A Better Tomorrow III

ABetterTomorrow3

Serata evento quella di stasera su La7 per i cultori dei film d’azione: intorno alla mezzanotte andra’ in onda A better Tomorrow III.
Il film inedito in Italia e trasmesso all’interno di un ciclo dedicato a John Woo, e’ il prequel del dittico A better Tomorrow I e II melo’ violento sul tema dell’amicizia e dell’onore.
A better Tomorrow e‘ il film che consacra l’icona di Chow Yun-Fat, stella del cinema romantico di Hong Kong nel ruolo di Marc Gor malavitoso sbruffone, dal caratteristico spolverino e i rayban, (Quentin Tarantino stesso confessa di aver adottato per mesi questo look dopo aver visto il fim) capace di morire per un patto di amicizia alla fine del primo episodio e riproposto come gemello di Marc nel secondo.
In A better Tomorrow III il personaggio di Marc è incontrastato protagonista; l’azione si svolge nel 1974 in Vietnam e scopriamo che la sua formazione alle armi e’ opera di una donna, interpretata dalla cantante e attrice Anita Sui, che alla fine gli regalera’ la sua divisa in impermeabile e occhiali.
A Better tomorrow 3Se A better tomorrow I e II nascono dal sodalizio, sempre controverso, tra John Woo e il regista produttore Tsui Hark, all’improvviso nella preparazione di questo prequel che nasce sull’onda del successo ottenuti dai due precedenti episodi, si verifica la rottura mai del tutto chiarita tra il regista cantonese e il produttore che passa anche dietro la macchina da presa.
Il prodotto che ne risulta e’ inferiore a quello a cui Woo ci aveva abituato, ma nel contempo egli puo’ lavorare al suo indiscusso capolavoro: The Killer.

Douglas Sirk su StudioUniversal

Parlando di Fassbinder e’ doveroso , forse scontato, citare
anche Douglas Sirk, il maestro del melodramma americano anni 50 che il regista
tedesco amava a tal punto da fare il remake di un suo film Secondo Amore,
dove un’ agiata vedova ancora piacente (Jane Wyman, prima moglie di Ronald
Reagan) si innamora del giardiniere piu’ giovane di lei. I figli della donna
ostacolano questo amore che pero’ riuscira’ a trionfare.
Fassbinder lo
trasforma in un melodramma dai risvolti sociali, infatti ne La paura mangia
l’anima
, la protagonista ancora piu’ vecchia e laida , semplice donna delle
pulizie, si innamora di un giovane marocchino provocando lo sdegno di tutto il
palazzo.
Alcune opere di Sirk sono in tournazione in questo periodo su
StudioUniversal, tra esse anche il suo capolavoro: Lo specchio della
vita
, uno dei film piu’ strappalacrime della storia del
cinema.

Narra la vicenda di una aspirante attrice teatrale rimasta
vedova con una figlia piccola, che, anche se in ristrettezze, accoglie come
governante una donna di colore nella stessa situazione.
Seguiamo l’ascesa al
successo di Lora contrapposto alla vita dura della tata Annie la cui figlia
dall’incarnato molto chiaro tentera’ di spacciarsi per bianca arrivando anche a
rinnegare la madre. Finale tragico con la figlia che si getta sulla bara della
madre implorandone un tardivo perdono.
La versione di Sirk e’ in realta’ il
remake dell’omonimo film di Stahl del 1934 con Claudette Colbert, ma oltre a
farne un melo’ fiammeggiante, un contrappunto tra la vita reale e la finzione
della vita teatrale, il regista porta avanti temi molto scottanti per l’epoca:
confronto razziale ed emancipazione femminile, confermando la sua tendenza a
servirsi dell’enfatizzazione melodrammatica per stigmatizzare i difetti della
middle class americana.

post nervosetto

Dall’editoriale di Film Tv uscito
oggi:
Contemporaneamente a Tarantino in salsa yakuza, uscira’ (..) il
nuovo film di Ermanno olmi, Cantando dietro ai paraventi. Paradossalemte i due
film hanno piu’ di un punto in comune, anche se non si somigliano per
niente.Hanno entrambi ragazze guerriere che si dilettano, piu’ o meno
sanguinosamente , di spada e di assalto all’arma bianca (..)sono ambientati in
Oriente e soprattutto ispirati da tempi, immagini e stili di pensiero orientali.
Ed e’ questo elemento che ci interessa specificatamente soprattutto perche’ Kill
Bill e Cantando dietro ai paraventi non sono due film “citazionisti”, ne’
ricorrono l’Oriente in quanto moda del momento. Entrambi rivisitano e assimilano
“motivi” dalle connotazioni universali e scoprono nella maniera orientale di
dirli quella piu’ attuale.

