HORROR

Enota la variabilita’di programmazione dei palinsesti televisivi, ma cio’ che e’ accaduto ieri ha veramente dell’incredibile: attendendo la messa in onda di un piccolo gioiello di Carpenter Essi Vivono

ho assistito a un piccolo orrore che promette di incombere su tutte le nottate estive su mediaset. Una silohuette femminile ha attraversato con falcate sexy uno studio in penombra, la luce poi ha illuminato una bionda procace vestita in latex che ha garantito con voce suadente di porre rimedio alle nottate insonni di chi ancora vegliava davanti alla tv con la vendita di prodotti ineguagliabili fruibili a un centralino che sarebbe stato aperto tutta notte: e’ partito il primo lotto e una americana dalla voce roca ha proposto ai malati d’insonnia, ai sofferenti per il caldo africano di passare le notti facendo ginnastica su una smagliante ciclette! E’ stata poi la volta di Alfredo che consigliava caldamente di proseguire le ore notturne imbiancando le pareti di casa con un prodigioso strumento che spennella velocemente anche le pareti piu’ perigliose: quelle a buccia d’arancia (testuali parole giuro! ho guardato con aria accusatoria i muri di casa immaginando che la cellulite fosse conseguenza di un bizzarro contagio)
Il terzo lotto, il migliore a mio avviso, si chiama Polifemo ed e’ un marchingegno adattissimo alla vita di campeggio (improvvisamente la bionda svampita si e’ ricordata che siamo in periodo di vacanze) tv, radio, pila e quant’altro incorporati in un unico attrezzo che vantava anche una sirena per farci sentire piu’ sicuri in mancanza dell’antifurto casalingo o utilissimo (cito di nuovo testualmente) per richiamare i bambini che sguazzano da mezz’ora nell’ acqua o anche per richiamare il cane; dopo aver trasformato la vacanza in campeggio un sereno soggiorno in campo di concentramento, e’ arrivata l’attesissima offerta della notte, per la quale si e’ riproposta la sventola americana che spacciandosi per personal trainer ha pubblicizzato un attrezzo per gli addominali proponendo, sotto la piu’ classica ripresa ginecologica esercizi talmente malfatti che se Mara mi vedesse mai esercitarmi cosi’ svogliatamente mi riempie di lordoni (trasformare una delle piu’ care amiche in personal trainer e’ una perversione che non consiglierei neppure al mio peggior nemico, fidatevi!).
Mentre nell’angolo piu’ recondito della mia mente riflettevo che per gli addominali non si fa mai abbastanza, che ridipingersi da soli le pareti d casa e’ un’esperienza che non puo’ mancare nel bagaglio di vita di una persona, e’ partita la musica che accompagna(va) il logo della Cecchi Gori, il ventilatore ha scompigliato le pagine di Film tv e sotto gli occhi mi e’ caduta parte della recensione :

… un film politico dove cattivi-alieni colonizzano la nostra civilta’ e ci tengono sotto scacco con i loro comandamenti: “consuma”, “obbedisci”, “segui i consigli per gli acquisti” e soprattutto”guarda molta Tv”. Ecco, se non volete diventare come loro guardate solo i film. Quelli che liberano la testa.

Fiuuuu.. mi sono salvata anche stasera!

American gigolo’

