Una vita da Eva

Corto, ma importante. Con un’ allure peccaminosa estremamente
divertente da sfruttare nella prima giovinezza. Cosi’ ho sempre vissuto queste
tre lettere che mi contraddistinguono.
Pare ci sia stata baruffa nella scelta
di questo nome, ho rischiato di chiamarmi Cinzia (bel nome per altro)
addirittura leggenda vuole che  il parroco abbia fatto difficolta’ per
battezzarmi dato che non c’era una santa patrona a cui affidarmi: peccato che
Santa Eva sia il 6 settembre. Mia madre pero’, si impunto’, cosi’ mi chiamo Eva
come mia nonna, che a sua volta porta questo nome perche’ era la quarta di sette
sorelle e avendo i miei bisnonni gia’ finito la fantasia, visto che Adamo era un
nome di famiglia, la chiamarono Eva.
Stat rosa pristine nomine o
Nomen omen non saprei, cioe’ non mi e’ chiaro se il nome particolare
abbia influenzato la mia estrosita’ oppure avrei avuto una vita cosi’ sui
generis anche chiamandomi Roberta, uno dei nomi piu’ diffusi tra le mie coetanee
per colpa di Peppino di Capri.
Probabilmente sara’ anche bello da ragazzina
provare istantanea simpatia per una nuova conoscenza e scoprire che si porta
anche lo stesso nome, ma benche’ da piccola fossi abituata a dividere il mio
nell’ambito famigliare, ricordo perfettamente la prima volta che all’universita’
incontrai una mia omonima: ero andata a assistere ad un esame che avrei dovuto
dare quando sento fare il mio nome legato ad un altro cognome: si alza questa
ragazza biondina: provai una rabbia sorda e sicuramente l’avrei guardata con
occhio piu benevolo se avessi scoperto che aveva rubato l’amore della mia vita,
ma trovavo che mi avesse defraudato di qualcosa di piu’ peculiare.
E’ un
nome che attira l’attenzione, difficilmente la gente se lo scorda: se poi tu sei
stata una delle prime sedicenni a guidare un PX 125 in una cittadina di
trentamila abitanti finisce regolarmente che persone che non ricordi minimamente
di aver frequentato sappiano tutto della tua esitenza. Probabilmente si
ricordano ancora perfettamente di me anche le due ragazze che una decina di anni
fa vennero a fare il censimento degli immobili: esclamarono nell’ordine: quanti
libri! quanti gatti! quante videocassette! e siccome era inverno in garage non
poterono esimersi dal notare: quante piante! Sicuramente mi ricordano come una
deficente dato che mi imbarazzo facilmente e piu’ che sorrisini di circostanza
non riuscii’ a spiccicare.
E’ un nome che evoca mondi esotici: all’acquisto
del vocabolario di russo, fu chiesto se ero alla ricerca delle mie origini,
giacche’ avevo questo nome slavo, i ragazzi africani hanno regolarmente una
famigliare che si chiama Awa’: e’ una cosa molto carina, ti fa sentire cittadina
del mondo.
Nonostante il senso di intimo possesso che avverto per il mio
nome, sono completamente indifferente al fatto che esso rientri tra le
imprecazioni piu’ diffuse, per questo motivo sono caduta dalle nuvole alla
domanda di Bibi, cuore di mamma 😉 (e‘ colpa sua se vi leggete questo
panegirico su tre comunissime lettere)
Non sono mai stata presa in giro per
questo fatto ne’ mi e’ mai capitato di notare un’insistenza nel ripeterlo in mia
presenza, anzi molte volte sono stata lusingata dal fatto che diverse persone mi
abbiano confidato che da quando mi conoscevano avessero perso l’abitudine di
usare questa imprecazione, talvolta qualcuno a cui sfugge si scusa, ma io non mi
sento minimante offesa perche’ e’ lampante che “ogni riferimento e’ puramente
casuale”; una volta ero talmente arrabbiata (le solide maledette candele del
Ciao!) che la usai anche io: fu liberatorio dato che la mia amica mi guardo’ e
scoppiammo in una sonora risata.
Anche quando mi trascinavo in notte brave
per locali non mi e’ mai capitato di conoscere ragazzi che mi dicessero “ah ti
chiami Eva, quindi sei porca” al limite i piu’ viscidi si limitavano a “un si
potrebbe anche dire…” al che io sgranando gli occhioni e sfoderando l’aria da
oca giuliva “dillo, dillo pure in giro, non lo sai che la pubblicita’ e’ l’anima
del commercio?” questa mia uscita li lasciava perennemente spiazzati, del resto
ne ricordo pochi che sapessero stare al gioco al mio “ecco perche’ mi pareva di
conoscerti!” risposta al quotidiano “..e io sono Adamo”.
Da bambina il
massimo di sfotto’ a cui sono stata sottoposta riguardava le mele.

