Roma: Antonello da Messina

Gatto4_1 Sabato scorso era il mio compleanno, ed ho deciso di regalarmi un finesettimana a Roma per vedere la mostra dedicata ad Antonello da Messina .
Effettivamente ero stata nella Citta’ Eterna durante una gita con le suore, di cui ricordo poco o niente. Cosi’ si potrebbe dire che questa e’ stata la mia iniziazione romana e la prima cosa che mi ha colpito e’ la luce meravigliosa che avvolge la citta’ (ovvio che si spostasse l’industria cinematografica da Torino a Roma!) poi i gatti, padroni incostastati delle zone archeologiche o tranquilli inquilini di Trastevere, ma sempre grossi e scazzati.
Anche la cucina romana e’ squisita: io che non ho mai mangiato un carciofo in vita mia mi sarei strafogata di carciofi alla giudia!
Poi ci sono i monumenti: dalle vestigia romane ai ghiribizzi barocchi, dagli scorci pittoreschi che sbucano fuori inapettatamente anche nel piu’ terribile caos cittadino.. devo proprio ammettere che mi sono innamorata di Roma, ma che dire di Antonello?
Era gia’ il mio pittore preferito, pero’ avevo avuto la fortuna di vedere dal vero solo il San Girolamo nello studio; trovarmi faccia a faccia con la sua quasi completa produzione e’ stato piu’ che emozionante, infatti mi e’ scappata pure qualche lacrimuccia di commozione.

Ritrattiantonello A colpire piu’ ancora che la perfezione stilistica e anatomica e’ la bellezza dei volti: Madonne non trasfigurate dalla grazia, ma pure leggiadrie virginali dai tratti tipicamente mediterranei; la finezza piscologica dei ritratti maschili che visti da vicino stregano: la leggenda vuole che il sardonico Ritratto di ignoto marinaio abbia fatto per anni da decorazione ad uno sportello di una farmacia siciliana e che la figlia dello speziale un giorno abbia tirato un oggetto contro il quadro, stanca di dover sopportare quello sguardo beffardo: guardando da vicino, in questo ritratto come negli altri, si nota un contrasto tra l’espressione degli occhi e quello della bocca: qui gli occhi sono maligni e il sorriso strafottente, nel Ritratto Trivulzio, il cipiglio e’ sussiegoso ma la piega della bocca molto triste e poi c’e il Ritratto d’uomo della Galleria Borghese, chiaramente un venditore, dall’aria furbastra: non comprerei mai un’auto da quell’individuo!
E infine il capolavoro assoluto de L’Annunziata, perfetto nel rigore geometrico e nell’introspezione psicologica, trovarsi davanti a quella mano che pare respingere le profferte dell’angelo mentre la sinistra si stringe il velo alla gola mi ha fatto pensare che sublime regista sarebbe stato Antonello se fosse vissuto nel nostro tempo!

Annunziataantonella

..poi si domandano perche’..