Fameg USA 1980
Richard Gere, Lauren Hutton
regia di Paul Schrader





Il film che ha lanciato Richard Gere ha una trama che pare essere uscita da un romanzo di Balzac o di Maupassant: l’ascesa e la caduta di un gigolo’ nell’America rampante del 1980 non e’ poi diversa da quella dei tanti arrampicatori sociali che si muovevano all’ombra della classe dirigente francese del Secondo Impero.
Trama a parte, American gigolo’ e’ un film cult perche’ rappresenta l’estetica di uno stile di vita che predomina ancora oggi: il culto della bellezza fisica e della cura di se’.
Infatti le scene che sono entrate nell’immaginario collettivo sono quelle di Gere che studia lo svedese mentre fa ginnastica appeso al soffitto con delle cavigliere e quelle in cui sceglie il look per la serata cercando di abbinare camicia e cravatta a quattro o cinque completi buttati sul letto: tutti abiti di sartoria italiana e l’italian style vedra’ sorgere la sua stella con Armani, Versace proprio nei primi anni ottanta.
Anche gli ambienti in cui si muove Giulian Kay lanceranno una moda: non tanto i grandi aberghi e le ville signorili dove svolge il suo lavoro, quanto per il suo appartamento: un loft minimalista, con attrezzature hi tech e tanto di panca ginnica che fa bella mostra di se: credo, senza tema di smentita, che in Italia, prima di questo film non si sia mia visto un arredo simile, dai colori freddi tono su tono.
Di grande impatto la colonna sonora di Giorgio Moroder, che sa trasformare gi accordi pop di Blondie in musica dal forte senso espressivo.
L’estetica coinvolge anche l’etica e al personaggio di Richard Gere non viene assegnata nessuna valenza negativa: e’ un ragazzo che si arrangia, che fa quello che gli piace (sta nascendo l’edonismo reaganiano, ragazzi!) sfruttando la sua prestanza fisica per fare carriera (ometto ogni riferimento al mondo odierno delle veline perche’ ormai e’ un tema veramente trito e, come sto tentando di dimostrare, anche pluriventennale).
Del resto a redimerlo arriva la forza salvifica dell’amore (interpretato dalla piu’ modella che attrice Laureen Hutton) e questo e’ uno dei paradossi (o forse un’ipocrita copertura?) degli eighties: sesso.. potere.. ma tutti sognando il grande amore, la passione che cambia la vita.
Ultima annotazione di costume: l’unica cosa a fare “scandalo” furono le chiappette nude di Gere, e visto che vent’anni dopo Clooney si scompone per il nudo di Solaris, possiamo definitivamente bollare American Gigolo’ come epocale.

Perfect Strangers (Intermezzo matrimoniale)

Perfectstrangers Usa 1950 Warner bros
con Ginger Rogers,Dennis Morgan, Thelma Ritter
regia di Bretaigne Windust

Strana commistione di melo’ e film giudiziario per questo film passato tempo fa in Rai e visionato oggi pomeriggio, doppiato ma senza traduzione del titolo (del resto e’ il terzo film di matrice americana o anglosassone cosi’ intitolato).
L’ambientazione giudiziaria e’ tipica: una giuria chiamata a decidere le sorti del processo di un uomo sposato accusato di aver assassinato la moglie pr poter rifarsi la vita con l’amante: dettagliato il ripercorrere del formarsi della giuria, con le perplessita’ e i dubbi (lavorativi piu’ che morali) di chi dovra’ assumere questo impegno.
IntermezzomatrimonialeIl melo’ puritano si sovrappone al tema giuridico perche’ all’interno della giuria, che per decisione del giudice viene tenuta isolata affinche’ non sia influenzata dalla bagarre della stampa, si ripete la storia che sta alla base del processo: l’innamoramento tra un uomo sposato e una bella divorziata,che resa conscia proprio dal processo delle conseguenze che l’amore colpevole (?) avra’ sugli altri si ritira in buon ordine.
Interessante spaccato di un epoca sostenuto dalla recitazione perfetta di ottimi attori tra cui si distingue Thelma Ritter nella parte di una casalinga un po’ svampita.

Sky

Il gran giorno e’ alle porte: domani iniziera’ la programmazione di Sky, la nuova piattaforma satellitare nata dalla fusione di Tele+ e Stream.
Ridicoli cartelloni pubblicitari a parte, in questo mese di attesa abbiamo imparato a conoscerla e le prospettive sembrano allettanti: innanzitutto il prezzo di abbonamento e’ diminuito e l’offerta di canali aumentata, soprattutto per quanto riguarda il pacchetto cinematografico.
Se personalmente esulto pregustando le notti di halloween su Universal a base di vecchi horror, mi incuriosisce anche il modificarsi del canale Cult,che accanto ai due canali Raicinema pare trasmettere i film piu’ interessanti per qualita’ e (finora) scarsa visibilita’ spero anche in succulenti documentari o semplici schede di approfondimento su autori o titoli.
Tranquilizzante anche la situazione del canale Rai dedito alla fiction, che pare riservare uno spazio seppur minimo ai vecchi sceneggiati.
Il rammarico e’ per la chiusura di Cineclassic che ci aveva abituato alle chicche dei suoi fondi magazzino della RKO e che stasera dara’ un’addio grandioso agli abbonati italiani trasmettendo Quarto Potere e Susanna, ma nulla ci vieta di sperare che in un futuro nuovi accordi possano farlo rientrare nell’ attuale offerta satellitare.

