Confesso che questa ennesima versione cinematografica delle avventure di un super eroe dei fumetti mi sarebbe piaciuta comunque, vista la presenza di Robert Downing Jr. nel ruolo del protagonista, che si e’ confermato perfetto per il personaggio sbruffone ma geniale di Tony Stark.
La mia buona predisposizione e’ rimasta facilmente conquistata da un blockbuster Marvel che si confronta con i temi del presente ambientando la genesi di Iron Man nell’Afganistan squassato dalle guerre dei nostri giorni, con il protagonista costretto a ricredersi della sua fiducia verso le armi, intese come deterrente per la pace e la sicurezza. Certo, e’ una morale all’acqua di rose ma sempre meglio di niente.
Mi e’ piaciuto anche il cote’ totalmente scientifico che sta dietro alla creazione del super eroe: ribadisco che non sono mai stata conoscitrice del mondo dei super eroi dei fumetti, se non attraverso le trasposizioni cinematografiche, ma la caratteristica di Iron Man mi pare essere quella di nascere totalmente dall’ingegno umano, non per nulla Stark e’ paragonato a Leonardo da Vinci; da qui un bel ritorno della robotica che era stata accantonata negli ultimi e tempi e come non vedere nel simpatico Ferro Vecchio una citazione di Numero 5, il robot di Corto circuito?
A sorreggere il film c’e’ soprattutto un cast di tutto rispetto, accanto al sublime Downey Jr, uno stupefacente Jeff Bridges verso il quale non si sa se essere piu’ stupiti per il ruolo di cattivo o il lucido cranio calvo, in ogni caso gli donano molto entrambi!
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Brigada
Ho visto la prima puntata dell’acclamata serie russa definita la risposta sovietica a I Soprano: purtroppo non ho mai seguito le vicende della famiglia Soprano, quindi non so giudicare questo paragone, ma il telefilm russo mi e’ piaciuto molto.
Brigada racconta le avventure di un gruppo di amici della periferia moscovita: nell’estate del 1989 Sasha torna dopo due anni di guerra in Afganistan, e non vede l’ora di ritrovare la fidanzata e riprendere gli studi, ma una volta a casa trovera’ una situazione assai diversa dai suoi sogni: i suoi amici sono diventati malavitosi e Lena si prostituisce.
Il ritmo della narrazione e’ piuttosto differente da quello sincopato dei serial americani ma non mancano i colpi di scena e una rappresentazione cruda della violenza: notevoli l’esplosione dell’auto in apertura di episodio e la lotta a mani nude tra Sasha e il pappone di Lena.
Colpisce molto anche la scenografia: i grigi palazzoni sovietici sorti vicino a immense ciminiere a tronco di cono che incombono sul paesaggio punteggiato da ruderi arrugginiti di attivita’ metalmeccaniche: un motivo per guardare la serie puo’ essere anche l’interesse per l’evoluzione della societa’ russa degli ultimi quindici anni.
Qui gli orari delle repliche della prima puntata della serie che va in onda tutte le domeniche alle 22.00 su Canaljimmy.