Quiz Show

QuizshowUSA 1994
con John Turturro, Ralph Fiennes, Bob Morrow, Paul Scofield, Martin Scorsese
regia di Robert Redford

Sul finire degli anni ’50 il quiz televisivo più seguito in America è Twenty-One della NBC ma quando il campione Herb Stempel viene costretto a cedere il titolo al più affascinante Charles Van Doren, inizia a lasciar trapelare che lo show sia truccato, attirando le attenzioni del giovane ispettore del Congresso, Richard Goodwin, che scoperchierà il primo scandalo della TV americana..

Tratto dal libro Remembering America scritto dallo stesso Richard Goodwin, il film di Redford si segnala innanzi tutto per la perfetta ricostruzione storica: in certi momenti mi pareva di vedere Mad Men ma il film ha almeno dieci anni di più.
Lo scandalo televisivo è il pretesto per mettere in scena l’ambiguità morale che mina l’abusata “innocenza dell’America” e che non risparmia nessuno dei protagonisti: se “lo sponsor” della Geritol interpretato da un gelido Martin Scorsese e i pezzi grossi della TV si comportano biecamente come ci si aspetta e riescono ad insabbiare tutto perché “tanto é solo spettacolo e non fa male a nessuno”, non escono puliti neppure i tre protagonisti della vicenda: Herb Stempel rivela l’inganno solo perché non ha avuto le altre comparsate in TV promesse e i soldi guadagnati sono già finiti, il suo desiderio di essere al centro dell’attenzione diventa così contorto da cercare visibilità nella denuncia della truffa televiva.



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Charles Van Doren è il rampollo di un’illustre famiglia di letterati americani, tutti (anche lui) professori alla Columbia, spesso vincitori del Pulitzer, riconoscendo la sua inadeguatezza verso le aspettative famigliari, cerca il riscatto della sua mediocrità nella televisione e si ritrova invischiato suo malgrado nel meccanismo perverso del gioco senza avere la capacità di opporsi e cedendo alla malia dei soldi e del successo.



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Goldwin, che ammira lo stile di vita colto dei Van Doren, cerca di non coinvolgere l’amico nel processo che in effetti dovrebbe prendere di mira chi ha manipolato lo show ma, come sempre, il pubblico trova più interessante sapere del coinvolgimento dell’idolo delle folle che delle manovre illecite di una multinazionale.

Auguri a Robert Redford

Rredford Nel 1936 nasceva un bello per eccellenza di Hollywood, idolo incontrastato dei cuori femminili da almeno tre generazioni, anche se personalmente non appartengo alla schiera: troppo bello e perfettino per i miei gusti, gli preferisco il compare con cui formo’ una delle piu’ belle coppie cinematografiche degli anni ‘70, cioe’ Paul Newman.
Nato a Santa Monica, California il 18 agosto 1936, Charles Robert Redford Jr., scopre presto la passione per l’arte: dopo essersi avvicinato alla pittura ed alla scultura, arriva alla recitazione, iniziando a lavorare in diverse serie televisive a partire dal 1960.
Approda sul grande schermo nel 1965 e uno dei suoi primi film di quell’anno e’ Lo strano mondo di Daisy Glover triste ritratto della vita di una attrice, interpretata da una splendida Natalie Wood, di cui Redford era il marito omosessuale.

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Nel ‘66 e’ Charlie ‘Bubber’ Reeves, l’evaso inseguito dallo sceriffo Marlon Brando nel film di Arthur Penn, La caccia.
L’anno seguente Redford si cimenta con la commedia nel divertente A piedi nudi nel parco accanto a Jane Fonda.
E’ il 1969 a decretare il grande successo con il film Butch Cassidy recitato accanto a Paul Newman per la regia di George Roy Hill; il ruolo di Redford e’ quello di Sundance Kid da cui deriva il nome del festival di cinema indipendente creato dall’attore nel 1978, il Sundance Film Festival.

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Robert Redford diventa una star mentre ad Hollywood si sta affermando una nuova scuola di registi ed attori che rivoluzionano il cinema americano secondo quello stile che va comunemente sotto il nome di new cinema e di questa scuola Redford sara’ uno dei protagonisti principali, a partire dal ruolo di Bill McKay, avvocato idealista che corre per la Casa Bianca ne Il candidato di Michael Ritchie del 1972.
Nel medesimo anno sara’ anche Jeremiah Johnson il Corvo Rosso non avrai il mio scalpo in uno dei piu’ interessanti western “revisionisti” firmato da Sidney Pollack che l’anno successivo dirige Redford e Barbra Streisand in uno dei melodrammi piu’ significativi dell’epoca, Come eravamo.

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Nel 1975 l’attore torna a recitare in coppia con Paul Newman , ancora sotto la direzione di George Roy Hill, nel divertentissimo La stangata, pellicola che frutta a Redford il suo unico Oscar da attore.
Dopo essere stato anche Il Grande Gatsby nel ‘74, arrivano i ruoli che ancor oggi identificano meglio Robert Redford: quell dell’agente Joseph Turner ne I tre giorni del Condor nel film di Pollack del 1975 e quello del giornalista Bob Woodward in Tutti gli uomini del presidente diretto da Alan J. Pakula nel 1976.

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Ancora impegno civile nella pellicola del 1980, Brubaker, dove Redford veste i panni di un direttore di una prigione che si batte per migliorare le condizioni di vita dei carcerati.
Il 1980 e’ anche l’anno che vede il debutto di Redford dietro la macchina da presa con Gente Comune, dramma familiare premiato con quattro Oscar, tra cui miglior regia e miglior film.
Nel 1985 e’ il grande amore di Karen Blixen (Meryl Streep) nel celebre La mia Africa, ennesima collaborazione con il regista Sidney Pollack.
L’aver diradato l’attivita attoriale per l’impegno ambientalista e civile non porta l’attore a scegliere buone pellicole: dal mediocre thriller legale Pericolosamente insieme (1986), i film interpretati dall’attore peggiorano fino ad arrivare allo “scult” del 1993 Proposta indecente del sempre furbo Adrian Lyne.

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Anche le sue regie di Milagro (1988) ed In mezzo scorre il fiume del ‘92 non brillano, fortunatamente nel 1994 arriva la regia di Quiz Show che racconta il primo scandalo televisivo americano e nel 1998 il romantico L’uomo che sussurrava ai cavalli, dove per la prima volta Redford si propone contemporaneamente come attore e regista.
Da scordare la sua ultima prova registica del 2000, La leggenda di Bagger Vance ed anche i suoi ultimi film da attore non sono degni di nota, ma sicuramente Robert Redford potra’ ancora riservarci delle buone sorprese in futuro.

Film diretti da Redford dopo la pubblicazione di questo post

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