Shaun, Vita da pecora – Il film

Shaun Stanco della routine quotidiana alla fattoria, il gregge di pecore capeggiato da Shaun decide di prendersi un giorno di vacanza facendo addormentare il fattore dentro la roulotte per godersi le comodità della casa. Purtroppo una serie di rocamboleschi incidenti farà arrivare la roulotte in città e una contusione costerà la memoria al fattore: riusciranno Shaun&Co a riportarlo a casa e a fargli recuperare la memoria?

Il lungometraggio tratto dalla serie televisiva Shaun the sheep, prodotta dalla  Aardman con la stessa tecnica claymotion di Wallace&Gromit conserva le medesime peculiarità: anche in questo film non si parla e tutta la comicità nasce dalle gag slapstick unito all’inconfondibile humor britannico.
Abbandonato il citazionismo che aveva caratterizzato tutte le produzione animate del decennio scorso, compreso Wallace&Gromit – la maledizione del coniglio mannaro, si prende di mira l’omologazione contemporanea: il fattore diventa una star dell’hairstylish per i suoi tagli rasati (in realtà applica solo il vago ricordo della tosatura delle pecore).
Meno scontata del solito la morale sugli animali: vittime del terribile accalappiatore Trumper, Shaun e Bitzer finiscono in un ricovero per animali dove viene mostrato un esilarante campionario di animali da compagnia incattivito dall’abbandono (impagabile il molosso con lo sguardo fisso).
Al perfido Trumper toccherà una fine degna di lui e il ricovero si trasformerà in un vero centro di accoglienza per animali; anche per la randagia Slip, altra new entry del cast che aiuta Shaun e gli altri a sopravvivere nella metropoli ci sarà un tenero happy end.
Lo stile della Aardman si conferma ancora una volta intelligente e leggero e vorrei dire adatto a tutte le età come in tutte le recensioni serie ma gli esercenti evidentemente non sono d’accordo e riservano la proiezione ai soli giorni festivi in orari dedicati prettamente all’infanzia.

Wallace & Gromit – La maledizione del coniglio mannaro

Il film e’ indubbiamente molto carino e divertente, ma solo l’Academy Award  poteva reputarlo migliore della poeticissima Sposa Cadavere di Tim Burton: come eguagliare la magia del commovente volo di farfalle finale?




Wallace&gromit


Il paesino di Tottington vive solo per l’annuale fiera di verdure giganti ed il geniale Wallace con il fido cagnetto Gromit dirige un’agenzia di disinfestazione compassionevole di conigli: praticamente li catturano per liberarli solo dopo la fiera; per risolvere definitivamente il problema l’ingenioso Wallace prova a sperimentare una macchina di sua invenzione che condiziona la psiche: l’intento sarebbe quello di far disgustare i conigli delle verdure, ma gli esiti saranno molto diversi…

Dopo 16 anni di cortometraggi (gia’ premiati con l’Oscar) il mitico duo inglese in plastilina, nato dalla fantasia di Nick Park della Aardman Animation, e’ protagonista di un divertente lungometraggio dal messaggio pacifista e vegetariano giocato tutto sulle atmosfere horror, dai classici anni’ 30 targati Universal: il film si apre con una ripresa pressoche’ fedele de Il dottor Jekyll e Mr Hide del 1941 (quello con Spencer Tracy): il bobby che cammina fischiettando per le strade fumose di nebbia mentre un cancello cigola improvvisamente; ma l’excursus nel filone horror arriva anche a riproporre la celeberrima trasformazione di Un lupo mannaro americano a Londra.
Al citazionismo dei classici ci hanno gia’ abituato i cartoni americani, ma in questa pellicola il gioco e’ piu’ sottile e raffinato, rovesciando o accennando solamente a situazioni filmiche arcinote: il coniglio mannaro sul pennone, a differenza del King Kong che cita, non verra’ abbattuto dall’aeroplano ma sara’ lui stesso a gettarsi per salvare lo Spitfire in caduta libera e non c’e’ bisogno della scalinata per pensare alla Corazzata Potiemkin vedendo una signora che fugge con una carrozzina.
Altro punto a favore del duo Wallace&Gromit sta nell’ingenuita’ della rappresentazione: dopo qualche anno di dominio della perfetta stilizzazione in stile Pixar le figure poco piu’ che sbozzate nella plastilina assumono una dimensione di grande freschezza ed il saggio Gromit e’ adorabile: pur essendo privo di parola, riesce ad essere estremamente comunicativo solo scuotendo la testa o alzando gli occhi al cielo.