L’amore non va in vacanza

Lamorenonvainvacanza

Iris e’ una giornalista inglese da anni perdutamente innamorata di un collega che si sta sposando con un’altra, Amanda e’ una ragazza americana in carriera, crea trailer cinematografici, che ha appena buttato fuori casa il fidanzato che l’ha tradita.
Le due sconsolate fanciulle, tramite un sito internet specializzato, si scambiano la casa e (ri)trovano l’amore.

Mi era caduto l’occhio sulla durata del film, 138’ ed ero gia’ entrata in sala con cattivi presentimenti: una commedia NON puo’ durare cosi’ a lungo, neppure se racconta due storie speculari, ma pare che ormai un film che duri meno di due ore non possa piu’ esser contemplato e cosi’ la storia viene allungata con i melensi balletti finali ed altre scene totalmente inutili (ad esempio un prolungato campo e contro campo di Cameron Diaz che fa le smorfie ad un simpatico cagnetto, ovviamente vince il cane, per l’antica legge che vuole che non ci si confronti mai con bambini e animali se non si vuole uscire perdenti e anche i fan piu’ accaniti della bella e brava Cameron non potranno accontentarsi di tanta buffa leziosita’).
Nell’insieme il film potrebbe essere una mediocre commediola che procede verso il prevedibile finale gia’ illustrato dalla locandina ma come nell’ultimo lavoro di Pupi Avati, la regista fa continui rimandi al cinema del bel tempo andato e se nel lavoro del regista italiano questi potevano essere un valore aggiunto alla pellicola, in questa fatica di Nancy Meyers affossano completamente l’opera: come si puo’ citare l’incontro tra Gary Cooper e Claudette Colbert in L’ottava moglie di Barbablu’ di Lubitsch, nominare Lady Eva con Barbara Stanwyck, far passare in tv La signora del venerdi’ con Cary Grant e Rosalind Russell e poi contravvenire cosi’ palesemente alle piu’ banali leggi della commedia sofisticata, citate prima?!?
Qui tutto si limita all’uso superficiale della bellezza degli attori (l’unica sorpresa della storia starebbe nel personaggio di Jude Law che si rivelera’ diverso da come appare inizialmente) e dei luoghi: i pittoreschi cottages inglesi contrapposti alle lussuose ville hollywoodiane sono un’altra occasione perduta, tratteggiando nella maniera piu’ superficiale lo snobismo di Amanda e lo stupore dell’inglesina in America. Deludente.

Claudette Colbert

Claudette colbert Il 30 luglio 1996 si spegneva una delle regine della commedia sofisticata, Lily Claudette Chauchoin, nota al grande pubblico come Claudette Colbert.
La freschezza e lo charme le venivano dalle origini francesi, essendo nata a Parigi il 13 Settembre 1903. Dopo pochi anni i suoi genitori emigrano in America e la piccola Claudette aspira fin da giovanissima ad una carriera teatrale. Il debutto avviene nel 1923 sui palchi di Broadway e per la giovane attrice si prospetta una luminosa carriera teatrale; sara’ la Grande Depressione a convincerla a passare al grande schermo, dove debutta nel 1927 in Per l’amore di Mike, diretta da Frank Capra: nonostante lo scarso successo della pellicola non e’ difficile trovare altri ruoli per la bella e frizzante Claudette.
Nel 1931 e’ la protagonista de L’Allegro Tenente maliziosa commedia firmata da Ernst Lubitsch. Nel 1932 e’ una conturbante Poppea che fa il bagno nel latte d’asina ne Il Segno della croce di Cecil B DeMille.

