Ghosts of radio stars

Video killed the radio star dei Buggles, fu l’ultimo quarantacinque giri che comprai da ragazzina prima di passare ai piu’ seri LP e in questa mattinata agrodolce, impastata di serena malinconia per la fine del corso in radio, i fantasmi delle radio star affollano la mia mente ripensando alle sette settimane del corso di formazione organizzato dall’Assessorato delle Pari Opportunita’ della Provincia di Alessandria e Radio Gold .
Un’esperienza che mi ha dato molto: innanzitutto la riscoperta di un media, la radio, da cui mi ero allontanata da anni e che nel giro di qualche settimana e’ tornato prepotentemente protagonista dei risvegli e altri momenti casalinghi con la rivelazione di RadioRai di cui ormai ascolto praticamente tutto il palinsesto, da Consigli di borsa ad Hollywood Party per finire con l’adorabile Vasco de Gama la domenica mattina.
Anche sul piano umano ho ricevuto tanto, dall’entusiasmo della nostra insegnante, Monica Lanfranco e dal suo indefesso impegno per raccontare l’universo al femminile, (consiglio caldamente la lettura della sua rivista Marea) al confronto le compagne di corso, donne spesso completamente differenti per esperienze e bagaglio culturale.
Personalmente, la scoperta di poter di creare qualcosa e l’urgenza di farlo mi faceva incazzare come una biscia quando cozzava con la placida indifferenza delle ragazze che collaboravano al mio stesso progetto.
Tutto questo mi manca gia’ anche se ci siamo lasciate con la speranza di ritrovarci a fine inverno per riuscire a costruire almeno il numero zero dei nostri programmi radiofonici e piu’ che il mio progetto vorrei tanto che fosse portato a termine C’e’ del calcio in Danimarca, il programma di sport, ideato da Monica e Stefania, quasi una versione ironica e surreale del bel programma televisivo Sfide o che Federica dalle mille voci potesse incantare tutti con le sue esilaranti narrazioni di fiabe.

Se fossi Bree..

Se fossi Bree Van de Kamp probabilmente mi recherei di persona dai direttori dei supermercati che son solita frequentare e con la ferma grazia che sconfina nella minaccia, li inviterei a fare in modo che le cassiere siano adeguatamente informate sui prodotti in vendita nel centro commerciale e non utilizzino i clienti per soddisfare le loro ansie di sapere, certamente apprezzabili ma alquanto inopportune per l’acquirente che vuol solo andarsene a casa con la merce si’ duramente conquistata!
Non so se capiti solo a me di subire interrogatori sulla qualita’ di prodotti appena usciti, dal bonbon al detersivo, esperienza mortificante perche acuisce il senso di colpa gia’ latente per aver ceduto per l’ennesima volta alle false lusinghe della pubblicita’; poi basta acquistare piu’ di tre scatolette di cibo per animali che parte lo spirito animalista che e’ celato in ciascuna cassiera ed ella inizia a raccontarti dell’unico animale domestico che abbia mai visto, probabilmente in casa di una lontana prozia.. evabbe’!
Ma quando la cassiera passa almeno dieci minuti con in mano il volume che raccoglie tutte le fiabe di Capuana che tu hai appena acquistato perche’ in allettante offerta e mentre si sfoglia quello che ormai e’ il TUO libro ti pone intelligentissime domande che non riguardano il fatto che tu conosca il testo, ma, badate bene, se tu ne sia gia’ in possesso e tu sei costretta con sforzo sovrumano a dominare i muscoli facciali, trasformando i denti digrignati in una parodia di sorriso mentre rispondi che se l’avessi gia’ in casa molto probabilmente non lo (ri)compreresti e quando, fiera della tua distaccata ironia, sei praticamente certa che la tortura sia terminata, l’attenzione della sadica commessa viene attirata da una misera confezione di alchechengi che tu hai incautamente acquistato e ti tocca tenere anche una lezione di botanica per spiegare a quale specie appartenga il frutto e che sapore abbia allora si’ rimpiangi la passione per le Luger di Bree Van de Kamp!