Vetrate1Il 2 giugno mi sarebbe piaciuto scrivere qualcosa sui sessant’anni della Repubblica, magari manifestando il mio disappunto di donna che da 60 anni ha acquisito poco piu’ del diritto di metter una crocetta su una scheda, invece sono andata a una comunione, si avete letto bene: di venerdi’ e in una delle poche feste civili del Paese si celebrano le Prime Comunioni.. evvabeh!
Come se non bastasse la chiesa era brutta, una di quelle brutte chiese rifatte in malo modo dove all’interno si vedono le macchie di umidita’ che traspaiono dal cemento soprastante, e sul sagrato ci sono due assurdi leoni di fattura orientale che suscitano il mio piu’ vivo sconcerto, anche perche’ a cinquanta metri c’e’ una vecchia dignitosa chiesa che resta sempre chiusa; vorrei precisare che l’afflato mistico non mi viene solo davanti alla Cappella Sistina: ci sono certe piccole chiese di campagna senza affreschi , ad una sola navata, del piu’ comune similbarocco italiano dove l’anima ti prende il volo, basta che tu abbia un minimo di sensibilita’; invece le chiese moderne le trovo orripilanti, sempre.
Due settimane fa ho partecipato ad un Battesimo in un’altra chiesa sempre malamente rifatta: era a elle, neppure a croce latina, ma almeno li’ il prete aveva una certa umanita’, mentre il parroco della comunione era piuttosto suscettibile e ha sbattuto fuori in malomodo una signora con bimba urlante perche’ interrompeva la sua omelia, sottolineo: non la liturgia, ma il suo pistolotto, nel quale aveva inserito il medesimo aneddoto su Napoleone che trent’anni fa dissero anche la mia comunione: pare le nelle sue memorie il grande Corso sostenga che il giorno piu’ bello della sua vita sia stato quella della Prima Comunione: mi piacerebbe sapere se e’ il pezzo forte di tutte le celebrazioni delle zone dove Bonaparte ha messo piede!
Dopo pochi secondi dalla sfuriata, un cellulare ha squillato a lungo senza provocare la minima reazione nel celebrante: volevo quasi dar vita ad una rivolta facendo squillare il telefonino di tutti quelli che conoscevo, ma ho lasciato perdere. Pero’ la cacciata dell’infante urlante mi ha veramente irritata sara’ che il mio parroco diceva sempre che Dio ha uno strumento che trasforma gli urli o i canti stonati in voci angeliche, e per il fatto che son stonata e mi piace cantare quest’immagine mi ha sempre molto affascinata, poi d’estate con il portone aperto la Messa era accessibile anche ai cani, e non e’ una battuta.
Insomma all’uscita ho visto sul sagrato questa povera signora con la bimba che aveva un’aria molto affranta e mi ha fatto una gran pena: magari era la mamma di un bambino che stava ricevendo l’Eucarestia per la prima volta e non ha potuto neppure assistere.
Ma il prete piu’ nazi che abbia mai incontrato l’ho visto quest’estate al Santuario di Caravaggio. Il fatto e’ che son figlia di agricoltori e quindi d’estate non si andava in vacanza perche’ era il momento in cui mio padre aveva maggior lavoro, l’unico giorno di svago era il giorno di ferragosto che e’ la festa dell’Assunta e mia madre che era molto religiosa ci portava in pellegrinaggio per santuari. Adesso io ho un rapporto molto conflittuale con la religione, pero’ mi e’ rimasta questa tradizione di andare per santuari mariani il giorno di ferragosto; quest’ anno sono andata a Caravaggio: artisticamente non e’ che mi abbia impressionato piu’ di tanto ma dietro l’altare c’e’ una specie di conca (una v rovesciata.. il santo vaso.. il sacro femminino) dove la tradizione vuole che sia apparsa la Madonna: in quel punto si prova davvero un forte moto di spiritualita’ nonostante la messa, che io sentito solo in parte, fosse celebrata da un prete che ha scandito il credo con un tono da ultra’: credo nella chiesa..u-na! sa-nta ! romana cattoli-ka a-po-stoli-ka!
Poi di recente ho scoperto che ben due persone che conosco, frequentazioni delle scuole elementari, hanno ottenuto l’annullamento del matrimonio: basta andare in un apposito ufficio con due o tre testimoni che confermino che hai scoperto solo dopo il matrimonio che la tua ex dolce meta’ non vuole figli e visto che scopo del matrimonio e’ la creazione di una famiglia (non lo fo per piacer mio ma lo fo per piacere a dio) il matrimonio e’ sciolto..mah! io ero rimasta al gran putiferio sollevato dall’annullamento del matrimonio di Carolina di Monaco con Philippe Junot e sotto sotto ho sempre pensato che solo i regnanti potessero ottenere l’annullamento.
Ecco, tra gli scempi architettonici delle chiese moderne e questi esempi di preclara cristianita’ che trovi in giro, io non e’ che mi stupisco piu’ di tanto se poi la gente preferisce credere a Il codice da Vinci..

Donne.. du du du

Dall’intensa ma deludente vita sociale della settimana appena trascorsa ho evinto che, suo malgrado, una over trenta fidanzata nutre sempre un recondito senso di superiorita’ verso una over trenta single ma questo e’ un nulla infinitesimale rispetto alla spocchia che trasuda da una over trenta sposata con prole, soprattutto se vive in villa di proprieta’ in zona collinare.