E in questa cavolo di citta’ che si vuole
proporre come capitale della critica col il festival della critica
cinematografica che iniziera’ il 23 ottobre

non c’e’
un corso di Tai Chi per non parlare dello Shaolin: continuiamo cosi’. facciamoci
del male..

post alcolico

Non amo i superalcolici, ma adoro il vino, il che e‘
giustificato anche dalle mie origini: sono mandrogna solo d’adozione ma
“montagnina” di famiglia.
Il vino piu’ buono che abbia mai bevuto era il
moscato che faceva mio nonno: ho sempre pensato che fosse parente stretto
dell’ambrosia degli dei, tanto era dolce e dal colore del miele.
A differenza
del cibo, per il bere mi lascio inebriare anche dal suono delle parole o dal
loro cote’ letterario: adoro il Pernod e il Pastiche perche’ ne ho letto
talmente tanto nei romanzi che berlo e’ vivere un racconto di Hemingway. Il
Mohito pensavo che l’avrei bevuto solo alla Boteghita del Medio se fossi andata
a Cuba, invece e’ stata la bevanda di tutta la scorsa estate in discoteca,
sempre perche’ ho deciso di inaugurare la stagione con un omaggio al grande
vecchio.
Ma torniamo ai vini scoperti in base alla melodia del suono: il mio
bianco preferito e’ l’Erbaluce di Caluso: scorri la lista dei vini e come fai a
non rimanere colpito da un nome cosi’particolare? Il gusto mantiene quel che il
nome promette: soavita’ nel sorseggio e gambe di piombo nell’alzarsi!
Altra
interessante scoperta e’stato il Ruche’ vino tipico del basso Monferrato, scelto
per la piacevole sonorita’ in una divertentissima serata al Caffe’ della Pesa a
Vignale,l’aroma fa dimenticare la Bonarda piu’ profumata.
In un osteria
specializzata in vini spagnoli in quel di Rivanazzano ho perso la testa piu’
volta con il Ramirez de la Piscina, rosso corposo che non a nulla a che vedere
con le acque azzurre che evoca.
Il Marzemino e’ entrato nella mia lista dei
favoriti perche’ in una trattoria di Bolzano nella descrizione si annotava che
addirittura Mozart lo citava in una sua opera.. e qualcuno avrebbe il coraggio
di smentire un genio?

radio desordre: riders on the storm

Riders on the storm
Riders on the storm
Into this
house we’re born
Into this world we’re thrown
Like a dog without a bone

An actor out alone
Riders on the storm

There’s a killer on the
road
His brain is squirmin’ like a toad
Take a long holiday
Let your
children play
If ya give this man a ride
Sweet memory will die

Killer on the road, yeah

Girl ya gotta love your man
Girl ya
gotta love your man
Take him by the hand
Make him understand
The
world on you depends
Our life will never end
Gotta love your man, yeah

Wow!

Riders on the storm
Riders on the storm
Into this
house we’re born
Into this world we’re thrown
Like a dog without a bone

An actor out alone
Riders on the storm

Riders on the storm

Riders on the storm
Riders on the storm
Riders on the storm

Riders on the storm

Alexander Platz

Per chi se lo fosse perso il lunedi’ nella programmazione di
fuori orario dopo Twin Peaks, e’ possibile recuperare la visione del capolavoro
televisivo di Fassbinder sul satellite: Raiworld mettera’ in onda i "13 episodi
piu’ un epilogo" tute le sere a partire da stasera alle ore 23.00
circa.

