Splendori e miserie delle cortigiane

Devo premettere che sabato sera ho fatto le quattro di notte a
una cena a base di bagna cauda e che la domenica mattina alle 10 ero gia’ alla
mia lezione di tai-chi in cui abbiamo fatto almeno mezz’ora di meditazione per
cui il mio settimo chakra aveva delle visioni di tipo lisergico. Questa e’ la
premessa necessaria per rendere plausibile quello che sto per dire. Nel
pomeriggio, stramazzata moribonda sul divano facevo zapping e finita su Buona
domenica
ho avuto conferma di quello che gia’ sospettavo vedendo gli
spezzoni trasmessi a Blob: fermo restando che il programma di Canale 5
sfida ogni limite del buongusto e dell’intelligenza, nel mio stato di
alterazione mentale sono riusciata a capire dove vuole andare a parare Costanzo:
vuole essere il Balzac della televisione italiana e raccontare una sorta di
Comedie Humaine! Come non vedere negli ingenui protagonisti dei vari Grande
Fratello
dei novelli Lucien de Rubenpre’ che puntando tutto sulla loro
stolida bellezza si piegano ai crudeli giochi al massacro della domenica
pomeriggio per un briciolo di notorieta’?

Striscia il disgusto

Tacere, avrei voluto tacere su questa squallida bagarre
televisiva che credo stia solo disgustando gli italiani MA quando Tito
Giliberto, pochi minuti fa in un servizio di Verissimo ha paragonato
questa ridicola messinscena a I duellanti, capolavoro del 1977 di Ridley
Scott, oltre ad averci rimesso quasi un piatto (al solito stavo lavando i
piatti) mi sono incazzata come una jena.

Non ho
mai sopportato Striscia, per l’evidente manipolazione d’immagini (sia pure a fin
di bene) che contraddistingue i suoi servizi, per il modo di infierire e poi
conludere tutto a tarallucci e vino e non sopporto Bonolis per i programmi
disgustosi che ha fatto e per il suo ostentato citazionismo di Sordi e Toto’,
artisti di cui non e’ pure degno di legare le scarpe e ora mi tocca sorbirmeli
in tutte le salse…
Non volete fare un passo in dietro e
vergognarvi?
Bene vi propongo una soluzione piu’ radicale: potreste
gentilmente gettarvi dalla finestra e lasciarci vivere in
pace?
Grazie.

Melissa P. o le nuove sventure della virtu’

OzuBuon’ultima, sono riuscita a vedere anche io la scandalosa
Melissa P., e’ accaduto a Internet Cafe’, il programma di Andrea Pezzi
che precede FuoriOrario il venerdi’ sera, a proposisto: ieri, 12/12/2003
ricorrevano i cento anni esatti dalla nascita del venerabile Ozu.
Avevo notato che sui blog il suo caso e’ stato ambiamente discusso, ma a parte
leggere il post
di Cicciput, dove troverete anche una bella foto della nostra eroina, non mi
sono interessata molto al suo libro, che tanto scalpore ha suscitato, perche’ le
ragazzine precoci sono sempre esistite e immortalate anche in capolavori come
Lolita, la letteratura erotica femminile e’ fortunatamente viva e vegeta
da anni e sinceramente mi deprime questa visione del sesso come ultima thule per
gridare il proprio male di vivere, preferisco i romanzi erotici del settecento o
boccacceschi , dove il sesso e’ visto come forza vitale gioiosa, insomma la mia
concezione del sesso e’ molto simile a quella che esprime Gattalberto.
Comunque
l’impudente fanciulla e’ stata messa in imbarazzo quando Pezzi le ha chiesto
quanto ha guadagnato con la vendita dei diritti del libro (ahime’ diventera’
anche un film!):il vile denaro ha di buono che riesce ancora a creare qualche
tabu’!
In ogn caso visto che tutta la storia si regge sul giochetto: ma ha
fatto veramente TUTTO cio’ che ha scritto? ma il libro lo ha scritto veramente
lei? voglio dire la mia.
Io mi auguro che il romanzo sia opera sua, che se
non ha vissuto le esperienze forti che descrive, siano almeno sue fantasie,
perche’ troverei molto piu’ squallido che una scaltra verginella istruita a
dovere (non sono mancati i consueti strali contro l’ipocrisia sessuale italiana
dovuta alla presenza della Santa Sede sul suolo patrio) con il beneplacito della
famiglia che incassa laute percentuali, porti il suo bel faccino in tutti i talk
show che la tv di pattume propone per un quarto d’ora di celebrita’.

La meglio gioventu’

Carica di succesi e di consensi, l’opera di Marco Tullio
Giordana, arriva finalmente alla sede a cui era destinata: la proiezione
televisiva.