Le parole sono importanti

BertinottiE’ da poco finito il discorso d’insediamento di Fausto Bertinotti come Presidente della Camera dei Deputati: non voglio commentare un’orazione che condivido, ma sottolineare la capacita’ di Bertinotti di sostenere un ragionamento in un perfetto linguaggio sessuato, non solo all’inizio si e’ rivolto, con la galanteria che lo distingue, prima alle deputate e poi ai deputati ma in ogni occasione necessaria ha citato prima il femminile e poi il maschile.
Ho notato questa particolarita’ dato che il corso radiofonico che ho seguito quest’anno aveva tra gli obiettivi principali quello di spingerci (essendo rivolto a donne) verso un linguaggio sessuato, devo confessare che ascoltavo con sufficienza le tiritere della nostra insegnante sulla necessita’ di rivolgersi sempre agli ascoltatori ed alle ascoltatrici perche’ la grammatica italiana vuole che in caso di plurale misto si usi il maschile e ho sempre cercato delle scappatoie usando termini non determinati come “persone”, ma devo riconoscere che ascoltare un discorso di alto profilo politico rivolto chiaramente ad un pubblico femminile e ad uno maschile, mi ha fatto cogliere alcuni aspetti che finora avevo sottovalutato, per cui grazie Presidente Bertinotti!

22/04/06: manifestazione antitav in Val Scrivia

Il movimento antitav e’ associato alla Val Susa, ma anche qui, nel basso Piemonte il progetto dell’alta velocita’ non e’ amatissimo e sabato scorso c’e’ stata una manifestazione di protesta, ce la racconta Daniela, mia collega radiofonica non che insuperabile mixerista!

SIAMO FUORI DAL TUNNEL…?! 
NotavarquataOre 15.15: parte la manifestazione NO TAV dalla Piazza Coppi di Serravalle Scrivia e si dirige verso Arquata Scrivia meta del corteo al ritmo di uno scanzonato “no global” che con fisarmonica in spalla allietava la marcia con un canzone a tema… (vedi titolo).. 
Sono andata senza avere in mano una tessera di partito o sindacato, senza essere anarchica, senza avere un pezzo di terra che mi esproprieranno o una casa da buttare giù… senza che mi sia venuto in mente di dire “not in my backyard” come la filosofia NIMBY esplicita
Sono andata perché viaggio in treno da quando avevo 19 anni e ora dopo 12 anni penso e sono convinta che la qualità del servizio reso dalle ferrovie dello stato sia estremamente peggiorata e credo che una nuova tratta così pianificata e costosa non sia un’equa soluzione…
Sono andata perché il mondo in cui viviamo è sempre più menefreghista e l’egoismo e l’individualismo primeggiano ovunque…
Sono andata perché ho studiato tanti anni affinché si trovino soluzioni che compromettano sempre meno il nostro ambiente circostante e disseminare di cave il territorio della provincia di Alessandria non mi sembra il modo si risolvere problemi logistici…
Sono andata, perché voglio  credere che esista ancora la possibilità di esprimere la propria opinione in modo onesto, diretto e pacifico… senza che per forza si debbano lanciare lacrimogeni… 
Tutto è andato come me lo aspettavo, un marcia tranquilla con qualche coro tematico e tanta bella gente di tutte le età. Erano presente anche sei sindaci, dei quali però, cinque provenienti dalla Val Susa e uno solo dal nostro territorio: il Sindaco di Lerma che va quindi ricordato  per la tenacia e la solitudo in cui i suoi colleghi locali lo hanno lasciato.. 
Su una cosa, però, voglio porre l’attenzione…
Entrando in Serravalle con il corteo, è stato veramente triste trovare solo due negozi aperti in tutta Via Berthoud e per questo penso sia giusto testimoniare la fiducia di questi due commercianti che hanno tenuto aperto la loro attività nonostante le paure fomentate e i fantasmi inventati fossero tanti…
La PASTICCERIA CARREA di Francesco Carrea che mi ha servito un fantastico sacchetto di “BRUTTI MA BUONI” mentre la folla gli gridava BRAVO CHE SEI APERTO!
NON SOLO LUPI un negozio di articoli per animali  
Ad Arquata l’impatto è stato identico, ancora paura e diniego presso il supermercato LiDL del centro LE VAIE, che aveva chiuso le porte d’ingresso, senza affiggere neppure un cartello che modificasse il suo orario di chiusura e mentre la gente dentro continuava allegramente a fare la spesa…
Al tentativo di alcuni di noi di entrare per comprare una bibita dissetante ci si è sentiti rispondere che il Direttore aveva dato disposizioni di chiudere alle cinque ed erano già oltre orario (le 17,15) ma a mio avviso il problema era un altro…
A parte questo unico neo, tutta a cittadina di Arquata Scrivia era in festa o almeno così è sembrata e i negozi erano normalmente in attività, bar compresi.
Vi lascio con questi pochi spunti di riflessione sperando qualcuno sappia darmi una motivazione razionale e soprattutto ragionata del comportamento di chiusura di alcuni nostri concittadini verso un corteo che esprimeva esclusivamente un’opinione nel modo meno invasivo  e più ecologico che si conosca… camminando!
E quanto è stato bello percorrere strade conosciute, ma percorse in prevalenza ad alte velocità e con mezzi meccanici  e riscoprire il mondo che ci circonda e ci appartiene.