La vicenda e’ ambientata nella Germania degli anni 20,
racconta la storia di Frank, galeotto con 4 anni di prigione alle spalle per
aver ucciso accidentalmente la fidanzata. Egli cerca di rifarsi una vita nei
bassifondi dell’Alexander Platz, ma l’incontro con Reinhold segnera’ la sua
definitva rovina: prima perdera’ un braccio a causa sua e poi l’antagonista gli
uccidera’ l’amata Mieze,conducendolo alla pazzia.
Presentato al Festival di
Venezia nel 1980 il film ebbe un grande riscontro della critica.

PREMIO MONTAIGNE DELLA FONDAZIONE ALFRED TOEPFER STIFTUNG A ERMANNO OLMI



< Sabato 18 ottobre, alle ore 18, nella Sala Auguste del Cinema Lumière
della Cineteca del Comune di Bologna (via Azzo Gardino 65), verrà conferito al
regista Ermanno Olmi il Premio Montaigne 2003 istituito dalla Fondazione Alfred
Toepfer Stiftung F.V.S. di Amburgo.
La presentazione sarà tenuta da Tatti
Sanguineti, storico e critico cinematografico.
Il Premio Montaigne verrà
consegnato a Olmi dal rettoredell’Università di Tübingen Eberhard
Schaich.
Nel corso della cerimonia sarà presentato il backstage di Cantando
dietro i paraventi, il nuovo film di Ermanno Olmi che uscirà ufficialmente nelle
sale la prossima settimana.
Il Premio Montaigne è una iniziativa con la quale
la Fondazione Alfred Toepfer Stiftung F.V.S. di Amburgo premia, quest’anno, una
personalità di rilievo nel settore della cinematografia a sottolineare la vasta
portata del proprio raggio d’attività. Con il Premio, che è dedicato allo
scrittore e filosofo francese Michel E. de Montaigne, la Fondazione intende
conferire tutti gli anni un particolare riconoscimento a contributi eminenti
recati alla tradizione culturale nell’area linguistica neolatina.
Nella
motivazione del Senato Accademico Internazionale per il Premio a Ermanno Olmi si
legge, tra l’altro: "Olmi nei suoi film, L’albero degli zoccoli e Il mestiere
delle armi, traccia il ritratto della società europea moderna e delle sue
necessità. Nel gruppo ’22 dicembre’ nel quale vi sono registi, produttori,
autori e tecnici cinematografici, egli ha concorso allo sviluppo di una nuova
forma cinematografica volta a riflettere le condizioni sociali del mondo
rappresentato. Olmi rivela una certa predilezione per le riprese esterne, nonché
una particolare affinità con il mondo del lavoro e con l’influenza esercitata da
quest’ultimo sull’uomo. Tanti anni di collaborazione con attori non
professionisti, portata avanti fino a raggiungere una perfetta padronanza di
questa risorsa, conferisce ai suoi film un carattere di grande autenticità".

il cinema e l’arte contemporanea

Artecinema, che inizia oggi a Napoli, e’ una rassegna che si pone l’obbiettivo di
presentare al grande pubblico la realtà dell’arte contemporanea attraverso una
scelta di documentari sui maggiori artisti degli ultimi cinquant’anni.
Con
materiale proveniente dai maggiori musei del mondo, ad opera di diversi registi,
si vuole mostrare il lavoro degli artisti contemporanei attraverso interviste,
biografie filmati e narrazioni montate con materiali d’archivio.
Dieci
documentari al giorno per artisti come Alex Katz, David Hockney, Jeff Koons,
Agnes Martin, Antony Gormley, Matthew Barney, Chen Zhen, Anish Kapoor, George
Segal, Felice Varini, Georges Rousse, Carol Rama, Bill Viola, Vik Muniz; sugli
architetti Daniel Libeskind, Alvaro Siza, Louis Henry Sullivan, Spencer Tunick
Inaugura stasera uno speciale su Robert Capa

happy birthday to..

Compie oggi 78 anni Angela Lansbury, l’inossidabile Signora in
Giallo.
Prima di diventare una delle colonne del serial televisivo l’attrice
si costruisce una carriera di caratterista cinematografica di tutto rispetto con
tre nomintion agli Oscar e un Golden Globe vinto.
Per la sua bellezza
sbarazzina all’inizio della sua carriera e’ scelta per ruoli di co-protagonista
sfrontata e leggera come la cameriera di Angoscia che le valse la prima
nomination, un ruolo, simile ricopre anche nel colossal Sansone e
Dalida.