La costola di Adamo

LacostoladiAdamoAdam’s Rib
USA 1949 MGM
con Katharine Hepburn, Spencer Tracy, Judy Holliday
regia di George Cukor

Quando una donna spara al marito dopo averlo sorpreso con un’altra, finisce la pace in casa degli avvocati Bonner: lui, Adamo, è il procuratore a cui viene affidata l’accusa mentre la moglie Amanda decide di difendere la donna tradita per dimostrare che le donne devono avere gli stessi diritti degli uomini, anche in materia di delitto d’onore.

Il sesto dei nove film girati dalla coppia Hepburn/Tracy è una raffinata commedia diretta da George Cukor dove si trattano temi attualissimi ancora oggi senza un briciolo di retorica e chiosando con estrema leggerezza sui rapporti uomo-donna in termini sociali, civili e ovviamente sentimentali.
I due attori, legati da otto anni di relazione sentimentale sembrano portare in scena la loro vita quotidiana e i loro veri caratteri: lui pragmatico e conservatore lei combattiva e protofemminista (Kate Hepburn era figlia di una suffragetta).
Con estremo acume lo script della coppia di sceneggiatori, anche loro sposati nella vita, Ruth Gordon e Garson Kanin, sa rovesciare gli stereotipi dei sessi: sarà l’austero procuratore a mettersi a frignare per commuovere la moglie quando sull’orlo del divorzio dovranno vendere l’amata fattoria di cui hanno appena saldato il mutuo, mentre Amanda porta in tribunale una schiera di donne che nei vari settori, da quello scientifico alla forza bruta, non hanno nulla da invidiare agli uomini.
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Alla delicatezza del rapporto della coppia di avvocati che, almeno i primi tempi, riescono a duellare in punta di fioretto in tribunale per poi coccolarsi a casa, fa da contraltare la rudezza degli Attinger, composta dal marito fedifrago e dalla moglie sparatrice: quello che raccontano in tribunale è un legame senza nessun rispetto per l’altro che sfocia nella violenza verbale e fisica ben prima del colpo di pistola che li porta in tribunale.
Ad interpretare Doris Attinger c’è Judy Holliday, attrice molto amata da George Cukor, che le fece vincere l’oscar l’anno successivo per Nata Ieri, portando sul grande schermo la pièce teatrale che aveva rivelato l’attrice.
Warren Attinger è interpretato da Tom Ewell che nel 1955 sarà ancora un marito con fantasie extraconiugali nel suo film più famoso Quando la Moglie è in Vacanza dove è coprotagonista accanto a Marilyn Monroe.
Curiosamente gira il suo film più noto con la Monroe, Come Sposare un Milionario, anche l’altro coprotagonista de La Costola d’Adamo, David Wayne, qui nelle vesti del vicino di casa dei Bonner che corteggia Amanda e le dedica la canzone Farewell Amanda, composta da Cole Porter.

MARILYN MONROE 50 anni fa come oggi IL MITO

Ugo Nespolo © Marilyn, Multiplo in serigrafia, cm 60X60  - 2011 Dedicata ad una stella la cui luce non si è mai spenta.  
S’intitola MARILYN MONROE 50 anni fa come oggi IL MITO la mostra allestita dal  26 maggio al 10 giugno 2012 nei locali dell’Ex Cinema Moderno, viale Po 15 a Crescentino (Vercelli), dove negli anni ’50 lo struggente splendore dell’attrice tante volte ha  illuminato il grande schermo. Non ci sarebbe  dunque spazio più adatto per ospitare l’eccezionale esposizione, frutto dell’appassionata ricerca di un collezionista, di oltre 500  immagini e di  un gran numero di riviste, cartoline, poster, locandine e documenti, alcuni unici e rari, legati alla vicenda pubblica e privata di una diva e di un donna indimenticabile.
Di speciale significato artistico e simbolico è l’opera di Ugo Nespolo, artista di fama internazionale e presidente del Museo Nazionale del Cinema di Torino, che ha voluto essere presente con un ritratto dell’attrice,  vera e propria icona del ‘900, a cui ha dedicato la personale Marilyn. Il sogno infranto.

MARILYN MONROE 50 anni fa come oggi IL MITO,  ideata, organizzata e curata da  CMT, Collezioni Mostre Turismo Onlus, gode del patrocinio del Comune di Crescentino, della Regione Piemonte, della Provincia di Vercelli, del Consiglio Regionale del Piemonte, del Museo Nazionale del Cinema di Torino ed è stata possibile grazie all’aiuto e alla collaborazione  dell’Associazione Culturale Onlus Elegguà e dell’Agriturismo Riso Greppi, a cui si deve la pubblicazione del catalogo.