Vent’anni dopo

Bonsai1_1Sono tornata a ronzare all’Euroflora dopo vent’anni dalla prima volta che ci ero stata. Di quella esperienza mi era rimasto un ricordo di fiori superbi e solitari lungo corridoi cupi e soffocanti dove il profumo dolciastro delle camere mortuarie la faceva da padrone.
Quest’anno l’atmosfera era completamente diversa: niente follie esotiche o esposizioni di piante rarissime ma un gioco cromatico e di composizioni (vent’anni fa si chiamavano ancora ikebana) con fiori “normali”, accanto ai quali c’era sempre un cartello che ricordava in quale stand fossero in vendita.
Con il moroso si osservava questa profonda differenza tra le fiere odierne (in qualsiasi settore) e quelle dei mitici anni ottanta: allora era sempre un trionfo di curiosita’, prototipi e azzardi per stupire il pubblico, oggi si punta su questa artificiale naturalezza da portarsi a casa con relativamente modica spesa: segno dei tempi magri che stiamo vivendo o frutto della globalizzazione che ormai non permette di stupirsi piu’ di nulla? Forse un misto di entrambi..
Di certo l’edizione di quest’anno verra’ ricordata per il continuo flash di telefonini e macchinette digitali: a parte qualche spodarica foto ricordo con alle spalle un giardino ricostruito, era un tripudio di macchine digitali rigorosamente in funzione macro con l’aspirante fotografo contorto in posizioni assurde per portarsi a casa il ricordo piu’ originale ed io morivo dalla voglia di avvicinarmi per dare una gomitata nelle costole nel fatidico momento del clik e dire con aria complice: “Flikr anche lei, eh?”

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Chernobyl_1Esattamente vent’anni fa esplodeva il reattore di Chernobyl, ma in Italia la notizia si seppe parecchio tempo dopo, non rammento la data esatta ma ricordo perfettamente il momento in cui ne venni a conoscenza: era una bella serata di fine maggio, io e mio padre ci stavamo preparando la cena mentre andava il Tg2 delle venti, laconicamente lo speaker diede la notizia e alcune raccomandazioni di ordine sanitario, in particolare di evitare il consumo di verdura a foglia larga, guardammo la lattuga e i pomodori gia’ pronti nei piatti, appena colti dall’orto e in silenzio continuammo a mangiarli, con la rassegnata, atavica caparbieta’ della razza contadina che sfida imperterrita la natura e la stupidita’ umana.

