MARILYN MONROE 50 anni fa come oggi IL MITO

Ugo Nespolo © Marilyn, Multiplo in serigrafia, cm 60X60  - 2011 Dedicata ad una stella la cui luce non si è mai spenta.  
S’intitola MARILYN MONROE 50 anni fa come oggi IL MITO la mostra allestita dal  26 maggio al 10 giugno 2012 nei locali dell’Ex Cinema Moderno, viale Po 15 a Crescentino (Vercelli), dove negli anni ’50 lo struggente splendore dell’attrice tante volte ha  illuminato il grande schermo. Non ci sarebbe  dunque spazio più adatto per ospitare l’eccezionale esposizione, frutto dell’appassionata ricerca di un collezionista, di oltre 500  immagini e di  un gran numero di riviste, cartoline, poster, locandine e documenti, alcuni unici e rari, legati alla vicenda pubblica e privata di una diva e di un donna indimenticabile.
Di speciale significato artistico e simbolico è l’opera di Ugo Nespolo, artista di fama internazionale e presidente del Museo Nazionale del Cinema di Torino, che ha voluto essere presente con un ritratto dell’attrice,  vera e propria icona del ‘900, a cui ha dedicato la personale Marilyn. Il sogno infranto.

MARILYN MONROE 50 anni fa come oggi IL MITO,  ideata, organizzata e curata da  CMT, Collezioni Mostre Turismo Onlus, gode del patrocinio del Comune di Crescentino, della Regione Piemonte, della Provincia di Vercelli, del Consiglio Regionale del Piemonte, del Museo Nazionale del Cinema di Torino ed è stata possibile grazie all’aiuto e alla collaborazione  dell’Associazione Culturale Onlus Elegguà e dell’Agriturismo Riso Greppi, a cui si deve la pubblicazione del catalogo.

Una fotografia del 1945  ci svela Marilyn diciannovenne.  
Si chiama Norma Jean Baker, è  ragazza dallo sguardo triste vestita in modo austero.  In altri scatti sorride sulla neve o sorregge un agnellino, apparentemente spensierata. Ha già alle spalle il naufragio di un matrimonio quando inizia la carriera di fotomodella. Apparirà scandalosamente sul primo numero di Playboy  e presto i suoi capelli castani diventeranno biondo platino. Sta nascendo la stella destinata a conquistare Hollywood ed il mondo.
E’ del 1948 una  rara fotografia  di Scudda Hoo! Scudda Hay! il primo film in assoluto di Marilyn. Niente più di una breve apparizione ma la sua straordinaria bellezza non può passare inosservata.
La mostra segue, passo dopo passo, la sua ascesa d’attrice,  proponendo scene memorabili di Niagara e Quando la moglie è in vacanza (il suo sorriso disarmante e compiaciuto nella celebre sequenza della gonna bianca, che si alza sulla griglia di areazione della metropolitana, è uno dei momenti più celebri della storia del cinema). E ancora, per citarne alcuni, Gli uomini preferiscono le bionde, Fermata d’autobus, A qualcuno piace caldo, tutti film che esaltano il fascino, la voce ed il talento di questa donna baciata dal successo e dalla fortuna, eppure drammaticamente sola.        

Marilyn RIVISTE Così, nell’esposizione, accanto alle immagini del trionfo sugli schermi, si susseguono quelle di una vita segnata da una disperata richiesta d’amore: il naufragio dei suoi matrimoni con Joe Di Maggio ed Arthur Miller, le tante avventure, gli eccessi impietosamente riportati dai rotocalchi, le storie intrecciate con i fratelli Kennedy, la sua tragica fine dell’agosto del 1962, ancor oggi avvolta nel mistero, che ha contribuito, tristemente, alla nascita del mito.  
  