Finalmente per voi sono in chiusura e voglio confessare quello che veramente
mi mandava in bestia a cui sapevo reagire solo con calci negli stinchi: non
sopportavo il paragone con Eva Kant, fisicamente lusinghiero per carita’! solo
che odiavo letteralmente coloro che con la scusa di togliermi la maschera
cercavano di stropicciarmi la faccia: beate le nuove generazioni che si devono
confrontare con la Herzigova!

Addio a Bibi Andersson

Bibi

Me l’ha comunicato il capitano nella tag, che se n’e’ andata una delle muse,
delle attrici simbolo della filmografia bergmaniana.
Ma non solo Bergaman
nella vita di questa grande attrice svederse, ecco la
filmografia:

SORRISI DI UNA NOTTE D’ESTATE   
di Ingmar
Bergman
Con Eva Dahlbeck, Ulla Jacobsson, Gunnar Björnstrand, Bibi
Andersson
Commedia, Svezia 1955

IL SETTIMO SIGILLO   
di Ingmar
Bergman
Con Bibi Andersson, Max von Sydow, Gunnar Björnstrand, Nils Pope,
Bengt Ekerot
Drammatico, Svezia 1956

IL POSTO DELLE FRAGOLE   
di
Ingmar Bergman
Con Bibi Andersson, Max von Sydow, Ingrid Thulin, Victor
Sjöström, Gunnar Björnstrand
Drammatico, Svezia 1957

ALLE SOGLIE DELLA
VITA   
di Ingmar Bergman
Con Bibi Andersson, Eva Dahlbeck, Max von
Sydow, Ingrid Thulin, Barbro Hiort af Ornäs
Drammatico, Svezia 1958

IL
VOLTO   
di Ingmar Bergman
Con Bibi Andersson, Max von Sydow, Ingrid
Thulin, Gunnar Björnstrand
Drammatico, Svezia 1959

L’OCCHIO DEL
DIAVOLO   
di Ingmar Bergman
Con Bibi Andersson, Gunnar Björnstrand, Jarl
Kuele
Commedia, Svezia 1960

A PROPOSITO DI TUTTE QUESTE… SIGNORE   

di Ingmar Bergman
Con Bibi Andersson, Harriet Andersson, Eva Dahlbeck,
Allan Edwall
Commedia, Svezia 1962

DUELLO A EL DIABLO   
di Ralph
Nelson
Con Bibi Andersson, Sidney Poitier, James Garner, Dennis
Weaver
Western, USA 1966

IL LETTO DELLA SORELLA   
di Vilgot
Sjöman
Con Bibi Andersson, Per Oscarsson, Jarl Kulle, Tina
Hedstrom
Drammatico, Svezia 1966

SCUSI, LEI È FAVOREVOLE O
CONTRARIO?   
di Alberto Sordi
Con Anita Ekberg, Bibi Andersson, Alberto
Sordi, Paola Pitagora, Tina Marquand
Commedia, Italia 1966

ANATOMIA DI
UN ADULTERIO   
di Jacques Doniol-Valcroze
Con Bibi Andersson, Frederic
De Pasquale, Bruno Cremer
Drammatico, Francia, Svezia 1967

PERSONA   

di Ingmar Bergman
Con Bibi Andersson, Liv Ullmann, Gunnar Björnstrand,
Margaretha Krook
Drammatico, Svezia 1967

LE CALDE PALME DI RIO   

di Lars – Magnus Lindgren
Con Bibi Andersson, Max Von Sidow, Toralf
Manrstad, Thommy Berggren
Drammatico, Svezia 1969