Sensazioni

La baldanzosa speranza del pomeriggio che si trasforma in un mesto rientro sotto la pioggia dopo aver sentito per radio la sesta proiezione Nexus e le illusioni svaniscono come lacrime nella pioggia, per citare un altro Nexus6; una mezza tromba d’aria nella notte, il risveglio nella confusa certezza (?) di una vittoria risicata e un nervoso fremente che non si placa neppure adesso perche’ la certezza e’ una sola: il berlusconismo ha vinto (che mi frega a me del nanerottolo!).
Ha vinto nella celebrazione che tutti i politologi e massmediologi fanno delle capacita’ comunicative di Berlusconi esaltando la sua eccezionale (?) campagna politica incentrata sull’eliminazione dell’ICI, quindi su una bugia: e questa sarebbe la politica? la Res Publica trasformata in una merce da baraccone in mano ad un imbonitore che nel vecchio West sarebbe stato impiumato ed incatramato, appena scoperto?
Ha vinto nella triste parata della sinistra alle tre di notte con Prodi che scandisce la vittoria, giocando ancora una volta con le parole e le immagini, seguendo lo squallido solco tracciato dal demonizzato nemico, dalla sua eredita’ che ci pesera’ sulle spalle per anni: quanto sarebbe stato piu’ dignitoso mandare la gente a casa e rinviare il tutto a spoglio completato!
Ha vinto in quel riscatto venuto da lontano, da quegli italiani d’oltremare che invece di rimpiangere pizza e mandolini con uno scatto d’orgoglio cercano di liberare il Paese natio dal pantano di ridicolo in cui affonda a livello internazionale.
Ovviamente spero con tutte le mie forze che la coalizione duri e possa governare dimostrando onesta e dignita’ politica, ma oggi e’ davvero difficile non sentirsi sconfitti, comunque.

Antonello da Messina

Nella prima meta’ degli anni ‘90 frequentavo un corso di antiquariato in quel di Torino ed e’ li’ che mi sono innamorata di Antonello da Messina: il professor Cottino (ora direttore del Museo Accorsi) inseri’ la prima diapositiva e poi si mise a parlare con alcuni studenti.
Restai dieci minuti buoni a fissare quel volto, smarrendomi nella malinconica tristezza di quegli occhi.
Da quel giorno Antonello da Messina divenne il mio pittore preferito: praticamente un colpo di fulmine che mi avrebbe riservato le meravigliose sorprese de L’annunciata ed il Ritratto Trivulzio che e’ praticamente identico a mio zio Giuseppe.



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E’ con una fitta al cuore che ho appreso leggendo la recensione di Exibart sull’importante mostra che Roma dedica ad Antonello che l’appuntamento con il mio primo amore e’ rimandato: il Salvator Mundi e’ tra le pochissime opere non esposte .

Antonello da Messina
Roma – Scuderie del Quirinale, via XXIV Maggio 16
Dal 18 marzo al 25 giugno 2006

Eclisse

Nonostante le due paia d’occhiali da sole sovrapposti (entrambi graduati, per un totale di sei diottrie) e l’uso di un filtro ( ehm..una custodia per cd arancione) ho rischiato la cecita’ cercando di fotografare l’eclissi che qui praticamente non si e’ vista. Nulla a che spartire con quella dell’agosto 1999 quando al parziale calare della luce solare i piccioni si son messi a dormire con il capino sotto l’ala risvegliati pochi minuti dopo dal gallo del vicino che ha salutato con un sonoro chicchirichì’ il ritorno della luce.
L’unico sole che mi e’ riuscito di immortalare degnamente e’ la forsithya in piena fioritura.






.. primavera non bussa, lei entra sicura..

Sur le pont d’ Avignon

84530459_996b54ad9eMica lo sapevo che del famigerato ponte restano poche campate che non arrivano neppure all’Ile de Barthelasse! Nonostante questo e nonostante le numerose spiegazioni del fatto che, checche’ ne dica il famoso brano d’operetta, sul ponte non si e’ mai danzato ma si si ballava sotto di esso, io qualche passo di gavotta l’ho accennato (ecco i risultati di una buona educazione cattolica!)
Avignone e’ una citta’ molto affascinante permeata dalla cultura gotica (non per nulla e’ gemellata con Siena) oltre al ponte di St. Benezet e al Palazzo dei Papi, imperdibile e’ il Petit Palais con la sua quadreria di scuola italiana e avignonese del XIII e XIV secolo, in particolare, come tiene a specificare il gentilissimo  capo dei custodi  di origine italiana, la collezione vanta un Madonna del Botticelli e una Sacra Conversazione del Carpaccio; ma provo a raccontare la citta’ per immagini con il mio nuovo account flickr (ecco i risultati di un costante bloggeraggio!)
Appunto cinefilo: anche in Francia continua la quaresima cinematografica santificata da Narnia, Chicken Little e Vizi di famiglia