Les Choristes – I ragazzi del coro


Francia 1949, al collegio per ragazzi
difficili “Le fond de l’etang” (Il fondo dello stagno) arriva, per
lavorare come sorvegliante il musicista fallito Clement Mathieu. Con la
sua umanita’ e l’aiuto della musica sapra’ conquistare i ragazzi del
collegio resi diffidenti dalle maniere autoritarie del perfido
direttore.


Leschoristes

La classica pellicola in cui tutto e’ prevedibile dopo i primi
cinque minuti. Lezioso e furbetto, il film si regge tutto sulla bonomia
arguta del sorvegliante e le espressioni buffe e carine dei piccoli
protagonisti. Racconto oleografico della dura vita di un collegio (se
fosse possibile Les choristes perderebbe ulteriormente punti confrontato con il pur imperfetto La mala educacion
ancora nelle sale), la vicenda non esce mai dal bozzetto tanto che il
cattivo della scuola e’ interpretato dal piu’ banale “rosso malpelo”, e
non riesce mai ad appassionare l’annoiato spettatore che non si
commuove davanti alla storia a lieto fine dell’orfanello Pepinot ne’ a
trovare poetica la scena d’addio tra svolazzanti aeroplanini di carta.

In film che non esito a definire brutto per la mancanza di coraggio e inventiva dimostrata.

Mi lascia stupita l’enorme successo avuto in patria che ha spinto
la Francia a selezionarlo per la corsa agli Oscar. Incredibile anche il
successo della colonna sonora: innegabili le qualita’ del coro di voci
bianche, ma le canzoni sono ancora una volta manieristicamente banali e
leziose.

La mala educacion

Spagna, primi anni ‘80. Un regista
che sta cercando materiale per un nuovo film viene contattato da un
attore, nome d’arte Angel, che si rivela essere un suo compagno di
scuola dei tempi del collegio, Ignacio e gli lascia in visione un suo
racconto, La visita che sara’ fonte d’ispirazione per il nuovo film di Enrique Goded.

Malaeducacion

Il film non e’ solamente un noir gelido e ben congegnato, ma il
viaggio intorno a una persona, o meglio a un ricordo. Chi e’ Ignacio,
il ragazzino che aveva turbato il cuore del suo compagno Enrique e
dell’insegnante di letteratura, Padre Manolo? Bello e sensibile, dotato
di una voce angelica e di talento letterario, Ignacio strega anche il
fratello, Juan, che arriva ad impossessarsi della sua vita.

Il vero personaggio fatale e’ Ignacio che riesce a far ruotare
intorno a se’ un mondo di desideri e di morte, un Dorian Gray al
contrario che porta sul suo viso e corpo i segni della meschinita’,
della droga mentre nel racconto e nel ricordo rasenta la perfezione.

Per portare sullo schermo una trama cosi’ complessa
l’intersecazione dei vari piani temporali e’ fondamentale: la lettura
del racconto scritto da Ignacio e’ un flashback degli anni del collegio
che ci viene mostrata come la immagina il regista, anticipando quindi
il film che poi girera’.

Un film ricco di citazioni e omaggi cinefili, dove Almodovar non
disdegna di citare anche i suoi primi irriverenti film nel personaggio
di Paquito.

Appena uscita dalla sala non ero del tutto soddisfatta da questa
storia, che non era riuscita ad appassionarmi completamente, ma La mala educacion
e’ uno di quei film a cui ti ritrovi a pensare uno o due giorni dopo
averlo visto e come la vita dei suoi personaggi ti si svela a poco a
poco.