Il 25 ottobre 1993 moriva Vincent Price, nato il 27 maggio 1911 a St.Louis, emigrato a Londra per intraprendere una carriera teatrale e dimenticarne una cinematografica che non decollava.
Tornato al cinema alla fine degli anni ’30 si specializza nel ruolo dell’antagonista cattivo, da ricordare tre dei quattro film interpretati a meta’ degli anni ’40 accanto aGene Tierney: Vertigine, Femmina Folle, Il castello di Dragonwick per poi diventare, nei primi anni ’50, il divo per eccellenza dei film dell’orrore di serie B.

Il primo successo fu La maschera di cera, del 1953 per la regia di André De Toth. Segue la collaborazione con Roger Corman che da vita a otto film a basso costo tratti principalmente da racconti di E.A.Poe con qualche incursione nel mondo lovecraftiano.
La sua carriera prosegue fino ai primi anni 80 in ruoli orrorifici,
tra cui ricordiamo Il grande inquisitore del 1968, film misconosciuto da noi ma di culto nei paesi anglosassoni perchè firmato dal promettente regista maledetto Michael Reeves, tanto da aver ispirato il giudice Frollo ne Il gobbo di Notre Dame della Disney; il dittico sulle orripilanti gesta del Dr. Phibes diretto nel 1971-’72 da Robert Fuest; ed infine il bizzarro Oscar insanguinato del 1973 dove la natura istrionica dell’attore ha libero sfogo in mille travestimenti.
“Sdoganato” alla cultura popolare nel 1983 con il videoclip Thriller di Michael Jackson in cui recita la parte introduttiva, diventa icona del cinema contemporaneo con il suo ultimo fim Edward mani di forbici del 1990, dove, per la regia di Tim Burton, interpreta lo scienziato che da la vita a Edward.
Chissà se è ironia della sorte o definitiva consacrazione che una delle piu’ grandi maschere del cinema horror sia morta una settimana prima di Halloween, nel periodo dell’anno in cui ogni televisione del mondo rispolvera un ciclo di film del terrore?
In ogni caso oggi è possibile vederlo su Sky 16:9 in una delle sue ultime apparizioni, Ore contate di Dennis Hopper e in La città dei mostri nel corso della notte di Fuori Orario.