Mediterraneo – da Courbet a Monet a Matisse

Courbet, la spiaggia a palavas

Innanzitutto bisogna rendere merito a Marco Goldin di avere reso un po’ piu’ “malleabile” la struttura del Palazzo Ducale di Genova, centro espositivo che non brillava certo per disponibilita’: mi e’capitato in passato di non aver potuto visitare delle mostre perche’ arrivata al limite dell’orario di chiusura della cassa centrale che anticipa di una buona mezz’ora la solita chiusura della cassa un’ora prima della fine della giornata espositiva.
Linea d’ombra sfodera invece una sua cassa apposita per la mostra con addetti gentilissimi che indicano l’ingresso e il guardaroba ed in tempi di crisi nera per la cultura anche l’affabilita’ degli impiegati e’ oltre modo gradita.

Come se non bastasse viene proposto anche un’estensione in quel di Bordighera, dove e’ possibile ripercorrere i “sentieri di Monet”, visitando i luoghi che hanno ispirato il maestro impressionista nel suo soggiorno a Bordighera nel 1883.

La mostra illustra come la costa provenzale sia stata snodo fondamentale per l’arte figurativa della seconda meta’ del XIX secolo. Si parte da una coppia vedute settecentesche che dimostrano la concezione puramente vedutista dei porti e delle coste e si deve arrivare al soggiorno in Provenza di Courbet nel 1834 perche’ il mare diventi protagonista della tela. Non un mare burrascoso, attenzione, la costa francese pare ispirare i pittori per la dolcezza delle coste e la purezza della luce, non e’ qui che si puo’ trovare lo strum und drang romantico. Lo dimostrano alcune opere di Munch: il pittore, celebre per il drammatico Urlo, trova a Nizza una serenita’ e una luce che traspare chiaramente dai due dipinti esposti.



Munch


Una tranquillità dell’animo che permette di concentrarsi sul colore: i due anni in Provenza sono fondamentali nell’arte di Van Gogh, Monet trova nella macchia e nella costa mediterranea altra ispirazione per i suoi toni delicati. Renoir soggiorna nel Midi con Cezanne ed e’ possibile vedere una accanto all’altra due tele con lo stesso soggetto (Rocce all’Estaque) che i due maestri dipinsero assieme. Nel confronto tra le due opere si possono intuire le diverse vie che l’arte figurativa ha seguito nel XX secolo.

Un percorso di grande suggestione che termina gloriosamente in una piccola sala dove tre capolavori di Monet, Van Gogh e Cezanne incantano lo spettatore.

Mediterraneo
da Courbet a Monet a Matisse
Palazzo Ducale, Appartamento del Doge
27 novembre 2010 – 1 maggio 2011

Urlo

Howl Nel 1955 a San Francisco, avviene la lettura pubblica dello scandaloso poema Urlo, opera prima del poeta Allen Ginsberg e manifesto poetico della cultura beat. Due anni dopo l’editore che ha pubblicato l’opera, Lawrence Ferlinghetti viene processato per oscenita’.

Finalmente una variazione poetica del genere biopic e non poetica perche’ il tema centrale ruota attorno a una poesia (o forse anche per questo) ma perche’ alcuni inserti a cartoni animati, disegnati da Eric Drooker e usciti anche in volume, esprimono in immagini tutta la forza lirica del testo di Ginsberg e si innestano sulla ricostruzione degli eventi storici dove il reading del ‘55 e i fatti che portano alla genesi del poema sono raccontati in bianco e nero mentre gli stralci del processo e la posizione del poeta del ’57 sono a colori. L’alternanza tra le scene processuali e l’intervista all’artista rappresentano chiaramente lo scontro tra le motivazioni di una generazione “ribelle” e lo sconcerto della classe borghese, scioccata dalle esperienze raccontate e dal linguaggio usato per narrarle. Contraddittorio perfetto a cui vanamente aspirano i dibattiti politici della nostra televisione e una commistione di stili cinematografici da cui esce vincente la forza prorompente e sovversiva della poesia.
Prova impegnativa e ben superata dal protagonista James Franco nei panni di Ginsberg, camei di contorno di vecchie glorie, mentre il povero Jon Hamm, nel ruolo dell’avvocato della difesa, inaspettatamente vittorioso, non riesce a liberarsi dell’ingombrante fantasma di Don Draper (Mad Men) e riporta sul grande schermo un personaggio che per look e apertura mentale ricorda il suo alter ego televisivo.