Potremo vederla a partire da domenica 7 dicembre in prima
serata su RaiUno: divisa in 4 episodi , i seguenti verranno trasmessi lunedi’ 8,
domenica 14 e lunedi’ 15.

quando anche i brutti sogni aiuterebbero a vivere meglio

Quanto avrei voluto sognare che la marzullata di ieri notte
fosse stato un mega spot per Pearl Harbour che andra’ in onda stasera in
prima serata su Rai1. Sarei stata lieta di immaginare che accanto al critico
cinematografico Edoardo Bruno e al prof. Acquaviva (chi sono costoro? io ho
molta piu’ familiarita’ con Carneade.) ci fosse Irene Pivetti a pontificare sul
film inquadrandolo tra una citazione a memoria (!) di Armageddon e
l’incipit de La Gerusalemme Liberata di Ludovico Ariosto.

Invece la realta’ puo’ essere peggio di un brutto incubo,
cari avventori, e ieri notte e’ andato in onda proprio quel che ho
descritto..
Inutile ribadire che Pearl Harbour e’ un pessimo film, sostenuto,
come si puo’ vedere, da una pessima pubblicita’..
Sapete che vi dico? io
stasera mi guardo Tora! Tora! Tora!

Because the night

Piccoli tesori dei palinsesti notturni: stasera a Borderline,
Patty Smith raccontava come venne influenzata da Pier Paolo Pasolini, e i suoi
rapporti personali con William Borroughs, Gregory Corso e Allen
Ginzburg.
Clip brevissima ma entusiasmante.

Report

La prima serie di Report e’ finita martedi 22 ottobre e
riprendera’ il 29 febbraio. Sono molto contenta che il maggior numero di referr
di questi due mesi riguardi Report e la presenza di Marco Paolini nel programma,
anche perche’ smentisce la teoria che lo scalpore pressoche’ nullo che ha
sollevato la puntata sul terrorismo americano presso l’Ambasciata americana o il
Parlamento italiano testimoni il desiderio di zittire la notizia: gli italiani
si indignano e questo non puo’ fare che bene.

Douglas Sirk su StudioUniversal

Parlando di Fassbinder e’ doveroso , forse scontato, citare
anche Douglas Sirk, il maestro del melodramma americano anni 50 che il regista
tedesco amava a tal punto da fare il remake di un suo film Secondo Amore,
dove un’ agiata vedova ancora piacente (Jane Wyman, prima moglie di Ronald
Reagan) si innamora del giardiniere piu’ giovane di lei. I figli della donna
ostacolano questo amore che pero’ riuscira’ a trionfare.
Fassbinder lo
trasforma in un melodramma dai risvolti sociali, infatti ne La paura mangia
l’anima
, la protagonista ancora piu’ vecchia e laida , semplice donna delle
pulizie, si innamora di un giovane marocchino provocando lo sdegno di tutto il
palazzo.
Alcune opere di Sirk sono in tournazione in questo periodo su
StudioUniversal, tra esse anche il suo capolavoro: Lo specchio della
vita
, uno dei film piu’ strappalacrime della storia del
cinema.

Narra la vicenda di una aspirante attrice teatrale rimasta
vedova con una figlia piccola, che, anche se in ristrettezze, accoglie come
governante una donna di colore nella stessa situazione.
Seguiamo l’ascesa al
successo di Lora contrapposto alla vita dura della tata Annie la cui figlia
dall’incarnato molto chiaro tentera’ di spacciarsi per bianca arrivando anche a
rinnegare la madre. Finale tragico con la figlia che si getta sulla bara della
madre implorandone un tardivo perdono.
La versione di Sirk e’ in realta’ il
remake dell’omonimo film di Stahl del 1934 con Claudette Colbert, ma oltre a
farne un melo’ fiammeggiante, un contrappunto tra la vita reale e la finzione
della vita teatrale, il regista porta avanti temi molto scottanti per l’epoca:
confronto razziale ed emancipazione femminile, confermando la sua tendenza a
servirsi dell’enfatizzazione melodrammatica per stigmatizzare i difetti della
middle class americana.

Alexander Platz

Per chi se lo fosse perso il lunedi’ nella programmazione di
fuori orario dopo Twin Peaks, e’ possibile recuperare la visione del capolavoro
televisivo di Fassbinder sul satellite: Raiworld mettera’ in onda i "13 episodi
piu’ un epilogo" tute le sere a partire da stasera alle ore 23.00
circa.

La vicenda e’ ambientata nella Germania degli anni 20,
racconta la storia di Frank, galeotto con 4 anni di prigione alle spalle per
aver ucciso accidentalmente la fidanzata. Egli cerca di rifarsi una vita nei
bassifondi dell’Alexander Platz, ma l’incontro con Reinhold segnera’ la sua
definitva rovina: prima perdera’ un braccio a causa sua e poi l’antagonista gli
uccidera’ l’amata Mieze,conducendolo alla pazzia.
Presentato al Festival di
Venezia nel 1980 il film ebbe un grande riscontro della critica.