In viaggio con Che Guevara, nato assieme al film di Walter
Salles I diari della motocicletta presentato a Cannes 2004.
Per altre
informazioni vi rimando a questa
intervista
, invitando a leggere con molta attenzione l’ultimo
paragrafo.


Inviaggioconcheguevara

Pay attention, please

Controllate i videoregistratori perche’ quello che aspetta gli
amanti di FuoriOrario e’ un weekend di fuoco!

A partire da venerdi’ notte fino a domenica
Ghezzi&Co. ci delizieranno con parte del pacchetto che la Rai ha acquisito
definitivamente dalla gloriosa casa di produzione RKO. La major, di cui in
questo periodo stanno uscendo in DVD alcuni dei titoli piu’ celebri a partire da
Quarto Potere, e’ nata nel 1928 portata quasi sull’orlo del fallimento da
Orson Welles acquisita da Howard Hughes e liquidata definitivamente nel 1956.

La notte proposta da Rai3 e’ tutta incentrata sulla grande produzione noir
dei primi anni 40, allora considerata di serie B: oltre ad alcune prime visioni
si segnalano Bedlam venerdi’, Ho camminato con uno zombi sabato e
Il vampiro dell’isola domenica, ma il piatto forte sara’ sabato notte,
verso le 2.30 di notte, quando andra’ in onda il capolavoro di Jacques Tourneur
Il bacio della pantera, seguito dal misconosciuto sequel Il giardino
delle streghe
esordio di Robert Wise, dove il fantasma di Irina appare alla
figlia dell’ex marito: non siamo ai livelli insuperabili di tensione creati da
Tourneur ma anche questo e’ un film da non perdere.

Fino alla fine del mondo


Stasera sul canale satellitare PLANET andra’ in onda la versione integrale e
rimasterizzata in digitale del capolavoro di Wim Wenders. La pellicola che
durera’ circa quattro ore e mezza sara’ preceduta da una lunga intervista
rilasciata dal regista a Giovanni Spagnoletti.
Il film e l’intervista
verranno replicati anche il 6 , il 9, il 10 e il 13 maggio

Stasera i David di Donatello



Stasera Rai1 presentera’ in prima
serata, per la conduzione dell’immarcescibile Pippo Baudo, il premio David di
Donatello
, il piu’ ambito riconoscimento del cinema italiano; talmente
ambito che l’ospite d’onore, Steven Spielberg verra’ a ritirare il premio
speciale che gli fu assegnato lo scorso anno. Visto che questa mattina il
Presidente della Repubblica lo ha insignito del titolo di Cavaliere di Gran
Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, stasera restituira’ il
favore deliziandoci della sua presenza.

Altra ospite di prestigio sara’
Emmanuelle Beart che ritirera’ il Donatello vinto nel 1993 per Un cuore in
inverno
.

Il David Speciale 2004 andra’ a Goffredo Lombardo per i
cento anni della casa di produzione Titanus mentre Denys Arcand riceverà
un altro "speciale" per Le invasioni barbariche e la targa David alla
carriera andrà a Peter Falk.

Si conocono gia’ alcuni vincitori: migliori
film della UE, ex aequo, Rosenstrasse di Margarethe von Trotta e
Dogville di Lars von Trier. Miglior documentario lungometraggio
Guerra di Pippo del Bono. Miglior cortometraggio, ex aequo, Sole
di Michele Carrillo e Zinana di Pippo Mezzapesa. Gabriele Salvatores
avra’ il David giovani per Io non ho paura assegnato da una giuria di
quattromila scuole superiori italiane.

Insomma l’unica emozione che la
serata promette sara’ vedere quante delle dodici statuette andranno veramente a
Che ne sara’ di noi: se volete bene al cinema italiano stasera andate al
cinema.

