Douglas Sirk su StudioUniversal

Parlando di Fassbinder e’ doveroso , forse scontato, citare
anche Douglas Sirk, il maestro del melodramma americano anni 50 che il regista
tedesco amava a tal punto da fare il remake di un suo film Secondo Amore,
dove un’ agiata vedova ancora piacente (Jane Wyman, prima moglie di Ronald
Reagan) si innamora del giardiniere piu’ giovane di lei. I figli della donna
ostacolano questo amore che pero’ riuscira’ a trionfare.
Fassbinder lo
trasforma in un melodramma dai risvolti sociali, infatti ne La paura mangia
l’anima
, la protagonista ancora piu’ vecchia e laida , semplice donna delle
pulizie, si innamora di un giovane marocchino provocando lo sdegno di tutto il
palazzo.
Alcune opere di Sirk sono in tournazione in questo periodo su
StudioUniversal, tra esse anche il suo capolavoro: Lo specchio della
vita
, uno dei film piu’ strappalacrime della storia del
cinema.

Narra la vicenda di una aspirante attrice teatrale rimasta
vedova con una figlia piccola, che, anche se in ristrettezze, accoglie come
governante una donna di colore nella stessa situazione.
Seguiamo l’ascesa al
successo di Lora contrapposto alla vita dura della tata Annie la cui figlia
dall’incarnato molto chiaro tentera’ di spacciarsi per bianca arrivando anche a
rinnegare la madre. Finale tragico con la figlia che si getta sulla bara della
madre implorandone un tardivo perdono.
La versione di Sirk e’ in realta’ il
remake dell’omonimo film di Stahl del 1934 con Claudette Colbert, ma oltre a
farne un melo’ fiammeggiante, un contrappunto tra la vita reale e la finzione
della vita teatrale, il regista porta avanti temi molto scottanti per l’epoca:
confronto razziale ed emancipazione femminile, confermando la sua tendenza a
servirsi dell’enfatizzazione melodrammatica per stigmatizzare i difetti della
middle class americana.