I curatori, per ricordarla a 50 anni dalla scomparsa, bandendo ogni morbosità,  suggeriscono una visione ed una lettura della mostra cariche di tenerezza e delicata partecipazione.  Come spiega il critico d’arte Massimo Olivetti nella presentazione in catalogo: “Mito e sogno s’intrecciano, si confondono e si alimentano nella raccolta e nella rassegna di immagini che ripropongono attimi e momenti, che replicano all’infinito ogni pezzetto di Marilyn, del suo sorriso, del suo latteo candore, della sua sconfinata infelicità alla ricerca di un salvatore. A lei ed a noi è dedicata questa mostra, alla sua persona e alle nostre chimere. Alberto Barbera, direttore del Museo Nazionale del Cinema di Torino, custode dei sogni e dei miti in celluloide, ne ha colto il significato offrendo il patrocinio. Ed Ugo Nespolo, presidente del medesimo museo, lo ha affiancato, esponendo una sua opera dedicata a Marilyn.”

MARILYN MONROE
50 anni fa come oggi
IL MITO

26 MAGGIO – 10 GIUGNO 2012
Locali ex Cinema Moderno
Viale Po, 15
CRESCENTINO
(Vercelli)
Inaugurazione sabato 26 maggio, ore 16.30
Ingresso libero
Orari:
sabato e domenica: 9.30- 19.30 / 20.30 – 23.00
lunedì – venerdì: 15.00 -19.30 / 20.30-23.00

Omar Ronda – Metamorfosi di Primavera

Metamorfosidiprimavera Stracciare a meta’ una foto di Marilyn Monroe e accorgersi che combacia con la meta’ della Primavera di Botticelli. Da questa intuizione fisionomica parte l’ultimo ciclo di opere realizzate da Omar Ronda, l’artista biellese fondatore della Cracking Art e fuoriuscito dal gruppo per dedicarsi totalmente ai Frozen Portraits, la rielaborazione delle icone del XX secolo che congelate sotto uno strato di plastica potranno sfidare i millenni, data la natura indistruttibile del materiale.
Se colpisce che l’icona per eccellenza del secolo scorso, Marilyn Monroe abbia una certa somiglianza con Simonetta Vespucci, la modella prediletta di Botticelli ed icona massima del Rinascimento fiorentino, ancora piu’ stupefacente e’ l’analogia tra le vite delle due bellezze. Entrambe idolatrate in vita per la loro bellezza, intrecciarono relazioni amorose con gli uomini piu’ potenti del loro tempo, finendo anche tra le braccia dei fratelli dei loro amanti, Marilyn con John e Bob Kennedy, Simonetta con Lorenzo il Magnifico e suo fratello Giuliano.
Scomparse in giovane eta’, le loro morti furono anticipatrici di sventura per i potenti che amarono: John sopravvisse poco piu’ di un anno a Marilyn e Bob quattro, mentre Giuliano de’ Medici fu ucciso nella congiura de’ Pazzi esattamente due anni dopo la morte di Simonetta, scomparsa a soli 22 anni per tisi. Come Marilyn, Simonetta Vespucci divenne ideale di bellezza e immortalata da artisti anche decenni dopo la sua scomparsa.
Riflettendo sul potere della bellezza, sulla bellezza e il potere, le opere di Omar Ronda analizzano tutti i protagonisti di queste due vicende cosi’ simili pur essendo avvenute a 500 anni di distanza: nei sui quadri compaiono i Kennedy, Giuliano e Lorenzo, Botticelli e dettagli dei suoi dipinti, ma le creazioni piu’ riuscite sono quelle che si concentrano su Marilyn e Simonetta, tra l’altro c’e’ un ritratto di Marilyn che non conoscevo in cui l’attrice somiglia molto a Jean Harlow. Le opere piu’ interessanti sono sicuramente i dittici che ripropongono le analogie tra le due icone nelle pose dei dipinti dedicati a Simonetta e le foto di Marilyn in particolare il celebre nudo su velluto rosso che Marilyn poso’ per Playboy accostato alla Venere di Botticelli, ma la mia preferenza assoluta va al dittico dove accanto alla Venere c’e’ un nudo di Marilyn in bianco e nero, vestito solo da due pennellate di rosso, una verticale e l’altra orizzontale, allusione concettuale alla posa della Venere botticelliana.

Metamorfosi di Primavera
dal 16 maggio al 30 giugno 2010
Museo del Territorio Biellese
Biella