L’amore e il diavolo

L'amoreeildiavolo

Favola lieve della coppia Carne’ Prevert, girata durante
l’occupazione nazista (194
2)
ambientata inun medioevo magico dove il diavolo
invia due menestrelli (un uomo e una donna) a creare scompiglio nelle nozze
della figlia di un nobile. Come sempre il diavolo fa le pentole, ma..
Uno dei
film piu’ invisibili di tutti i tempi che muoio dalla voglia di rivedere.

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LA SENTENZA

L’attesa.
Se sei verace hai
luce e riuscita.
Perseveranza reca salute.
Propizio e’ attraversare la
grande acqua.

L’attesa non e’ un vano sperare . Essa ha la
certezza interiore di raggiungere la meta. Unicamente questa certezza da’ la
luce che da sola conduce alla riuscita. Cio’ porta alla perseveranza che reca
salute e conferisce la forza per attraversare la grande acqua.

Illuminatio de dentis vampirorum usis

Sara’ stata la visione dell’ennesimo film horror a farmi
capire che tra la mia personale idea di vampiro e l’iconografia generale dello
stesso c’era qualche discrepanza? Probabilmente.. saro’ andata a letto dopo aver
visto qualche splatter movie in cui era piu’ il sangue che usciva dalla bocca
del non morto che quello che ingeriva e improvvisamente mi sono resa conto che i
canini del nosferatu non funzionavano come credevo io.
Fino a quel giorno,
avevo associato la figura del vampiro ai rettili per cui mi pareva logico che i
canini avessero la stessa struttura dei denti dei serpenti velenosi: cavi, con
la sola differenza che mentre le vipere iniettano il veleno il vampiro sugge il
sangue: credevevo insomma che i canini fossero in fondo due sataniche
cannucce!
Comprendere che il vampiro in realta’ morde e poi ingerisce il
sangue come se bevesse da una fonte, me li ha resi molto meno
affascinanti.

risposta a
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Anything else

Anythingelse

Non sono mai stata un’ammiratrice dei film di Woody Allen, e anche in quest’ occasione il giochino delle battute scoppiettanti ha finito con l’annoiarmi ben presto: sara’ un mio limite ma nel suo stile ci trovo qualcosa di forzato, come se le battute non stessero al servizio della storia, ma fosse la vicenda a prendere certe direzioni per dar modo ad Allen di mostrarci i suoi artifici verbali.
Premesso cio’ mi ha colpito il pessimismo latente di questa storia, incarnato dal ruolo del sessantenne svitato che Allen si e’ ritagliato: allergico alla psicanalisi (!), ossessionato da complotti inesistenti e spaventato dalla violenza imperante in America. Alla fine, dietro suo consiglio il protagonista lascera’ New York alla volta della California: se anche il cantore per eccellenza della Grande Mela e’ spaventato, quanto sono feriti gli USA?