Aggiornamento

Se volete sapere com’e’
ingloriosamente finita la serata fate un salto qui

L’intervista a Mel Gibson

Ieri sera, su Italia1, invece diMai dire grande
fratello
, hanno trasmesso l’intervista che Mel Gibson ha rilasciato tempo fa
a una giornalista televisiva americana a proprosito de La passione di
Cristo
: diciamo che, pur con caratterisitche diverse, sempre di spettacolo
comico si trattava.
Innanzitutto Mel Gibson e’ uno psicopatico tale e quale
al Martin Riggs di Arma Letale: alle domande sulle uscite antisemite del
padre (l’olocausto non fece 6 milioni di vittime perche’ i nazisti non avevano
benzina sufficente per alimentare cosi’ tanti forni crematori) il nostro invita
la giornalista a lasciar cadere l’argomento con un "non provarci, Dyane, non ti
conviene", che neppure Don Vito Corleone avrebbe mai osato dire davanti ai
media.
Per quanto riguarda le sue posizioni sull’antisemitismo, il nostro non
ce l’ha con gli ebrei per il semplice motivo che la sua religione (cattolica)
glielo vieta: sono uscite anche delle encicliche papali che invitano a non
prendersela con il popolo ebraico. Devo dire che questa e’ la prima volta che la
sento, peccato che, pochi minuti dopo e’ risultato che della posizione
altalenante del Papa su La passione di Cristo Mel Gibson se ne impipi
altamente: e io che ero rimasta ai tempi del catechismo in cui insegnavano che
uno dei dogmi della religione cattolica era credere ciecamente nelle parole del
Papa che era l’incarnazione terrena di Cristo!
Per quanto riguarda i canoni
strettamente cinematografici, Mel liquida tutti i precedenti Gesu’ portati sullo
schermo come stereotipi dai" capelli lunghi biondi, effeminati, senza
personalita’"; che dire.. a parte che anche il suo Cristo e’ capellone, in
quelle poche inquadrature che non e’ pestato a sangue io avevo trovato una certa
somiglianza con il Gesu’ di Nazareth di Zeffirelli, per cui Giboson e’
stato Amleto.
So che dovrei ignorare questo film e non farmi coinvolgere
nella bagarre di provocazioni che suscita, ma non riesco a tacere davanti a un
opera di livello artistico mediocre, latrice di un pericoloso messaggio: che una
violenza cosi’ estrema sia giustificabile per amore: piu’ dei pianti e delle
conversioni in sala mi preoccupa un probabile spirito d’emulazione che
porterebbe anche l’America a dotarsi dell’unica arma che ancora non possiede: il
kamikaze spinto da furore religioso. Spirito d’emulazione che ha portato
Mediaset a rimontare il trailer di Ben Hur, un classico da festivita’
religiose di Rete4, eliminando la famosissima scena delle bighe e montando solo
le (poche) scene inerenti alla crocifissione, speriamo che sia solo una
moda.

Elisa e Luisa

Elisaluisa Il settecento imperversa nelle fiction televisive: in un periodo non ben definito (non aspettatevi aiuto dal sito) sono collocate le vicende di Elisa Scalzi, la giovane cameriera che fara’ breccia nel cuore del nobile Fabrizio Ristori aiutandolo a sventare anche un’attentato al Re (Philippe Leroy). Ispirato al romanzo Pamela di Samuel Richardson, datato 1742 che e’ prontamente ricomparso nelle librerie, questo sceneggiato si limita a mettere insieme luoghi comuni e pruderie del secolo illuminista, con una regia anonima per non dire noiosa. L’unica cosa che mi pare degna di nota e’ il look adottato dalla perfida Lucrezia Van Necker che riprende quello della dama simbolo della casa di produzione Gainsbourg, grande produttrice del melodramma inglese anni 50.
Nell’ultimo anno del XIII secolo sono ambientate le vicende di Luisa SanFelice, eroina della rivoluzione napoletana contro i Borboni culminata nella Repubblica Napoletana del 1999 e protagonista del romanzo di A. Dumas. La Sanfelice
I fratelli Taviani ne hanno fatto una storia rocambolesca e drammatica dove una giovane fanciulla viene travolta dalla potenza dell’amore e piu’ ancora da quella degli eventi.
Tutto inizia con una lettura della mano che predice un futuro di sventura alla nostra eroina e al suo fratello di latte e benche’ ella cerchi di sottrarsi, la sua vita e’ segnata. Non sono mancati i momenti di vero pathos, come il rogo dei libri e pure del conte giacobino nel primo episodio e la tragica morte di Luisa con la mannaia che non va a segno anche se il finale e’ aperto alla speranza garibaldina dell’unita’ d’Italia con la nuova generazione.
I Taviani hanno saputo condensare in due episodi le 1700 pagine di Dumas, per arrivare alla fine delle melense avventure di Rivombrosa mancano ancora 2 o 3 episodi.. coraggio!