Il trailer di Oliver Twist

Finalmente anche Oliver Twist, il film di Roman Polanski in uscita il 21 ottobre, ha un trailer degnamente scritto in lingua italiana!
Il commercial e’ molto tradizionale: immagini della pellicola alternate a didascalie su sfondo nero, nella versione piu’ lunga si dice che il film e’ diretto dal premio oscar Roman Polanski, interpretato dal premio oscar Ben Kingsley e tratto dal *capolavoro classico*di Charles Dickens…
Ora, io ho studiato francese alle medie e al ginnasio quindi non mi intendo molto di letteratura inglese, ma non sospettavo proprio che esistessero capolavori “non classici” di Dickens! Sono arrivata persino a pensare che la frase mal formulata volesse dire che il film e’ tratto dalla versione integrale del romanzo mentre il precedente film di Lean era tratto da una versione apocrifa.
Fortunatamente oggi ho visto una versione piu’ breve del trailer dove si omette di segnalare la presenza di Ben Kingsley e si dice che il film e’ tratto dal capolavoro di Charles Dickens: il mio cervellino balzano puo’ mettersi a riposo!

Diario di una cinefila di campagna

Che non senta piu’ parlare di crisi del cinema, di calo delle vendite dei biglietti!
Le sale cinematografiche dovranno certamente combattere con altri metodi di fruizione dei film e la crisi economica non e’ certo d’aiuto, ma anche gli esercenti hanno la loro buona dose di responsabilita’ e ve lo dice una che in un solo mese ha subito ben due cocenti delusioni!
Il castello errante di Howl che come tutti sapete e’ uscito in Italia con un anno di ritardo e solo grazie al Leone d’oro alla carriera attribuito quest’anno al maestro Miyazaki, e’ arrivato in una sola sala in tutta la provincia di Alessandria, tra l’altro la peggiore, l’occasione non era certo di quelle che permettono di fare gli schizzinosi e cosi’ avevo programmato di andare a vedermi questo capolavoro dell’animazione nipponica il mercoledi’, forte della certezza che da sempre i film stanno in cartellone una settimana e vengono cambiati il venerdi’. Non vi dico la trepidazione con cui ho atteso che arrivasse il giorno fatidico, ma la sera in questione ho avuto uno strano presentimento e cosi’ prima di uscire ho telefonato alla sala per avere conferma, mi ha risposto la segreteria telefonica che con voce serafica annunciava che il cinema era chiuso per ferie mercoledi’ e giovedi’ e avrebbe riaperto venerdi’ con la proiezione de I fantastici 4… Ferie?FERIE??? Era la seconda settimana di settembre e tutti i cinema di Alessandria erano stati chiusi da meta’ luglio ad una decina di giorni prima!!!
L’ultima disavventura l’ho avuta ieri sera: avevo deciso di vedere I giorni dell’abbandono che nonostante i fischi della critica mi incuriosiva. Avevo organizzato di andarci in solitaria al primo spettacolo previsto alle 20,15, ero uscita prima per fare anche la spesa all’Esselunga e all’ora convenuta sono davanti al cinema. Che trovo sprangato.
Ora, per una serie di motivi che e’ troppo lungo spiegare tutti i miei orologi sono avanti dagli 8 ai 3 minuti per cui avendo sempre un’idea molto vaga del tempo, presumo di essere arrivata troppo presto e decido di restare ad aspettare.. Il cinema in questione e’ quello del dopolavoro ferroviario nei cui locali sono ospitati anche una palestra, un bar piuttosto squallido e corsi di diversa natura, evidentemente molte di queste attivita’ iniziano alle 20,30 perche’ nel parcheggio (privato) inizia un viavai di macchine e ovviamente l’unica babbea che se ne resta seduta in auto con fare sospetto e’ la sottoscritta, suscitando gli sguardi incuriositi dei passanti: nella migliore delle ipotesi mi hanno preso per una che faceva la posta al fidanzato, nella peggiore per una terrorista, ovviamente il problema non e’ il giudizio degli altri ma il senso di ridicolo autoreferenziale, il chiedersi sempre piu’ insistentemente che cavolo ci sto facendo qui? Per farla breve dopo le 20,40 faccio un altro giro di ricognizione davanti alla porta sempre sprangata del cinema e poi me vado con le pive nel sacco. Non contenta, appena rientrata in casa provo a chiamare al cinema il cui telefono squilla inesorabilmente a vuoto ed io giuro (braccio alzato verso il cielo come Scarlett O’Hara) di frequentare solo multiplex d’ora in poi, ecco!

trasloco 2

Ebbene si’,  l’ho fatto di nuovo:  ho ri-traslocato il blog!
In realta’ su splinder mi trovavo piuttosto bene ma forse ci sono arrivata in maniera troppo precipitosa  dopo l’ignominiosa debacle di excite.
Ma non e’ il caso di rivangare il passato o di cercare  motivazioni psicologiche che stiano dietro al mio girovagare per piattaforme: semplicemente  ora abito qui, al vostro buon cuore tenerlo a mente..

