The War – Il Pianeta delle Scimmie

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Dopo due anni di guerra, un drappello di soldati è sulle tracce di Cesare. Il capo delle scimmie cerca di mostrarsi magnanimo verso gli umani liberando due soldati fatti prigionieri ma durante un assalto notturno vengono uccisi la moglie e il figlio di Cesare scatenando nello scimpanzé una rabbia mai provata prima che porterà la sua colonia di scimmie ad essere schiavizzata..

Ancora un cambio di passo nella saga reboot de Il Pianeta delle Scimmie: le atmosfere si fanno sempre più cupe e drammatiche mostrando tutti gli orrori della guerra: deportazioni, genocidi, soldati invasati sul modello di Kurtz e se la citazione non fosse abbastanza chiara compare anche il graffito Ape-ocalypse Now.
In quasi due ore e mezza viene raccontata “l’ira funesta” di Cesare la cattura e la prigionia della sua tribù di scimmie e l’evasione appena prima che i soldati “buoni” (ma pur sempre nemici delle scimmie) attacchino il fortino del colonnello McCullough.
Per dare un senso alla follia di McCullough ecco i devastanti effetti della febbre delle scimmie che fanno regredire gli esseri umani privandoli dell’uso della parola, il delirio del novello Kurtz nasce proprio dall’esigenza di preservare la razza umana dalla distruzione.
Ai folli propositi di McCullough fa da contraltare la rabbia di Cesare che trasforma la lotta della sopravvivenza delle scimmie in una battaglia personale e parte alla ricerca della sua vendetta con gli amici più fidati, Maurice e Luca, salvando una ragazzina umana sopravvissuta alla febbre.



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Ancora una volta l’umanità di Cesare sconfiggerà i suoi fantasmi, compreso il senso di colpa per l’uccisione di Koba e lo aiuterà a riscattarsi portando la propria colonia in un luogo sicuro lontano dagli umani dove lui non riuscirà ad entrare, un po’ come Mosè che per espiare i propri peccati muore appena prima di entrare nella Terra Promessa, Mosè che ne I Dieci Comandamenti di Cecil B. DeMille aveva il volto di Charlton Heston, protagonista anche dell’originario Il Pianeta delle Scimmie.
Al terzo capitolo, la saga- che si prevede infinita- inizia a mostrare la corda con il gioco citazionista così smaccato, il livello è sempre molto alto ma è soprattutto la perfezione ormai raggiunta dalla motion capture ad incantare lo spettatore.

La fuga di Logan

LafugadiLoganloc Logan’s Run
USA 1976 MGM
con Michael York, Jenny Agutter, Peter Ustinov, Richard Jordan, Farrah Fawcett
regia di Michael Anderson

In un futuro post atomico la popolazione sopravvissuta si riorganizza in una grande città chiusa in una cupola impenetrabile: i bambini nascono in provetta e alla nascita viene loro innestato nella mano un cristallo che inizia a lampeggiare quando raggiungono i 30 anni di età, limite di vita consentito nell’edonistico mondo ovattato. Per rendere meno drammatica la dipartita di chi ha raggiungo i limiti d’età, si fa credere alla possibilità di “rinnovarsi” e iniziare così un nuovo ciclo vitale, ma non tutti apprezzano questo stile di vita e aumentano sempre più i sovversivi che cercano di lasciare la città. Logan5 è un sorvegliante e un giorno gli viene affidato il compito di infiltrarsi tra i ribelli per smascherarli..

Fantascienza distopica in salsa pop: La Fuga di Logan non ha certamente un grande spessore filosofico, ad esempio non si approfondisce il cambiamento d’idee avvenuto nel protagonista: Logan decide di venire meno agli ordini del computer che governa la città nel momento in cui non gli viene garantito che al ritorno dalla missione gli saranno restituiti i quattro anni di vita sottratti (il suo cristallo deve lampeggiare per far credere che un sorvegliante si voglia unire ai ribelli per paura di affrontare il Carousel) oppure è in un altro punto del viaggio che smonta le sue certezze, o è l’amore per Jessica6 che esplode nel ritrovato contato con la natura a far maturare la sua decisione?


LafugadiLogan

Detto questo il film è sicuramente molto piacevole, gli effetti speciali non risultano obsoleti e del resto alla regia c’è il mago degli effetti speciali Michael Anderson.
Mi ha molto colpito la scenografia degli ambienti comuni della città, identici in forma e funzione ai nostri attuali centri commerciali e anche il rifiuto della vecchiaia, la possibilità di “cambiare faccia” con la chirurgia plastica anticipano in pieno il nostro presente.


