Quando il tuo San Sebastiano di fiducia (a proposito: piacuta la foto? avrei potuto ossessionarti con antonello da Messina ma ho preferito qualcosa di piu’ moderno) e’ giu’ di morale e per giunta ti manda una bella citazione di Guccini [ma davvero vedi cosi’ il mio blog? :’-O ] tocca abbandonare le frecce al curaro e adempire antiche promesse.
Sviluppata nei primi anni novanta dalla sottoscritta e dalla sua compagna di ricerche Chiara, questa teoria vuole studiare il bizzarro fenomeno che colpisce in prevalenza in tarda eta’ liceale sicuramente in eta’ universitaria: tu decidi di farti la tua sacrosanta telefonatina giornaliera di una decina di minuti prima di gettarti a capofitto sui libri , giusto per aggiornarti sulle ultime novita’..
Insomma quanto ci puoi impiegare a raccontare brevemente gli ultimi speteguless? Sembra strano ma come minimo passa un’ora, un’ora un quarto ed e’ il rientro improvviso di un genitore che con l’ultima bolletta in mano e una forbice minacciosa da un altra ti induce ad interromperti sul piu’ bello.
Ora io e la mia collega scienziata ci siamo sacrificate per anni tentando di risolvere questo rompicapo temporale e siamo giunti all’unica ed ovvia conclusione: esiste un ciulatore del tempo che si annida nelle cornette telefoniche e creando una bolla spazio-temporale si nutre del tempo che riesce a sottrarti: sono riuscita a dargli anche una fisionomia, non definitiva certo, in questa dimensione non e’ possibile avere altro che una visione distorta della realta’, comunque credo che si presenti come uno dei Grandi Antichi di Lovecraft, anzi probabilmente fa parte di quella cosmogonia ed uscito dal mondo sotterraneo si e’ rifugiato nel cavo di un telefono..
Giorno: 29 Luglio 2003
David Niven, the english gentleman
A vent’anni esatti dalla scomparsa di un grande interprete della commedia inglese e americana, l’omaggio e’ doveroso.
David Niven, nato a Londra il 1º marzo 1910, ha rappresentato il prototipo del gentleman inglese: elegante sorriso ironico; sublime in Scala al Paradiso di Powell e Pressburger, lavoro’ anche con Lubitsch e Ford.
Vinse un oscar per una delle sue poche interpretazioni drammatiche Tavole separate, ma il ruolo tagliato su misura per lui resta il Phileas Fogg de Il giro del mondo in ottanta giorni.
