Me and you and everyone we know

MeChristine e’ una videoastista che per mantenersi fa la tassista per anziani; accompagnando uno dei suoi clienti in un centro commerciale per acquistare un paio di scarpe, si innamora a prima vista del commesso del reparto calzature, ma l’uomo ha una storia complicata alle spalle: si e’ appena separato ed ha  un rapporto conflittuale con i due figli..

Un film delizioso. Uno sguardo originale sulla vita, l’arte, l’amore , il sesso, la morte: temi ingombranti raccontati con tenerezza e malinconia dal punto di vista degli anziani, dei bambini e degli adulti.
Non mancano stilettate di pungente ironia che sdrammatizzano nelle risate il ruolo ossessivo che il sesso ha nella nostra societa’ dove le ingenue allusioni alla cacca  da parte di un bambino, forse un po’ regredito psicologicamente per la separazione dei genitori, vengono scambiate per perversioni sessuali in chat mentre due ragazzine pianificano scientemente le loro iniziazioni sessuali strumentalizzando un loro coetaneo: certo, raccontata cosi’ sembra un incrocio tra il primo John Waters e Rocco Siffredi, invece la regista, Miranda July, riesce a permeare il tutto con uno sguardo poetico ed innocente.
Divertente anche la parodia del mondo dell’arte moderna con una scenetta che ricorda quella della moglie di Sordi addormentata alla Biennale di Venezia.
Assolutamente da recuperare.

Addio a Nino Manfredi

Con la morte di Nino Manfredi, avvenuta stamane se ne va l’ultimo dei grandi attori della’epica stagione della commedia all’italiana.


Ninomanfredi

Dei famigerati quattro moschettieri: Gassman, Tognazzi e Sordi è stato quello che maggiormente si e’ avvicinato alla televisione e forse verrà ricordato più per le fiction di questi ultimi anni o per la pubblicità del caffé dal famoso tormentone più che per l’impressionante filmografia.


Le avventure di Pinocchio

Come bambina degli anni 70 per me resta un’inarrivabile Geppetto nel Pinocchio di Comencini; come attore lo
voglio ricordare con un capolavoro poco noto: La ballata del boia (El verdugo) di Louis Garcia Berlanga del 1963.
Manfredi ne interpreta il ruolo principale, quello di un impiegato che pur di non perdere il diritto alla casa del suocero si trova costretto a intraprendere la sua attività di boia.
Dissacrante manifesto contro la pena di morte e il franchismo.

Porzus o del doppiaggio

PorzusLa diatriba sul doppiaggio e’ solitamente rivolta alla traduzione di film stranieri, che tanti vorrebbero in sala con i sottotitoli e la possibilita’ di ascoltare le voci delle loro star preferite.
La visione dell’ultima parte del film Porzus venerdi’ sera pero’ mi porta a riflettere su una forma di doppiaggio ormai caduta in disuso: quello di rendere omogeneo il linguaggio di un film italiano.
Porzus narra (con molti demeriti) una tragica storia della resistenza in cui un gruppo di partigiani comunisti trucida altri partigiani di matrice cattolica. La storia viene rievocata da due sopravvissuti dei blocchi avversari che in tarda’ eta’ si rincontarano per una resa dei conti.
La vicenda si svolge sulle montagne del Friuli e benche’ le molte cadenze dialettali degli interpreti possano venire accettate, e’ abbastanza fastidioso vedere uno dei personaggi principali, Geko, comandante della Garibaldi, interpretato all’epoca della vicenda partigiana dal giovane Lorenzo Crespi dal forte accento meridionale e da anziano da Gastone Moschin che sfodera un impeccabile accento friulano.
GekoSono arrivata anche a pensare che Geko non fosse orginario di quei luoghi e poi vi sia rimasto dopo i tragici eventi che lo videro protagonista, giustificazione un po’ lambiccata per un film che tra i pochi meriti ha quello di una perfetta ricostruzione storica, ma la fedelta’ storica non passa anche attraverso il linguaggio?
Non e’ compito degli attori aver una dizione perfetta e all’occorenza imitare i piu’ diversi dialetti? Le suore da me lo pretesero quando alle medie mi fecero recitare una commedia di Goldoni! Esperienze personali a parte , essere doppiati in patria non e’ un demerito (soprattutto quando questo torna a vantaggio del film al cui servizio dovrebbe essere l’attore): accadde anche a Mastroianni in una delle sue prime apparizioni e, non vorrei sbagliare, venne doppiato da Sordi.