.. e l’Africa?

Makepoevryhistory

Mi capita ancora, raramente, in verità, di vedere lo spot Make povery history, quello con attori e cantanti che schioccano le dita ogni tre secondi
per ricordare che in Africa i bambini muoiono con tale ritmo.
Dopo i fatti di Londra quel problema che sembrava pressante e
forse vicino ad una soluzione e’ diventato obsoleto: le priorità del mondo occidentale sono cambiate.
Che cosa abbia concretamente deciso il G8 a favore dell’Africa è andato perso nel bailamme mediatico seguito al 7 luglio, mentre sarebbe stato un modo per onorare le vittime londinesi e dare un senso alle loro morti, quello di uscire dagli incontri con l’immediata attuazione di un tentivo serio di risolvere il problema della totale indigenza africana, perché la vera battaglia è lì, se è vero quello che raccontava un giornalista (di cui purtroppo non ricordo il nome) ospitestamane a Cominciamo bene e cioè che nell’Africa sub sahariana la maglietta più diffusa reca l’effige di Bin Laden e molte vie o negozi di villaggi sono intitolati al leader terrorista, che viene visto come l’unica persona che, in un modo certamente distorto, si leva a criticare l’arroganza occidentale.
Non distogliere l’attenzione dall’Africa è forse il modo migliore per combattere il terrorismo, se non altro eliminando un bacino di potenziale manovalanza per Al Qaeda.

requiem per un cinema

Per chi, come me, veniva da fuori citta’ era la
sala cinematografica piu’ facilmente reperibile , data la sua posizione
strategica, accanto all’Arco di Marengo.
Personalmente la trovavo una sala molto elegante, con la grande
scalinata in legno a cui lati erano posizionate le vetrine espositive
dei negozi: vecchio espediente pubblicitario delle sale
cinematografiche, quello di mettere in mostra gli oggetti dei negozi
piu’ chic della citta’ oggi praticamente scomparso: perche’ mettere
qualcosa in mostra se non la puoi vendere e quindi ricavarci subito
della moneta sonante?

A suo modo era anche una sala di concezione moderna ricavata nel
piano sotterraneo dell’edificio, formata da un unico ambiente
digradante verso lo schermo: la distinzione tra galleria e platea era
data da uno spazio piu’ ampio tra le poltrone, per cui, quando c’era
ancora una differenza di prezzo tra i due settori anche gli amanti
della galleria furbamente risparmiavano e si accomodavano in platea.

Aveva una gestione familiare: la moglie alla cassa e il marito che
strappava i biglietti, ormai erano anziani e negli ultimi anni la
programmazione iniziava alle 22,10 anziche’ alle 22,30.

Avevano la fama di persone un po’ burbere, ma non deve essere
stato facile portare avanti un cinema traverso le varie crisi del
settore cinematografico dagli anni ‘70 ad oggi: ricordo una volta in
particolare: sul giornale avevo letto la programmazione di un film
italiano, Senza Pelle credo, e quando arrivammo al cinema
scoprimmo che la proiezione era cambiata in favore di non so piu’ quale
blockbuster americano che vedemmo comunque, mentre eravamo alla cassa
feci notaee alla signora che il giornale riportava un altro film e lei
piu’ rassegnata che stizzita mi rispose che nessuno era venuto a
vederlo.

Ora il Cinema Corso e’ chiuso, ingenuamente pensavo per restauri,
ma leggendo il cartellone dei lavori ho appreso tristemente che
diventera’ un parcheggio.

Sfogo

Mi sono stufata di sentire tavole rotonde che propongono l’adozione come alternativa alla fecondazione eterologa: alla base della scelta dell’adozione stanno motivazioni profondamente diverse da quelle che portano una coppia a decidere la via della fecondazione, di qualsiasi natura essa sia.
Visto che molti schieramenti proclamano di avere a cuore i diritti del futuro nascituro, ricordiamoci ancora una volta i diritti delle persone gia’ nate e che per colpa di poverta’, guerre, malattie o semplice sfortuna hanno perso la famiglia: questi bambini non sono li’ per sopperire alle voglie di maternita’ del ricco mondo civilizzato, ma hanno il diritto ad avere una famiglia amorevole che ABBIA voglia di occuparsi di loro a prescindere dalla capacita’ dei potenziali genitori di procreare come conigli anche per via naturale.