Educazione Siberiana

A Fiume Basso, località non meglio precisata della Russia sovietica dove Stalin ha fatto deportare i criminali, crescono Kolima e Gagarin educati dal tostissimo nonno del primo secondo le regole della criminalità siberiana. I due ragazzi saranno divisi dalla vita e soprattutto da una ragazza, Xenia, mentalmente instabile..

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Ink, il tatuatore che insegna a Kolima l’arte del tatuaggio, dice che tutte le vite degli uomini apparentemente sembrano uguali se non si osserva bene e purtroppo Salvatores non ha saputo osservare tra le pieghe dell’omonimo romanzo di formazione giovanile di Nicolai Lilin che pure forniva spunti interessanti appiattendolo sulla falsa riga di film e telefilm ben più celebri e ben realizzati: C’era una volta in America, Romanzo Criminale e Brigada visto l’ambientazione sovietica: amicizie infantili cementate da scazzottate e distrutte per una donna, i vecchi codici d’onore infranti per la più bieca brama di denaro.
EducazionesiberianaCi sono delle belle facce di attori sconosciuti in Educazione siberana ma manca il sangue e soprattutto il cuore: Salvatores si conferma suo agio nel dirigere ragazzi e bambini e infatti la prima parte del film è la più interessante poi si perde la possibilità di giocare con il lirismo offerto dal personaggio di Xenia, si salva sempre il “solito” David Bowie le cui canzoni sono sempre perfette come colonna sonora, in questo caso Absolute Beginners è un sottofondo ideale alla scena sul calcinculo.
Alla fine tutto diventa prevedibile, colpa anche del montaggio degli episodi del passato e delle scene del presente che anticipano e spiegano molto più del dovuto. Non ho mai amato la definizione di “film telefonato” ma stavolta la sottoscrivo con il rammarico per l’occasione sprecata.

Desordre Telefilm Award 2006

Mentre inizia una nuova stagione televisiva, voglio ricordare i migliori serial della stagione passata, quella che ha ufficialmente sancito lo status “artistico” del telefilm, sdoganandolo dallo stato di semplice passatempo a cui gettare un occhio svagato durante le serate casalinghe.
I vincitori della mia personale classifica sono due, ex aequo: Brigada e Deadwood.

Photo_1Il primo e’ un prodotto russo andato in onda questa primavera su Canaljimmy, che narra l’ascesa ai vertici della mafia russa di quattro ragazzi della periferia moscovita, amici per la pelle. Lo stile, come dicevo gia’ nel post che gli avevo dedicato all’epoca, e’ molto diverso da quello sincopato dei serial americani, ha piu’ l’afflato de La Piovra; il regista ha un occhio sicuramente piu’ cinematografico che televisivo e a distanza di mesi ho ancora ben impressa in mente la scena della morte di Farkhad, l’amico di Sasha Belov; mitico anche l’incontro tra i due vecchi compagni d’armi sul punto di ingaggiare uno scontro tra bande rivali, Sasha e Farkhad si riconoscono, erano stati commilitoni in Cecenia e deposte le armi passeggiano rievocando i bei tempi andati mentre a passo d’uomo li segue il corteo di grosse berline guidate dei loro scagnozzi.
Non manca l’affondo contro la corrotta politica russa per cui la Brigada di Belov godra’ i favori del governo e dei servizi segreti finche’ non rifiutera’ di fare da paravento alle esportazioni di armi in Cecenia: il rifiuto causera’ la rovinosa caduta dei quattro amici con le ultime puntate sempre in crescendo: per come sono sviluppati i temi dell’amicizia e dell’onore, Brigada mi ha ricordato la saga di A better tomorrow.

DeadwoodalsethPari merito con il telefilm russo metto Deadwood, magnifico gioiello della solitamente asfittica programmazione estiva.
Le avventure nella nascente cittadina di frontiera, costruita in territorio indiano e fuori dai confini degli Stati confederati vanta una scrittura eccezionale e su tutti gli altri ottimi personaggi spiccano Al Swearengen e Doc, tra le migliori delineazioni psicologiche che abbia mai visto al cinema o in tv.
Il telefilm parte bene ma in maniera piuttosto normale: ci sono inaspettati colpi di scena, ma come al solito lo spettatore crede di poter distinguere chiaramente tra buoni e cattivi, invece nel corso di 15 puntate le cose si ribaltano e cosi’ negli ultimi episodi mi sono ritrovata ad inveire conto Seth Bullock, presunto rappresentante del buoni che si dimostra debole e talmente ipocrita da farselo dire pure dalla sua amante. Il crudele Swearengen invece si rivela un uomo con le palle: pur circondato da scagnozzi non disdegna di sporcarsi le mani uccidendo in prima persona chi rischierebbe di distruggere il fragile equilibrio della citta’ e nell’ultima puntata e’ in grado di un atto di morte di estrema umanita’, con la silente complicita di Doc, il medico avvinazzato e disilluso di Deadwood.
I due serial sono frutto di due scuole sicuramente agli antipodi negli stili ma di fondo trattano lo stesso argomento: la dura lotta per la sopravvivenza nei momenti di incerte situazioni sociopolitiche dove spesso la violenza e’ l’unica via per garantire la tranquillita’ personale, Sasha Belov e Al Swearengen riescono a trascendere la figura del gangster perche’ scelgono quella vita sicuramente per un interesse personale ma la loro visione del mondo e’ piu’ ampia e pur dibattendosi nella merda, come direbbero entrambi, cercano di plasmare il mondo che li circonda: tutte le civilta’ nascono cosi’, che ci piaccia o no.

Brigada

Brigada Ho visto  la prima puntata dell’acclamata serie russa definita la risposta sovietica a I Soprano: purtroppo non ho mai seguito le vicende della famiglia Soprano, quindi non so giudicare questo paragone, ma il telefilm russo mi e’ piaciuto molto.
Brigada racconta le avventure di un gruppo di amici della periferia moscovita:  nell’estate del 1989 Sasha torna dopo due anni di guerra in Afganistan, e non vede l’ora  di ritrovare la fidanzata e riprendere gli studi, ma una volta a casa trovera’ una situazione assai diversa dai suoi sogni: i suoi amici sono diventati malavitosi e Lena si prostituisce.
Il ritmo della narrazione e’ piuttosto differente da quello sincopato dei serial americani ma non mancano i colpi di scena e una rappresentazione cruda della violenza: notevoli l’esplosione dell’auto in apertura di episodio e la lotta a mani nude tra Sasha e il pappone di Lena.
Colpisce molto anche la scenografia: i grigi palazzoni sovietici sorti vicino a immense ciminiere a tronco di cono che incombono sul paesaggio punteggiato da ruderi arrugginiti di attivita’ metalmeccaniche: un motivo per guardare la serie puo’ essere anche l’interesse per l’evoluzione della societa’ russa degli ultimi quindici anni.
Qui gli orari delle repliche della prima puntata della serie che va in onda tutte le domeniche alle 22.00 su Canaljimmy.