Un uomo tranquillo

The Quiet Man
USA 1952, Republic Pictures
con John Wayne, Maureen O’Hara, Victor McLaglen, Barry Fitzgerald, Ward Bond, Mildred Natwick, Jack McGowran, Arthur Shields
regia di John Ford

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L’americano Sean Thornton torna nel villaggio irlandese di cui era originaria la sua famiglia per acquistare la proprietà in cui vivevano i suoi genitori. Il terreno però interessa anche a Will Danaher e quando la vedova Tillane vende la fattoria a Thornton, il rivale se la lega al dito e si oppone al fidanzamento della sorella Mary Kate con l’americano. L’intervento dei compaesani permetterà il matrimonio ma per ripicca Danaher rifiuta di dare la dote alla sorella. Sean non comprende le motivazioni della moglie e il matrimonio rischia di naufragare prima ancora di cominciare. Il vero problema però, si nasconde nel passato di Thornton…

John Ford è il regista western per antonomasia e le poche volte che è uscito dal genere ha spesso ambientato i suoi film in Irlanda: il regista era sì di origini irlandesi ma non ha mai visitato l’isola, eppure due dei quattro Oscar come miglior regista sono arrivati grazie a Il traditore  e Un uomo tranquillo, d’ambientazione irlandese.

Quest’ultimo film è una commedia ambientata in un’Irlanda idilliaca dai meravigliosi spazi verdi dove si muove una comunità profondamente legata alle tradizioni e ad alcuni stereotipi: le grandi bevute e le grandi risse risolutrici di tutti i problemi.

Per quanto legato alla terra d’origine dai ricordi di famiglia, Sean è riluttante a fare a botte con il cognato perché ha un passato da pugile, carriera abbandonata quando ha involontariamente ucciso un avversario sul ring e da allora ha giurato di non fare più a pugni. Quasi nessuno è a conoscenza del suo passato quindi rischia di essere giudicato un infingardo anche dalla moglie che non si sente tutelata nel suo diritto di avere quello che le spetta, non fosse altro che per una questione di principio, visto che una volta ottenuta la dote, il denaro verrà bruciato pubblicamente.

Mary Kate, rossa scorbutica e già anziana zitella per gli standard del paese, e Sean s’innamorano al primo sguardo e la chimica tra i due attori è notevole, soprattutto nelle scene al cimitero e nella casa vuota che Mary Kate va a pulire all’insaputa del nuovo proprietario.

Quello che funziona maggiormente è però lo spirito corale del film con tutta una serie di figure di contorno interpretate da attori che collaborano spesso con Ford. La bizzarra vicenda del pugile pentito e della sua indomita compagna è raccontata come una di quelle storie che entrano nelle leggende di paese, narrata dalla voce del parroco che è parte integrante della macchinazione per risolvere la diatriba tra Sean e Will Danaher facendo anche accasare quest’ultimo con la vedova Tillane.

La costola di Adamo

LacostoladiAdamoAdam’s Rib
USA 1949 MGM
con Katharine Hepburn, Spencer Tracy, Judy Holliday
regia di George Cukor

Quando una donna spara al marito dopo averlo sorpreso con un’altra, finisce la pace in casa degli avvocati Bonner: lui, Adamo, è il procuratore a cui viene affidata l’accusa mentre la moglie Amanda decide di difendere la donna tradita per dimostrare che le donne devono avere gli stessi diritti degli uomini, anche in materia di delitto d’onore.

Il sesto dei nove film girati dalla coppia Hepburn/Tracy è una raffinata commedia diretta da George Cukor dove si trattano temi attualissimi ancora oggi senza un briciolo di retorica e chiosando con estrema leggerezza sui rapporti uomo-donna in termini sociali, civili e ovviamente sentimentali.
I due attori, legati da otto anni di relazione sentimentale sembrano portare in scena la loro vita quotidiana e i loro veri caratteri: lui pragmatico e conservatore lei combattiva e protofemminista (Kate Hepburn era figlia di una suffragetta).
Con estremo acume lo script della coppia di sceneggiatori, anche loro sposati nella vita, Ruth Gordon e Garson Kanin, sa rovesciare gli stereotipi dei sessi: sarà l’austero procuratore a mettersi a frignare per commuovere la moglie quando sull’orlo del divorzio dovranno vendere l’amata fattoria di cui hanno appena saldato il mutuo, mentre Amanda porta in tribunale una schiera di donne che nei vari settori, da quello scientifico alla forza bruta, non hanno nulla da invidiare agli uomini.
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Alla delicatezza del rapporto della coppia di avvocati che, almeno i primi tempi, riescono a duellare in punta di fioretto in tribunale per poi coccolarsi a casa, fa da contraltare la rudezza degli Attinger, composta dal marito fedifrago e dalla moglie sparatrice: quello che raccontano in tribunale è un legame senza nessun rispetto per l’altro che sfocia nella violenza verbale e fisica ben prima del colpo di pistola che li porta in tribunale.
Ad interpretare Doris Attinger c’è Judy Holliday, attrice molto amata da George Cukor, che le fece vincere l’oscar l’anno successivo per Nata Ieri, portando sul grande schermo la pièce teatrale che aveva rivelato l’attrice.
Warren Attinger è interpretato da Tom Ewell che nel 1955 sarà ancora un marito con fantasie extraconiugali nel suo film più famoso Quando la Moglie è in Vacanza dove è coprotagonista accanto a Marilyn Monroe.
Curiosamente gira il suo film più noto con la Monroe, Come Sposare un Milionario, anche l’altro coprotagonista de La Costola d’Adamo, David Wayne, qui nelle vesti del vicino di casa dei Bonner che corteggia Amanda e le dedica la canzone Farewell Amanda, composta da Cole Porter.