Sui mari della Cina

China Seas
USA 1935, MGM
con Jean Harlow, Clark Gable, Wallace Beery, Lewis Stone, Rosalind Russell, Dudley Digges, Robert Benchley, C. Aubrey Smith, Akim Tamiroff, William Henry, Lilian Bond, Edward Brophy, Soo Yong, Ivan Lebedeff, Hattie McDaniel, Donald Meek
regia di Tay Garnett



Sui maridellacina


Il burbero capitano Alan Gaskell gestisce con rigida disciplina il suo piroscafo che fa rotta da Hong Kong a Singapore. Durante un viaggio in cui deve trasportare un carico d’oro s’imbarca anche la sua amante, l’attrice volgarotta Dolly “China Doll” Portland. Ben più inatteso è l’imbarco di Sybil Barclay, raffinata lady inglese per cui Gaskell aveva perso la testa anni prima lasciando la Royal Navy per i mari della Cina perché Sybil era sposata. Ora la donna è vedova ed è venuta a cercare l’uomo di cui anche lei era innamorata. Il ritorno di fiamma irrita Dolly che per consolarsi accetta la corte di Jamesy McArdle scoprendo che l’uomo è in combutta con i pirati locali. Dolly avverte subito Gaskell ma lui, stufo delle sue avances, la caccia senza lasciarla parlare. Per ripicca Dolly ruba la chiave dell’arsenale e aiuta McArdle a far salire i pirati. La cassaforte però è vuota e Gaskell viene torturato ma non rivela il nascodiglio dell’oro; Tom Davids, un vecchio capitano che sta per essere degradato per alcuni atti di codardia, sacrifica la vita per sgominare la banda di pirati. Ripreso il controllo della nave Gaskell non ci mette molto a scoprire il tradimento di McArdle che si suicida mentre la vibrande difesa di Doly gli fa capire il suo errore verso la ragazza scoprendo di essere innamorato di lei. Con la scusa dello scandalo Gaskell lascia Sybil e chiede a Dolly di sposarlo.



Sui maridella cina


Sui mari della Cina è un film che mescola commedia romantica e toni avventurosi, un buon mix anche se il film, pur piacevole, ripropone elementi già visti in altre pellicole più note: Clark Gable, the king of Hollywood, è diviso tra due donne, la bionda sguaiata e la mora raffinata come ne Lo Schiaffo con Jean Harlow che ricalca il ruolo del film precedente.



Cinaseas


L’ambientazione esotica, l’insospettabile capo occidentale dei banditi e il variegato mondo che si ritrova sul piroscafo ricorda un po’ Shanghai Express.
Sui mari della Cina resta comunque un film molto piacevole, il quarto della coppia d’oro della MGM, Jean Harlow / Clark Gable; forse un po’ sottotono la comprimaria Rosalind Russell che deve trattenere la sua notoria verve per interpretare la raffinata vedova del jet set inglese.
I personaggi di contorno vanno da quello tragico dell’ex capitano Davis che si riscatterà solo sacrificando la sua vita a quello comico dello scrittore perennemente ubriaco, passando dalla signora sposata che si fa rubare le perle da un truffatore pur di lasciar credere al marito che siano false e non un regalo ottenuto in maniera poco ortodossa.



Sui mari dellaCina


Le scene dello scontro coi i pirati sono state girate da William A.Wellman (cfr. Mereghetti) e Gable rifiutò la controfigura per le scene del tifone in cui deve bloccare il compressore al cui interno è nascosto l’oro cercato dai pirati.

Il castello maledetto

The Old Dark House
USA 1932, Universal
con Boris Karloff, Melvyn Douglas, Raymond Massey, Gloria Stuart, Charles Laughton, Lilian Bond, Ernest Thesiger, Eva Moore, Brember Wills, Elspeth Dudgeon
regia di James Whale



Theolddarkhouse


In una notte da tregenda nella sperduta campagna scozzese, Philip Waverton con la moglie Margaret e l’amico Roger Penderel trovano rifugio in una vecchia casa, abitata da due singolari personaggi; poco dopo anche un ricco imprenditore e la sua amica sopraggiungono in cerca di riparo. Tra Penderel e Gladys è colpo di fulmine mentre si scopre di più sui bizzarri abitanti della casa e l’energumeno muto Morgan, il maggiordomo.



Il castello maledetto intro


Dopo il grande successo di Frankenstein, il regista James Whale si dedica a questa commedia horror e nonostante la presenza di Boris Karloff nei panni dell’inquietante maggiordomo, il film ebbe scarso successo, soprattutto in America, tanto che già alla fine degli anni ’50 il film veniva considerato perduto e nel 1963 il regista William Castle ne girava un omonimo remake; solo nel 1968 vennero ritrovati i negativi nei magazzini della Universal e ristampati.
Whale s’ispira a Il Castello degli spettri di Paul Leni nel cercare una commistione tra i toni da commedia brillante e le suggestioni horror, se il film non ebbe fortuna al botteghino di certo fu fonte d’ispirazione per molta cinematografia a venire basta pensare ad Arsenico e Vecchi Merletti dove Raymond Massey interpreta uno psicopatico con la faccia di Frankenstein: l’attore ne Il castello maledetto è il giovane marito di Margaret, la diafana bellezza che attira le attenzioni del mostruoso Morgan / Boris Karloff.



Ilcastellomaledetto


Le suggestioni del cinema espressionista sono notevoli: ho notato un’impressionante somiglianza tra il codardo Horace Femm e Lord Melo di Genuine firmato da Robert Wiene; pur derivando il proprio stile da quello espressionista, Whale si permette uno sberleffo quando Margaret, rimasta sola nel salone si mette a giocare alle ombre cinesi.
A funzionare ancora oggi è proprio lo scarto tra i personaggi: le persone che trovano rifugio nella magione dei Femm sono giovani e calati nel presente: la bella coppia alla moda e l’amico vivono di rendita mentre  Sir William Porterhouse è un uomo che si è fatto da solo, vedovo si accompagna a una ballerina, Gladys Perkins in arte DuCane solo per avere compagnia, perché va bene essere in piena stagione Pre Code ma una ragazza, per essere impalmata da un ricco squattrinato, deve aver pure una parvenza di onestà anche se ammette di farsi mantenere dal ricco accompagnatore!



The old dark house specchi


I cinque giovani in perfetto stile anni ’30 riparando nella vecchia casa si trovano in una dimensione temporale avulsa dalla modernità dove regna ancora la superstizione, incarnata dalla vecchia Rebecca Femm, beghina intrisa di religione che ritiene il sesso la causa della sventura della famiglia e non esita a mostrare il suo disprezzo per le giovani donne che le sono piombate in casa.
Whale è bravissimo nel cogliere gli aspetti più ridicoli di questa figura, superlativa la scena della cena, e al contempo ne mostra il lato spaventoso: Rebecca deformata nello specchio mentre sproloquia su donnine compiacenti suggestiona Margaret inducendola a fuggire terrorizzata dalla stanza.



The old dark house


Anche Saul, il fratello pazzo liberato incautamente dall’ubriaco maggiordomo mostra un lato infantile quasi commovente prima di trasformarsi in un violento piromane e lo stesso Morgan che sublima nell’alcol le passioni suscitate dalla bella Margaret, rivela una profonda tenerezza verso il corpo di Saul, il pazzo che aveva sempre accudito.
Una curiosità: ad interpretare l’ultracentenario Roderick Femm fu scelta una donna, Elspeth Dudgeon accreditata però come John Dudgeon.