Una fotografia del 1945  ci svela Marilyn diciannovenne.  
Si chiama Norma Jean Baker, è  ragazza dallo sguardo triste vestita in modo austero.  In altri scatti sorride sulla neve o sorregge un agnellino, apparentemente spensierata. Ha già alle spalle il naufragio di un matrimonio quando inizia la carriera di fotomodella. Apparirà scandalosamente sul primo numero di Playboy  e presto i suoi capelli castani diventeranno biondo platino. Sta nascendo la stella destinata a conquistare Hollywood ed il mondo.
E’ del 1948 una  rara fotografia  di Scudda Hoo! Scudda Hay! il primo film in assoluto di Marilyn. Niente più di una breve apparizione ma la sua straordinaria bellezza non può passare inosservata.
La mostra segue, passo dopo passo, la sua ascesa d’attrice,  proponendo scene memorabili di Niagara e Quando la moglie è in vacanza (il suo sorriso disarmante e compiaciuto nella celebre sequenza della gonna bianca, che si alza sulla griglia di areazione della metropolitana, è uno dei momenti più celebri della storia del cinema). E ancora, per citarne alcuni, Gli uomini preferiscono le bionde, Fermata d’autobus, A qualcuno piace caldo, tutti film che esaltano il fascino, la voce ed il talento di questa donna baciata dal successo e dalla fortuna, eppure drammaticamente sola.        

Marilyn RIVISTE Così, nell’esposizione, accanto alle immagini del trionfo sugli schermi, si susseguono quelle di una vita segnata da una disperata richiesta d’amore: il naufragio dei suoi matrimoni con Joe Di Maggio ed Arthur Miller, le tante avventure, gli eccessi impietosamente riportati dai rotocalchi, le storie intrecciate con i fratelli Kennedy, la sua tragica fine dell’agosto del 1962, ancor oggi avvolta nel mistero, che ha contribuito, tristemente, alla nascita del mito.  
  
I curatori, per ricordarla a 50 anni dalla scomparsa, bandendo ogni morbosità,  suggeriscono una visione ed una lettura della mostra cariche di tenerezza e delicata partecipazione.  Come spiega il critico d’arte Massimo Olivetti nella presentazione in catalogo: “Mito e sogno s’intrecciano, si confondono e si alimentano nella raccolta e nella rassegna di immagini che ripropongono attimi e momenti, che replicano all’infinito ogni pezzetto di Marilyn, del suo sorriso, del suo latteo candore, della sua sconfinata infelicità alla ricerca di un salvatore. A lei ed a noi è dedicata questa mostra, alla sua persona e alle nostre chimere. Alberto Barbera, direttore del Museo Nazionale del Cinema di Torino, custode dei sogni e dei miti in celluloide, ne ha colto il significato offrendo il patrocinio. Ed Ugo Nespolo, presidente del medesimo museo, lo ha affiancato, esponendo una sua opera dedicata a Marilyn.”

MARILYN MONROE
50 anni fa come oggi
IL MITO

26 MAGGIO – 10 GIUGNO 2012
Locali ex Cinema Moderno
Viale Po, 15
CRESCENTINO
(Vercelli)
Inaugurazione sabato 26 maggio, ore 16.30
Ingresso libero
Orari:
sabato e domenica: 9.30- 19.30 / 20.30 – 23.00
lunedì – venerdì: 15.00 -19.30 / 20.30-23.00

Billy Wilder

100 anni fa nasceva a Sucha, cittadina della Galizia, uno dei piu’ grandi registi della storia del cinema, per lui possono ancora parlare i suoi film imprescindibili:

Lafiammadelpeccato_1

La fiamma del peccato 1944

Giorniperduti_1

Giorni perduti 1945

Vialedeltramonto_1

Viale del tramonto 1950

Assonellamanica

Asso nella manica 1951

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Sabrina 1954

Quandolamoglieinvacanza

Quando la moglie e’ in vacanza 1955

Aqualcunopiacecaldojpg

A qualcuno piace caldo 1959

Lappartamento

L’appartamento 1960

Irmaladolce

Irma la dolce 1963

Baciamistupido

Baciami stupido 1964

Primapagina

Prima pagina 1974

La donna del ritratto

The Woman in the Window
Usa 1945 RKO
con Edward G. Robinson, Joan Bennett, Raymond Massey, Edmund Breon, Dan Duryea, Thomas E. Jackson, Arthur Loft, Dorothy Peterson
regia di Fritz Lang




La donnadelritratto


Vedere un vecchio film in una sala cinematografica è sempre emozionante, anche quando si tratta di una copia disastrata come in questo caso.



La storia ha per protagonista un professore di psicologia (Edward G. Robinson) la cui vita scorre nel tran tran della vita
famigliare tra lezioni, casa e circolo; mentre la famiglia e’ in vacanza incontra una modella (Joan Bennett) che ha avuto modo di ammirare in un ritratto
e improvvisamente si trova coinvolto in una spirale di omicidi e ricatti.
Fritz Lang getta il suo sguardo inquieto sulla vita grigia di un borghese di mezz’età in bilico tra colpa ed innocenza seguendo passo passo il
suo vano tentativo di occultare le prove fino al tentativo di suicidio.


L’happy end a sorpresa e’ stato spesso criticato, ma il regista sosteneva che fosse l’unico possibile e in effetti è vero, dato che scioglie in una risata una storia che rischia di essere letta come una parabola moralista, quasi un manifesto del codice Hays, dove ogni minima deviazione dalle regole e dalle convenzioni (il Detour, per citare il capolavoro assoluto del genere) viene scontata amaramente.




Thewomaninthewindow


Undici anni dopo, nel 1955, Billy Wilder riprende lo stesso tema della fantasia libertina di un uomo la cui moglie è lontana, facendone un capolavoro di comicità in Quando la moglie e’ in vacanza: l’adulterio (pensato, non ancora consumato) non porta piu’ diritti al patibolo.