STORIA DI UNA
DONNA   
di Leonardo Bercovici
Con Bibi Andersson, Robert Stack, Annie
Girardot, James Farentino, Didi Perego
Drammatico, USA 1969

LETTERA AL
KREMLINO   
di John Huston
Con Bibi Andersson, Nigel Green, Richard
Boone
Spionaggio, Gran Bretagna 1970

PASSIONE   
di Ingmar
Bergman
Con Bibi Andersson, Max Von Sidow, Erland Josephson, Liv Ullmann,
Erik Hell
Drammatico, Svezia 1970

VIOLENZA AL SOLE – UNA ESTATE IN
QUATTRO   
di Florestano Vancini
Con Bibi Andersson, Giuliano Gemma,
Gunnar Björnstrand, Rosemarie Dexter
Drammatico, Italia
1970

L’ADULTERA   
di Ingmar Bergman
Con Bibi Andersson, Elliott
Gould, Max von Sydow, Karin Nilson, Per Sjostrand
Drammatico, USA, Svezia
1971

SCENE DA UN MATRIMONIO   
di Ingmar Bergman
Con Bibi
Andersson, Erland Josephson, Liv Ullmann, Jan Malmsjö, Anita Wall
Drammatico,
Svezia 1973

LA RIVALE DI MIA MOGLIE   
di Sergio Gobbi
Con Bibi
Andersson, Jean Piat, Valentine Tessier
Commedia, Francia 1974

CODICE
215: VALPARAISO NON RISPONDE   
di Helvio Soto
Con Bibi Andersson,
Jean-Louis Trintignant, Riccardo Cucciolla, Annie Girardot, Laurent Terzieff,
Bernard Frisson, Naicho Petrov
Drammatico, Francia, Bulgaria
1975

STORIA D’AMORE CON DELITTO   
di Sergio Gobbi
Con Bibi
Andersson, Rod Taylor, Catherine Jourdan, Mathieu Carrière
Giallo, Francia,
Germania 1975

CAMBIO DI SESSO   
di Vicente Aranda
Con Bibi
Andersson, Fernando Sancho, Victoria Abril, Rafaela Aparicio, Lou
Castel
Drammatico, Spagna 1977

UN NEMICO DEL POPOLO   
di George
Schaefer
Con Bibi Andersson, Steve McQueen, Charles Durning
Drammatico,
USA 1977

AIRPORT 80   
di David Lowell Rich
Con Eddie Albert,
Alain Delon, Robert Wagner, George Kennedy, Sylvia Kristel, Susan Blakely, Bibi
Andersson
Avventura, USA 1979

QUINTET   
di Robert Altman
Con
Vittorio Gassman, Bibi Andersson, Paul Newman, Fernando Rey, Brigitte
Fossey
Fantascienza, USA 1979

IL SOGNO DI LAURA   
di George
Sluizer
Con Bibi Andersson, Anthony Perkins, Sandrine Dumas
Sentimentale,
Paesi Bassi, USA 1980

STAR’S LOVERS   
di James Toback
Con
Nastassja Kinski, Harvey Keitel, Ian McShane, Rudolf Nureyev, Bibi
Andersson
Drammatico, USA 1983

LA LEGGE DEL DESIDERIO   
di Pedro
Almodóvar
Con Eusebio Poncela, Carmen Maura, Miguel Molina, Bibi Andersson,
Antonio Banderas, Fernando Guillen-Cuervo
Drammatico, Spagna 1986

IL
PRANZO DI BABETTE   
di Gabriel Axel
Con Bibi Andersson, Stéphane Audran,
Jarl Kulle
Commedia, Danimarca 1987

TACCHI A SPILLO   
di Pedro
Almodóvar
Con Victoria Abril, Marisa Paredes, Miguel Bosè, Bibi
Andersson
Commedia, Spagna 1991

IL SOGNO DELLA FARFALLA   
di
Marco Bellocchio
Con Simona Cavallari, Roberto Herlitzka, Thierry Blanc, Bibi
Andersson
Drammatico, Italia 1994

KIKA – UN CORPO IN PRESTITO   

di Pedro Almodóvar
Con Rossy De Palma, Victoria Abril, Peter Coyote,
Verónica Forqué, Bibi Andersson
Commedia, Spagna
1994


