Frank

Frank Jon, impiegato con velleità da musicista, del tutto fortuitamente si trova a sostituire il tastierista di una band che suona nella sua città. Il complesso dal nome bizzarro, Soronprfbs, fa musica altrettanto strana, d’avanguardia e il cantante si esibisce con un enorme testa di carta pesta. Dopo qualche tempo Jon viene ricontattato per unirsi al gruppo e scopre che Frank non si toglie mai la testa finta..

Una commedia esilarante dalle folgoranti battute, ricca di humor nero che sa essere una riflessione sull’arte e sul bisogno di affermazione dei musicisti. Jon rimane incantato dalla genialità di Frank quanto il bizzarro cantante si lascia irretire dall’idea di esibirsi davanti a un pubblico che ami la sua musica, l’esito sarà disastroso rivelando anche la vera identità di Frank. La scoperta sarà ancora più scioccante per Jon che finalmente capisce che il talento non è frutto di una vita infelice (restava nel gruppo dov’era palesemente odiato solo per scontare l’infanzia serena) e che i simili si supportano tra loro, anche dal punto di vista creativo.
Un percorso formativo che si svolge in una baita persa nei boschi irlandesi dove gli Soronprfbs compongono il loro disco (a spese di Jon che spontaneamente mette a disposizione il gruzzolo ereditato dal nonno) e nel tentativo di tournée americana nata sull’onda delle visualizzazioni sul canale youtube dove Jon teneva un diario delle registrazioni all’insaputa degli altri. Anche l’elemento social così predominante nelle carriere dei cantanti o aspiranti tali ha il suo peso in questa intelligente commedia che merita di essere vista a dispetto di una distribuzione minima nonostante nel cast abbia nomi di richiamo come Maggie Gyllenhaal e Michael Fassbender, molto validi entrambi anche come cantanti.

Pubblicita’ aliena

Ieri sera sono andata la cinema e piu’ che il film (l’orrendo Word Invasion) mi ha divertito la pubblicita’, sempre a tema fantascientifico. Quella di Greenpeace con le immagini amatoriali degli UFO che se ne vanno perche’ dopo aver dato un’occhiata al nostro pianeta lo trovano sempre piu’ inospitale, non e’ nuovissima ma mi ha convito a devolvere il 5X1000 di quest’anno all’associazione, ne approfitto quindi per pubblicare il codice fiscale di Greenpeace a favore di chiunque volesse seguire l’esempio: 97046630584


Il secondo spot e’ il divertentissimo The force, che la Wolkvagen ha realizzato per il Super Bowl 2011. E’ ormai notorio che la finale di football americano e’ il programma televisivo piu’ seguito negli Stati Uniti con spazi pubblicitari costosissimi per cui vengono formulati appositi commercial di cui vengono stilate classifiche. Questo della casa automobilistica tedesca diretto da Lance Acord (piu’ famoso come direttore della fotografia) e’ arrivato anche in Italia, anche se mezzo mondo ormai l’ha visto su YouTube e narra di un piccolo Darth Fenner sconsolato perche non riesce a far fluire la forza nel cane nella bambola (vestita come uno Jedi) e neppure ad attirare verso di se’ un panino ma quando arriva papa’ con la sua autovettura tutto cambia.. Tenerissimo.

Addio a Raimondo Vianello

Delle tre vite televisive di Raimondo Vianello, la prima in coppia con Tognazzi, la seconda in Rai con Sandra Mondaini e la terza, sempre in coppia con la moglie, a Mediaset, ho amato certamente di piu’ la seconda, anche perche’ all’epoca degli sketch con Tognazzi non ero ancora nata.

Raimondo

Mi cullo quindi nel ricordo dei meravigliosi varieta’ prodotti dalla Rai negli anni’70: Tante scuse, Di nuovo tante scuse, Noi… no, nella brillante ironia con cui la coppia Vianello Mondaini si faceva beffe della cultura alta: ricordo alcune scenette ispirate a Bergman introdotte dalla didascalia Scene da un matrimonio sovrimpressa sull’immagine di un rubinetto che colava, i famigerati “pistoni” di Noi … no! sulla musica di Brecht. Al loro sguardo sarcastico non sfuggiva pero’ neppure la cultura piu’ popolare e come dimenticare la parodia di Buonasera dottore, vista da casa di lui oppure il terzetto di E io tra di voi, celebre canzone di Charles Aznavour.
Sono cresciuta sulle note di Tarzàn e mi ricordo perfettamente la sigla finale di Di nuovo tante scuse, in cui Sandra e Raimondo si correvano incontro ma l’abbraccio finale non c’era mai.
Lascio come omaggio visivo la sigla iniziale di Di nuovo tante scuse che racchiude la concezione dell’amore di questa grande coppia unita nella vita e nell’arte. Il consiglio e’ pero’ quello di perdersi nelle pagine di Youtube dedicate a Raimondo Vianello e ricordarlo con un sorriso

40 anni senza Toto’

Il 15 aprile 1967 moriva Toto’, un anniversario una volta tanto degnamente celebrato con mostre ed eventi, da consigliare sicuramente la tappa romana de Un principe chiamato Toto’ , mostra itinerante che da alcuni anni porta in giro per il mondo effetti personali ed artistici del grande comico.
Per gli appassionati internettici invece, questa chicca trovata su youtube: un provino rarissimo datato 1930 che rivela gia’ tutto il talento di Antonio De Curtis, in arte Toto’.