Box

Molti sono i referenti cinematografici della pellicola e non solo in ambito sci-fi: se il ritrovamento di una Washington semidistrutta rimanda al finale de Il Pianeta delle Scimmie (1968), la macabra scoperta del destino dei fuggitivi finiti in mano al robot Box mi ha ricordato Il mago di Oz (forse per l’assonanza) quando si scopre che il famigerato mago non è altro che un ometto patetico, mentre il Vecchio che vive nel decqadente Capitol Hill con migliaia di gatti recitando la poesia di T.S. Eliot, The Naming of Cats, mi ha fatto pensare al Papa Jules de L’Atalante.


Logansrun

Il successo del film ha portato alla creazione dell’omonima serie televisiva del 1977-1978.
Si vocifera di un remake, e ovviamente si pensa giàdi gonfiarlo a trilogia.

Wall-E

 

Wall-e

 
Dopo tanto gridare al lupo al lupo, il lupo finalmente e’ arrivato: ogni cartone della Pixar viene regolarmente acclamato come un capolavoro, quando spesso si tratta solo di un film molto buono, ora che il capolavoro e’ davvero arrivato, e un capolavoro che entra di diritto nei classici della cinematografia e che potrebbe ambire all’Oscar di miglio film dell’anno tout court, qui si e’ molto felici non solo per l’adorabile robottino, ma anche perche’ la pantegana &friends verranno ricollocati al giusto posto.
Se non manca il divertimento intellettuale simile al rimando proustiano di Ratatouille, che in Wall-E arriva dai capisaldi della fantascienza: l’apertura iniziale sui grattacieli di rumenta ha lo stesso effetto sorpresa del rovesciamento d’ottica de Il pianeta delle scimmie, ma soprattutto la ribellione del capitano al Pilota Automatico ripropone, rovesciando le parti, il conflitto di Odissea nello spazio tra Hal 9000 e gli astronauti. 
La grandezza di Wall-E sta nel superare questi “freddi” esercizi di citazione con l’umanita’ toccante del suo protagonista, che paradossalmente fa tornare in mente (citazione voluta o fortuita, qui sta il mistero!) l’eroe chapliniano per eccellenza: Charlot. Wall-E e’ solitario come l’omino con il cappello a bombetta, curioso e gentile con la natura come lui, pronto a seguire l’amore a prima vista come Charlot e pur essendo un robot, Wall-E condivide con l’antesignano del cinema muto, una vena dolcemente anarcoide che gli permettera’ di vivere la sua fantastica avventura.
 
Adorabile anche il corto introduttivo alla pellicola, Presto buffissima storia di magia girata con un raffinato stile retro’. 

Saddam

Saddam Antonio Lo Russo e Mauro Lojacono sono due italiani che lavorano in Iraq per una societa’ americana che fornisce servizi paramilitari: il primo e’ uno scafato ex militare, che ha gia’ avuto esperienze simili in Kossovo, mentre il secondo e’ un ragioniere finito in Iraq attratto dai forti guadagni; i due si ritrovano in missione nel carcere di Abu Grahib col compito di vigilare una cella dentro la quale e’ rinchiuso un pezzo grosso della dittatura irachena, forse lo stesso Saddam. La curiosita’ e il desiderio di guadagnare ulteriormente facendo uno scoop fotografico all’ex dittatore si fara’ sempre piu’ forte nelle 48 ore della missione..

Un film spiazzante e a suo modo geniale perche’ per non svelare l’abberrante colpo di scena finale (forse anche profetico) e’ quasi impossibile anche parlarne. Il film ha dei difetti che pero’ visti alla luce del finale trovano una loro giustificazione e di nuovo risulta difficile capire se fossero voluti o se i pochi mezzi di questa piccola ma interessante produzione italiana trovano redenzione nel ribaltamento finale: personalmente non rimanevo cosi’ sorpresa dalla prima volta che ho visto Il pianeta delle scimmie.

il sito del film

il teaser

Charlton Heston

L’attore è scomparso il 5 aprile 2008

CharltonhestonIl 4 ottobre 1923 nasceva ad Evanston, Illinois, John Charles Carter, in arte Charlton Heston, l’attore che piu’ di tutti ha saputo indossare i panni del kolossal storico, e che panni!
Ben Hur nell’omonimo film del 1959,  Mose’ ne I dieci comandamenti (1955)  Michelangelo ne Il tormento e l’estasi, del 1965, El Cid nell’omonimo film del ‘61, solo per citare i film storici piu’ famosi.
Protagonista de L’infernale Quinlan diretto da Orson Welles, e’ stato  anche George Taylor, l’eroe della saga de Il pianeta delle scimmie.

HestonSe avessi scritto questo post prima di cena avrei concluso che trovavo bizzarro che l’attuale presidente della National Rifle Association, potentissima lobby delle armi USA, fosse nato lo stesso giorno di S. Francesco, ma dopo che a Blob ho finalmente imparato la regola francescana rispiegata dal vicepresidente del consiglio Fini, che ci ha illuminati sul permesso di Frate Francesco di usare le armi per difendersi, tutto mi appare nel giusto ordine delle cose.