il ciulatore del tempo

20091 Quando il tuo San Sebastiano di fiducia (a proposito: piacuta la foto? avrei potuto ossessionarti con antonello da Messina ma ho preferito qualcosa di piu’ moderno) e’ giu’ di morale e per giunta ti manda una bella citazione di Guccini [ma davvero vedi cosi’ il mio blog? :’-O ] tocca abbandonare le frecce al curaro e adempire antiche promesse.
Sviluppata nei primi anni novanta dalla sottoscritta e dalla sua compagna di ricerche Chiara, questa teoria vuole studiare il bizzarro fenomeno che colpisce in prevalenza in tarda eta’ liceale sicuramente in eta’ universitaria:  tu decidi di farti la tua sacrosanta telefonatina giornaliera di una decina di minuti prima di gettarti a capofitto sui libri , giusto per aggiornarti sulle ultime novita’..
Insomma quanto ci puoi impiegare a raccontare brevemente gli ultimi speteguless? Sembra strano ma come minimo passa un’ora, un’ora un quarto ed e’ il rientro improvviso di un genitore che con l’ultima bolletta in mano e una forbice minacciosa da un altra ti induce ad interromperti sul piu’ bello.
Ora io e la mia collega scienziata ci siamo sacrificate per anni tentando di risolvere questo rompicapo temporale e siamo giunti all’unica ed ovvia conclusione: esiste un ciulatore del tempo che si annida nelle cornette telefoniche e creando una bolla spazio-temporale si nutre del tempo che riesce a sottrarti: sono riuscita a dargli anche una fisionomia, non definitiva certo, in questa dimensione non e’ possibile avere altro che una visione distorta della realta’, comunque credo che si presenti come uno dei Grandi Antichi di Lovecraft, anzi probabilmente fa parte di quella cosmogonia ed uscito dal mondo sotterraneo si e’ rifugiato nel cavo di un telefono..

David Niven, the english gentleman

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A vent’anni esatti dalla scomparsa di un grande interprete della commedia inglese e americana, l’omaggio e’ doveroso.
David Niven, nato a Londra il 1º marzo 1910, ha rappresentato il prototipo del gentleman inglese: elegante sorriso ironico; sublime in Scala al Paradiso di Powell e Pressburger, lavoro’ anche con Lubitsch e Ford.
Vinse un oscar per una delle sue poche interpretazioni drammatiche Tavole separate, ma il ruolo tagliato su misura per lui resta il Phileas Fogg de Il giro del mondo in ottanta giorni.

Cane Bianco

Canebianco White Dog
USA 1982
con Paul Winfield, Kristy McNichol, Burl Ives, Paul Bartel
regia di Samuel Fuller



E’ la storia di un magnifico cane bianco (nel senso che e’ un cane lupo candido come la neve) addestrato per essere un cane bianco, cioe’ un cane addestrato all’assalto delle persone di colore.
Trovato casualmente da una giovane attrice, verra’ affidato ad un addestatore di colore che tentera’ di guarire la bestia dal razzismo istillatole dall’uomo.
Quando la giovane riceve la telefonata che il cane e’ probabilmente del tutto guarito e sta per uscire, alla sua porta si presenta il precedente proprietario, che a lungo aveva cercato; il razzista che aveva trasformato il cane in una terribile belva assassina e’ un quieto vecchetto che arriva accompagnato dalle dolci nipotine, a sottolineare che la crudelta’ umana si nasconde anche sotto le piu’ innoque apparenze.
Il cane morira’, perche’ riconciliato con la razza nera e non intimidito dalla ragazza bianca, non potra’ fare a meno di saltare alla gola del vecchio proprietario del centro di addestramento, che nella sua mente ormai associa a quella del vecchio crudele che aveva iniziato il suo folle addestramento: certo, sarebbe stato possibile recuperare il cane anche alla categoria "anziani", ma la drammaturgia ha le sue leggi.


Whitdog

E il film si chiude su un’ultima immagine del cane morto in un arena di sabbia, immagine quasi profetica del destino orrido che oggi tocca a tanti cani vittima della follia umana che ne fanno combattenti mortali.
Ma come ci insegna la LAV, con la sua campagna di recupero e di adozione adistanza di ex combattenti, tutti i cani possono essere recuperati, per certi appartementi alla mia specie, ho dei dubbi.