requiem per un cinema

Per chi, come me, veniva da fuori citta’ era la
sala cinematografica piu’ facilmente reperibile , data la sua posizione
strategica, accanto all’Arco di Marengo.
Personalmente la trovavo una sala molto elegante, con la grande
scalinata in legno a cui lati erano posizionate le vetrine espositive
dei negozi: vecchio espediente pubblicitario delle sale
cinematografiche, quello di mettere in mostra gli oggetti dei negozi
piu’ chic della citta’ oggi praticamente scomparso: perche’ mettere
qualcosa in mostra se non la puoi vendere e quindi ricavarci subito
della moneta sonante?

A suo modo era anche una sala di concezione moderna ricavata nel
piano sotterraneo dell’edificio, formata da un unico ambiente
digradante verso lo schermo: la distinzione tra galleria e platea era
data da uno spazio piu’ ampio tra le poltrone, per cui, quando c’era
ancora una differenza di prezzo tra i due settori anche gli amanti
della galleria furbamente risparmiavano e si accomodavano in platea.

Aveva una gestione familiare: la moglie alla cassa e il marito che
strappava i biglietti, ormai erano anziani e negli ultimi anni la
programmazione iniziava alle 22,10 anziche’ alle 22,30.

Avevano la fama di persone un po’ burbere, ma non deve essere
stato facile portare avanti un cinema traverso le varie crisi del
settore cinematografico dagli anni ‘70 ad oggi: ricordo una volta in
particolare: sul giornale avevo letto la programmazione di un film
italiano, Senza Pelle credo, e quando arrivammo al cinema
scoprimmo che la proiezione era cambiata in favore di non so piu’ quale
blockbuster americano che vedemmo comunque, mentre eravamo alla cassa
feci notaee alla signora che il giornale riportava un altro film e lei
piu’ rassegnata che stizzita mi rispose che nessuno era venuto a
vederlo.

Ora il Cinema Corso e’ chiuso, ingenuamente pensavo per restauri,
ma leggendo il cartellone dei lavori ho appreso tristemente che
diventera’ un parcheggio.