IthappenedonenightIl suo anno di grazia e’ il 1934 quando Frank Capra la sceglie per il ruolo di Ellie Andrews, la capricciosa protagonista di Accadde una notte accanto a Clark Gable, tra le numerose scene cult del film come non ricordare il divertente sketch dell’autostop in cui i mille modi di fermare un’auto spiegati da Gable vengono spazzati via dalla maliziosa gamba scoperta della Colbert!
Malizia che diventa puro erotismo nell’altro film culto di cui Claudette Colbert e’ protagonista nel 1934: Cleopatra di Cecil B DeMille.
Sempre nel ‘34 la Colbert e’ Lo specchio della vita nella deludente versione di John M. Stahl: il film sara’ riproposto magnificamente nel 1959 da Douglas Sirk.

Claudettecolbertcleopatra_1Tra le tante commedie di cui l’attrice e’ protagonista nella seconda meta’ degli anni ’30 vanno ricordati L’ottava moglie di Barbablu’ di Lubitsch del 1938 e Zaza’ di Cukor, film di cui avrebbe dovuto essere protagonista la nostra Isa Miranda, costretta a rinunciare per problemi con la lingua ma che si rifara’ con il terzo remake del film (il primo e’ una versione muta con Gloria Swanson) girato in Italia da Renato Castellani nel 1944.
Sempre del 1939 e’ La signora di mezzanotte (o Mezzanotte) diretto da Mitchell Leisen: anche in questo film la Colbert viene scelta come sostituta di Barbara Stanwyck, ma riesce a fare perfettamente suo il ruolo della ballerina spiantata che si finge contessa.
A meta’ degli anni ‘40 la regina della commedia si ricicla nel melodramma e nel ruolo di madre, a partire da Da quando te ne andasti (1944) dove interpreta il ruolo di una madre costretta a mandare avanti la famiglia composta da due figlie adolescenti mentre il marito e’ in guerra.
Nel 1951 e’ una suora che scopre il vero colpevole di un omicidio di cui e’ stata ingiustamente accusata una ragazza nel melodramma di Douglas Sirk, La campana del convento.
Nella seconda meta’ degli anni ‘50, l’attrice torna alla sua prima passione, il teatro, mentre nella decade precedente era stata una delle piu’ assidue vedette della nascente televisione.
L’ultimo film interpretato al cinema e’ Vento caldo del 1961, per la regia di Delmer Daves.

La fiamma del peccato

Lafiammadelpeccato Double indemnity 1944
di Billy Wilder
con Fred McMurray, Barbara Stanwyck, Edward G. Robinson


Il primo noir americano di Wilder, è un capolavoro del genere e si avvale di collaborazioni importanti: tratto da un racconto di Cain, firma la prima sceneggiatura di Chandler.
Con queste premesse l’opera, candidata a 6 premi Oscar senza ottenerne nessuno, rimane però secondaria al noir più famoso di Wilder, Sunset Boulevard, col quale mantiene una caratteristica fondamentale in comune: la costruzione a flashback vista come confessione del protagonista.
Walter Neff, assicuratore, conosce la bella moglie di un cliente che lo affascinerà a tal punto da convincerlo a commettere il delitto perfetto che consenta di trufffare la compagnia. Il piano è quasi riuscito ma l’intervento del collega dell’ufficio contenziosi porta i due amanti alla distruzione.
La Stanwyck immortala una delle dark lady più perfide di tutta la storia del cinema, contraddistinta dalla sensuale catenella alla caviglia, simbolo di legame e dipendenza se non fosse che il nome inciso sulla cavigliera è il suo, premettendo così un finale di tradimento.
Il vero fulcro della vicenda non è tanto la storia d’amore quanto lo scontro tra le due intelligenze: Neff e il pignolo investigatore assicurativo Keyes, intepretato da Robinson che nella sua distratta genialità anticipa un personaggio molto amato del serial televisivo: il tenente Colombo.
Il loro rapporto padre-figlio viene messo in crisi dalla presenza nefasta e crudele della donna, ma l’incontro con la prorompente sensualità di Phillys non potrà che rovinare del tutto la vita del promettente assicuratore e all’affranto Keyes non resterà che accendere l’ultima sigaretta al suo protetto nell’attesa di un ambulanza che forse non arriverà in tempo..