Le invasioni barbariche

InvasionibRaramente un film riesce a raggiungere vette di pura commozione miscelate con le
piu’ crasse risate come succede all’opera di Denis Arcand, seguito ideale di
Il declino dell’impero Americano del 1986.
Un intellettuale di
sinistra, cinquantenne colto e crapulone e’ ormai alla stadio terminale della
sua malattia e non e’ difficile ravvisare in questo personaggio la
rappresentazione di certi aspetti nostra decadente cultura occidentale. Il
figlio rampante riuscira’ a suon di mazzette a regalargli una fine serena, quasi
invidiabile, circondato dai suoi piu’ cari amici, mentre lo scricchiolante
impero americano inizia a sentire i barbari premere alle sue porte.
Ma come
si evince anche dalla locandina i veri barbari che non si possono tenere a bada
sono i sentimenti: la comodita’ comprata per il padre inizialmente e’ un modo
per metter a tacere la coscienza, ma ben presto il dialogo portera’ non solo a
un riavvicinamento famigliare, ma anche la giovane amica di famiglia drogata,
assunta per realizzare una terapia del dolore a base di eroina trovera’ la forza
per uscire dal suo personale incubo.
E’ un film insolitamente speranzoso,
dati i tempi, punteggiato dalla meravigliosa natura dell’autunno canadese e da
una carellata di libri moderni, degni di costituire una nuova rocca del
sapere.
Emozionante.

Master and Commander

LocAmbientato durante il periodo napoleonico, narra la storia del Capitano Humbley, detto Jack il fortunato, che trascende i limiti del dovere inseguendo la nave
francese nemica lungo il periplo del continente sudamericano, trascinando i suoi
uomini in un’avventura pericolosa e straordinaria.
Solido film
d’ambientazione marinara che analizza con interesse quasi entomologico la
vita a bordo di una nave da guerra inglese del 1805: a sottolineare l’intento
documentaristico devo dire che la prima inquadratura delle vettovaglie stipate
in magazzino mi ha ricordato l’inizio de La Corazzata Potiemkin.
Il
film si trasforma poi in una riflessione potere e nello scontro tra una
mentalita’ scientifica e una guerresca, il tutto sostenuto da un accurato studio
della psicologia anche dei personaggi minori.
Il lato fantastico,
fondamentale della teoretica weiriana (e’ il regista dell’onirico Picnic ad
Hanging Rock
, ricordiamolo sempre) e’ sottolineato dall’approdo alle
Galapagos, Las Islas Encantadas, con la sua fauna unica e soprattutto il
paesaggio lunare di lava solidificata.
La vicenda si chiude con un colpo di
scena degno della miglior tradizione dei film di capa e spada con Errol Flynn,
del resto alla produzione c’e’ un tale Samuel Goldwin Jr, nome che fa sobbalzare
gli amanti dell’Hollywood classica, ricordando il ruggito del
leone.
Interessante anche il taglio che Weir sceglie per la regia,
discostandosi dal modello ormai affermato dei veloci passaggi radenti della
macchina da presa, mutuati dai videogiochi, preferisce un’iconografia classica
che ci riporta alle tele che a partire dal seicento fiammingo illustrano gli
scontri navali.

Lutti

Se ne e’ andata col il 2003 Anita Mui, (qui il suo sito) attrice e cantante, icona
del cinema di Hong Kong. Aveva solo 40 anni e la sua morte segue di soli pochi
mesi quella dell’altra stella hongkonghese Leslie Cheung, morto suicida il primo
aprile.

Nei primi giorni dell’anno si e’ spento Walter Cavazzuti,
maestro dell’animazione italiana,collaboratore di Bozzetto e Nichetti e
protagonista del rilancio del cartoon italiano collaborando agli ultimi successi
di Enzo D’Alo’ (La gabbianella e il gatto tra tutti) in sala in questo
periodo la sua ultima fatica: Opopomoz.

