The bling ring

Blingring Adolescenti losangelini, con il mito delle star hollywoodiane, si trasformano in una banda che mette a segno furti milionari nelle case dei loro idoli. Ispirato a vero fatto di cronaca.

Ho il fondato sospetto che la “teoretica filmica” di Sofia Coppola si possa riassumere in una curiosità della regista per interni di lusso: a parte il debutto de Il giardino delle vergini suicide (per inciso la sua unica opera che mi è piaciuta) tutti i film della Coppola hanno ambientazioni lussuose: l’esotico hotel esclusivo in Lost in Translation, la Versailles di Marie Antoinette e lo Chateau Marmont di Somewhere. In quest’ultima opera sembra che l’unica cosa che interessi alla cineasta sia ficcare il naso nelle case dei divi di Hollywood soddisfacendo una sua curiosità personale perchè anche da questa passione per gli interni di Sofia Coppola allo spettatore non viene nulla se non lo spavento per il cattivo gusto nel decoro di Paris Hilton e lo sgomento per la scarsa attenzione alla sicurezza dei ricconi americani per cui una banda di ragazzini strafatti ha meno difficoltà nell’entrare nelle proprietà altrui che la sottoscritta ad entrare in casa propria.
La storia è ispirata a un vero fatto di cronaca quindi anche nell’era della super sorveglianza sarà più facile del previsto introdursi in casa d’altri senza che nessuno se ne accorga o trovare un auto di lusso lasciata parcheggiata senza la sicura e con un malloppo di soldi o di coca o all’interno: sarà.. ma il sospetto che la vicenda sia stata un po’ semplificata resta come del resto è semplicistico tutto il film: si oscilla tra il punto di vista di alcuni dei protagonisti senza che nessuno diventi predominante ed anche la spiegazione del perché giovani a cui non manca nulla compiano questi gesti è la stessa che si può sentire dal parrucchiere: sovraesposizione ai modelli televisivi senza un’accurata guida famigliare; forse anche papà Coppola si sarebbe dovuto impegnare di più nell’educazione cinematografica della figlia!

Che ne sara’ di noi

Chenesaràdinoi.pg

Che questo film fosse un’operella mediocre si poteva intuire tranquillamente dai trailer, ma il fatto che abbia ricevuto 12 nomination ai David di Donatello, trasformandosi nel corrispettivo nostrano de Il Signore degli anelli, in quanto a valutazione, ne imponeva la visione.
L’operina, gogliardica e superficialotta racconta la classica vacanza post esame di maturita’ che cambiera’ la vita ai tre protagonisti, anche questi rappresentanti dei piu’ banali cliche’ giovanili: lo sfigato, quello che non vuole affrontare le proprie responsabilita’ e l’innamorato senza speranza. La nomination di Silvio Muccino come miglior attore protagonista potrebbe essere motivava dalla costanza con cui il ragazzo persegue il suo modello di innamorato deluso dai tempi di Come te nessuno mai, Violante Placido e’ sicuramente credibile nei panni della bella ragazza che sa di esserlo anche perche’ questo ruolo probabilmente ricalca la sua vita, l’unica nomination che mi sento di appoggiare e’ quella di Elio Germano, come miglior attore non protagonista: non sara’ certo l’erede di Marlon Brando ma nel film supera di una spanna i suoi colleghi.
La pioggia di nomination per questo film non puo’ che lasciare perplessi, e non avendo voglia di infilarmi in trite filippiche sulle tristi condizioni in cui versa il cinema italiano vi rimando alla prossima puntata di Report alle 23,00 di domenica prossima 4 aprile che sviscerera’ questo tema con maggior cognizione di causa.




Candidature ai David di Donatello 2004 che verranno assegnati il 14 aprile.




MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA
Penelope Cruz per Non ti muovere
Michela Cescon per Primo amore
Licia Maglietta per Agata e la tempesta
Violante Placido per Che ne sarà di noi
Maya Sansa per Buongiorno, notte


MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Giuseppe Battiston per Agata e la tempesta
Sergio Castellitto per Non ti muovere
Luigi Lo Cascio per La meglio gioventù
Silvio Muccino per Che ne sarà di noi
Carlo Verdone per L’amore è eterno finchè dura


MIGLIOR FILM
Che ne sarà di noi di Giovanni Veronesi
Non ti muovere di Sergio Castellitto
Io non ho paura di Gabriele Salvatores
La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana
Buongiorno, notte di Marco Bellocchio


MIGLIOR REGIA
Pupi Avati per La rivincita di Natale
Marco Bellocchio per Buongiorno, notte
Sergio Castellitto per Non ti muovere
Matteo Garrone per Primo amore
Marco Tullio Giordana per La meglio gioventù


MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
Anna Maria Barbera per Il paradiso all’improvviso
Margherita Buy per Caterina va in città
Claudia Gerini per Non ti muovere
Jasmine Trinca per La meglio gioventù
Giselda Volodi per Agata e la tempesta


MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Diego Abatantuono per Io non ho paura
Elio Germano per Che ne sarà di noi
Fabrizio Gifuni per La meglio gioventù
Roberto Herlitzka per Buongiorno, notte
Emilio Solfrizzi per Agata e la tempesta


MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE
Piero Sanna per La destinazione
Salvatore Mereu per Ballo a tre passi
Andrea Manni per Il fuggiasco
Maria Sole Tognazzi per Passato prossimo
Francesco Patierno per Pater Familias


MIGLIOR FILM EUROPEO
Dogville di Lars von Trier
Good Bye, Lenin! di Wolfgang Becker
I lunedì al sole di Fernando León de Aranoa
La ragazza con l’orecchino di perla di Peter Webber
Rosenstrasse di Margarethe von Trotta


MIGLIOR FILM STRANIERO
Big Fish di Tim Burton
Le invasioni barbariche di Denys Arcand
Lost in Translation – L’amore tradotto di Sofia Coppola
Master and Commander: Sfida ai confini del mare di Peter Weir
Mystic River di Clint Eastwood


MIGLIOR SCENEGGIATURA
Silvio Muccino e Giovanni Veronesi per Che ne sarà di noi
Sergio Castellitto e Margaret Mazzantini per Non ti muovere
Marco Bellocchio per Buongiorno, notte
Francesco Bruni e Paolo Virzì per Caterina va in città
Sandro Petraglia e Stefano Rulli per La meglio gioventù


MIGLIOR PRODUTTORE
Aurelio De Laurentiis per Che ne sarà di noì
Luigi Musini e Roberto Cicutto (Cinema11undici) e RaiCinema per Cantando dietro i paraventi
Angelo Barbagallo per La meglio gioventù
Riccardo Tozzi, Giovanni Stabilini e Marco Chimenz (Cattleya) e Medusa Film per Non ti muovere
Domenico Procacci per Primo amore

Golden globe

Vincono i Golden Globe come migliori attori Sean Penn per
Mistyc River e Charlize Theron per la sua interpretazione in
Monster.
Mystic River fa assegnare anche un premio a Tim
Robbins come migliore attore non protagonista.
Migliori film dell’anno sono
il terzo episodio della saga de Il signore degli anelli per la categoria
film drammatici e Lost in translation come migliore film comico: a Bill
Murray va anche la palma di miglior attor comico.
Direi che questo premio fa
scalpore: nella discussione che ha infiammato i blog a proposito di questo film,
chi l’ ha molto
amato e’ rimasto colpito dalla storia d’amore, per chi, come me, non l’ha
apprezzato le critiche si sono concentrate sugli stereotipi offerti dal film, ma
che fosse un film comico era sfuggito a tutti noi!

Lost in translation

Lostintraslation

Spocchioso e irritante, questi sono gli aggettivi che scelgo per definire l’ultima fatica di Sofia Coppola.
L’incontro tra due anime perse nella grande metropoli giapponese non e’ riuscito a colpirmi.
Innanzitutto i luoghi comuni sul Giappone sono veramente stupidi: l’estrema ossequiosita’, il fatto che sia un popolo basso, le difficolta’ di pronuncia della erre (quando la lingua americana, si sa, e’ la piu’ melodiosa di tutte!); se posso capire che una persona costretta a passare una settimana in Giappone per lavoro non abbia voglia di integrarsi con la realta’ in cui si viene a trovare, non riesco comunque ad apprezzare lo sketch da avanspettacolo del giapponese che parla 5 minuti e la traduzione si limita a una frase brevissima: sara’ pure Sofia Coppola ma questo mi pare un mezzuccio da fratelli Vanzina.
Di Tokyo, la regista, che pure ama moltissimo questa citta’, ci da l’iconografia piu’ classica: il Fujiama sullo sfondo, le piantine per muoversi nella metropoli senza numeri civici, Kyoto con i templi di legno e le donne in kimono, il pachinko e il karaoke. La giustificazione e’ sempre che un turista superficiale si limita a questa visione, ma questo repertorio smontato anche da Turisti per caso del duo Blady&Roversi non sottolinea il senso di straniamento che dovrebbero provare le due anime in pena: ci riescono a volte le visioni dall’alto della citta’ che la rendono uguale a tutte le altre metropoli del mondo.
Anche i personaggi non sono convincenti: se il personaggio dell’attore di mezz’eta’ in crisi con la moglie, all’estero per girare uno spot, e’ credibile, ho trovato del tutto irreale la ragazzina appena laureata, in Giappone al seguito del marito fotografo: se sei paturniosa te ne stai a casa rintanata ne tuo buco a trovare un senso alla tua vita, altrimenti se passi 15 giorni o poco piu’ all’estero approfitti del confronto con la nuova cultura per schiarirti le idee, senno’ sei solo un personaggio mal disegnato dalla fantasia di Sofia Coppola.