A Sabrina il film e’ piaciuto , ma non lo ha trovato
esaltante: visto che non posso sporcare la mia katana per certe piccolezze
e’stata “degradata” al ruolo di Ellen Drive.
In fondo era giustificata,
abbiamo incontrato altra gente al cinema che ha smitizzato anche a me il rito
sacro della visione: commenti piu’ o meno intelligenti a parte, la scelta del
posto.
Premesso che la sala in cui ci trovavamo aveva tre ordini di
poltrone paralleli mi e’ toccato sedermi (con mio profondo rammarico)
nell’ultima fila di un ordine laterale.
Omettendo tutto il discorso sulla
preferenza da dare ai posti centrali per un ottimo ascolto degli effetti
surround, il guaio e’ che a me piace sedermi nelle prime file: (se la sala e’
costruita con un certo criterio anche in prima fila) i motivi? in teoria il mio
svettante metro e sessanta che puo’ farmi impallare lo schermo dal primo
spilungone che mi siede (regolarmente) davanti, ma dato che questo comportamento
mi appartiene fin dalla piu’ tenera infanzia quando guardavo film a meno di
mezzo metro dallo schermo televisivo, credo che riveli la mia necessita’ di
essere “dentro” lo schermo, il bisogno di perdermi dentro la storia che si
riflette gigantesca sul telo bianco.