“auguri” a Nicholas Cage

FaceNicholas Cage compie 40 anni, sinceramente pensavo ne avesse
di piu’ vista la sua lunga filmografia.
Non capisco tutto il suo successo, il fatto che registi di indubbia fama lo
scelgano per i loro film: ha solo due espressioni, quella da pazzo che sfrutta
per i film d’azione e la faccia tristre che usa per impersonale l’uomo medio o
innamorato.
Qualcuno ha osato paragonarlo al nuovo James Stewart, ora ditemi
che ha una recitazione contenuta come quella di Bogart e il sacrilegio sara’
definitivo!
Chissa’ perche’ John Woo va pazzo per lui.. beh bisogna ammettere
che il genio di Hong Kong sa far far recitare perfino i sassi, speriamo che gli
riesca nuovamente il colpo con il protagonista del suo nuovo film, Ben Afflek,
intanto il trailer di Paycheck, film fantascientifico tratto dal
saccheggiatissimo Philip Dick e’ promettente e Uma Thurman e’, se possibile,
ancora piu’ bella che in Kill Bill.

                                        

                                             Paycheck

In the cut

Ho sempre pensato che Jane Campion fosse sopravvalutata: non ho visto Lezioni di piano
ma ricordo perfettamente che ai tempi Vieri Razzini presentava una
retrospettiva su Marco Ferreri con interviste all’autore e ricordo che
il grande vecchio liquido’ la nuova fulgida stella nascente della
cinematografia australiana dicendo che quei tramonti spettacolari li
sapevano fermare anche i fotografi amatoriali grazie ad un banale
filtro e che ormai la gente si faceva incantare dalla teoretica del
“carino”.


Inthecut-04


In the cut sono andata a vederlo perche’ ho la tradizione di propiziare l’anno vedendo un film erotico con la mia migliore amica.
Il thriller erotico del momento si e’ dimostrato uno dei peggiori
thriller della storia e contiene la scene piu’ antierotica che
abbia mai visto: una ballerina di lap dance intenta a lavare il palo
con un detersivo spray dopo lo spettacolo!
Nebulosamente penso di aver capito che il film sia il percorso di una
donna (una Meg Ryan del tutto fuori parte) che attraverso il sesso
giunge all’amore: quest’originalissima storia viene rappresentata dall’
atteggiamento languido delle protagoniste, degno di una diva del muto:
svenevolezza e labbruzzi protesi e poi attraverso l’immaginario
erotico femminile piu’ arcaico: voyerismo, sesso orale, la necessita’
di esser coccolate, il tentato stupro il tutto inserito in un
paesaggio altrettanto vetero simbolico: il bosco, la spazzatura, eros e
thanatos rappresentati da corone funebri che passano sullo sfondo
alternati a visioni fugaci di abiti da sposa.
Il nuovo Marlon Brando, l’attore Mark Ruffalo, e’ abbastanza calato nel
ruolo ambiguo che gli spetta, peccato che l’abbiano conciato come il
sosia di Burt Reynolds negli anni 70: petto moquettato e baffo
spiovente, sempre per la serie il nuovo immaginario erotico femminile
aggiornato.
Se il lato erotico e’ risibile, peggio ancora l’aspetto thriller del
film, indizi lampanti che non vengono mai colti altrimenti il film
sarebbe gia’ finito, la protagonista che all’inizio tiene sulla porta
il detective di polizia per ore mentre accerta la sua identita’ con la
centrale e per il resto del film si tira in casa o va per boschi con
tutti i possibili sospetti: il vero film comico di Natale, alla faccia
di Boldi e De Sica!

Errata Corrige

I commenti al post sul digitale terrestre mi hanno fatto
capire che non ho sottolineato il punto principale, che non e’ tanto
l’ampliamento di offerta,quanto il fatto che questa innovazione e’gratuita e
alla portata di tutti.
Gia’ da quest’anno usciranno sul mercato televisori
predisposti a ricevere questo segnale senza l’aggiunta di decoder supplementari
e cosi’,come avvenne per il colore, nel giro di pochi anni […] (vi sarete
accorti tutti che i televisori non durano piu’ come una volta!) averra’ il
passaggio al digitale e l’abbandono dell’analogico, sperando che non ci
propinino il canone differenziato, come quello ridicolmente in vigore fino a
pochi anni fa, tra gli abbonati al colore e quelli al bianco e nero.
Io trovo
estremamente vantaggiosa, scusate, mi correggo io trovo un mio sacrosanto
diritto la possibilita’ di vedermi un film in stereo e con un ottima qualita’
video senza dover pagare l’abbonamento al satellite: dopo l’avvento del
monopolio Murdoch, l’offerta satellitare e’ diminuita e mi pare che alcuni
canali (anche tra quelli non a pagamento) non graditi siano uscita dalla
piattaforma Sky.
Cosa offriranno i nuovi canali DTT? Ricordate che e’ sempre
la domanda a generare l’offerta e se la gente continuera’ ad imbambolarsi
davanti a Domenica In o alle veline, quello la televisione proporra’.
Un
ultima cosa, da buon venditore il Berluska ha il potere di far credere che
questo governo abbia fatto tante cose, non ultima portare questa novita’: in
realta’ tra i tecnici sul DTT si discute da almeno 5 anni, la RAI sta
sperimentando con strumenti tedeschi, al solito all’avanguardia; l’unico
vantaggio che il premier potra’ trarne e’ che creandosi nuovi spazi per le
concessioni si potra’ tenere le sue tre benedette reti in maniera legale,
legalita’ che non risolve per nulla l’anomalia di un magnate dell’editoria capo
di governo: se Quarto Potere passasse in tv un po’ piu’ spesso forse agli
italiani risulterebbe piu’ chiaro.

Che cos’e’ il digitale terrestre

Domani alle 10.30, esattamente a 50 anni di distanza dalla
prima sperimentazione radiotelevisiva italiana, iniziera’ la sperimentazione Rai
del digitale terrestre.
Sfruttando la mia conoscenza con esperti del settore, ho cercato di capire
cosa sia oggettivamente il DTT, a mio avviso demonizzato per esser
comparso nella Legge Gasparri (grazie a Dio Berlusconi non e’ cosi’ potente, ne’
tantomeno furbo da poter organizzare un progetto simile solo per salvare
Rete4!). Si delinea invece la possibilita’ di una televisione meno invasiva
nell’impatto ambientale e piu’ frammentata nell’offerta, unica soluzione per
rompere l’impasse in cui ci troviamo.

– Che cos’e il
DTT?

Il digitale terreste, volgarmente detto DTT, il cui nome tecnico e’
DVB-T (digital video broadcast- terrestrial) e’ […]il nuovo sistema di
ricezione televisiva di immagini digitali non trasmesse da satelliti, ma dal
medesimo impianto terrestre che usiamo abitualmente.
– Questo comportera’
una modifica dell’impianto di ricezione, antenna o televisione?

Nel 90%
dei casi no, con piccoli interventi saranno compatibili anche gli impanti
antennistici piu’ vecchi o malfunzionanti. Accanto alla tv bastera’ aggiungere
un decoder.

-Perche questo nuovo sistema viene ritenuto
rivoluzionario?

Innanzitutto garantira’ un sicuro miglioramento
dell’immagine e del suono trasmessi, addirittura paragonabile alla qualita’ di
un dvd.
Anche chi ha problemi di ricezione dovuti alla debolezza del segnale
avra’ assicurata la medesima qualita’ di immagine, che verra’ offerta anche sui
mezzi mobili come, per esempio, sui pullman turistici. Praticamente
scompariranno le sovrapposizioni di canali e le immagini sdoppiate.
Inoltre
quest’ alta qualita’ visiva si potra’ ottenere anche a minori potenze di
trasmissione, per cui in futuro si potrebbe auspicare la soluzione, almeno
parziale, dell’annoso problema dell’inquinamento elettromagnetico:
l’abbassamento di potenza consentirebbe anche un minor consumo di energia
elettrica.

-Com’e’ possibile che aumentino cosi’ tanto i canali a
disposizione?

Perche la modulazione digitale adottata permette di far
stare anche 6 canali digitali nella stessa banda utilizzata in questo momento da
un solo canale analogico.
-E questo aumento di offerta come puo’ essere
sfruttato?

Nasceranno nuovi canali tematici, ci sara’ piu’ spazio per
l’informazione regionale o provinciale dato che con cifre relativamente basse
sara’ possibile realizzare un’emittente televisiva.

-Fra quanto tempo
e’ prevedibile che si passi dalla sperimentazione a una programmmazione
definitiva?

Premesso che la ricerca e lo sviluppo del digitale terrestre
e’ iniziata da qualche anno, si puo’ pensare che sara’ fruibile nel giro di 2
anni, anche perche’ il 2006 e’ stato scelto come termine della trasmissione
analogica.