L’amico pubblico n°1

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USA 1938 MGM
con Clark Gable, Mirna Loy, Walter Pidgeon
regia di Jack Conway

Chris Hunter è uno spregiudicato cinereporter che non esita a manipolare o falsificare i filmati in nome del sensazionalismo; l’esasperato collega del cinegiornale rivale decide di fargli uno scherzo coinvolgendo l’aviatrice Alma Harding che accetta perché alla ricerca di sponsor per finanziare la ricerca del fratello disperso in una trasvolata sulla Guyana. Tra Alma e Chris nasce l’amore ma quando si scoprono gli inganni del reporter, oltre all’amore, per Alma viene meno anche la credibilità per realizzare la missione di soccorso. Hunter rimedierà, sempre con i suoi modi poco ortodossi.

All’uscita il film scandalizzò i critici per l’eccessivo cinismo del protagonista, visto cos’è diventato il giornalismo oggi la pellicola di Conway rivela doti di preveggenza basti pensare allo scambio di battute tra Chris e Alma quando lei chiede se sia giusto mostrare scene cruente attirando l’attenzione sui momenti più drammatici.
Solo Clark Gable aveva il carisma giusto per l’adorabile canaglia Hunter che è spericolato nel riprendere dal vero scene pericolose ma se per caso la pellicola si rovina non esita a ricostruirle con l’aiuto di comparse locali prezzolate e la scena del finto bombardamento aereo resta la più esilarante del film: del resto il gagman non accreditato era niente meno che Buster Keaton!
Il film è una grossa produzione che ai trasparenti e alle ricostruzioni tramite modellini, aggiunge anche riprese originali di danze rituali delle tribù indigene della Guyana; le ambientazioni spaziano quindi dalla Cina al Sud America, dalla caotica New York alla tranquilla fattoria degli Harding: è più un film d’avventura che una commedia sentimentale infatti si registra un solo bacio perché anche nell’happy end Hunter è impegnato a modificare i fatti e la fidanzata a beneficio delle riprese, ma del resto nel corso del film sostiene che questo è il compito del cinema: “abbellire” la realtà.

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La pellicola uscì in Italia con l’assurdo titolo L’amico pubblico n°1 sicuramente nel dopo guerra (chissà se oltre all’embargo pesava la critica all’informazione cinematografica, amatissima arma di educazione di massa di Benito) e nel doppiaggio si verifica un curioso blooper: Hunter, per riaccendere l’attenzione sulla scomparsa di Harding, falsifica la matricola di una bussola facendo credere che sia appartenuta all’aviatore scomparso ma viene (al solito) scoperto perché il modello “è del ’42 mentre quella di Harding era del ’40” peccato che il film sia stato girato nel 1938.

I primi della lista

Iprimidellalista Pisa, inizio giugno 1970, Renzo Lulli e l’amico Fabio Gismondi invece di prepararsi per l’esame di maturita’ vanno a fare un provino per suonare con Pino Masi, piccola star musicale del movimento studentesco per la sua Ballata del Pinelli. Mentre stanno provando i brani il Masi viene avvisato dai compagni che a Roma si sta organizzando un colpo di stato fascista. Temendo per la propria incolumità’, dato che artisti ed intellettuali sono “i primi della lista” dei nemici da eliminare da parte dei golpisti, i tre ragazzi si ritrovano coinvolti in una fuga verso il confine austriaco creando un incidente diplomatico..

Intelligente operazione del debuttante registra angloitaliano Roan Johnson: visto che ogni rievocazione filmica degli anni di piombo scatena sempre grandi polemiche nel nostro paese, il giovane sceneggiatore passa alla regia scegliendo la chiave della commedia per rievocare quel periodo storico. Si tratta di una pellicola a piccolo budget a cui ha contribuito anche Paolo Virzì e al suo stile il film paga un debito iniziale con il Lulli che ricorda un po’ il Gabriellini di Ovosodo, partecipe invontario di esperienze piu’ grandi di lui.
La storia del Lulli, il Masi e il Gismondi che sfondano il confine austriaco di Tarvisio creando un incidente diplomatico per il Ministro degli Esteri Aldo Moro che in quel momento era impegnato a gestire la cacciata degli italiani dalla Libia voluta da Gheddafi, e’ una vicenda realmente accaduta che viene trasformata in un surreale road movie a bordo di una fiammante (!) A112. Ricordando la poverta’ di budget e’ encomiabile lo sforzo fatto per recuperare l’epoca storica, segnalo solo un blooper veniale: la Giulia dei Carabinieri che i tre incrociano al passaggio a livello ha gia’ la targa a sfondo bianco e non piu’ quella originale a sfondo nero.
La seconda parte nel carcere di Villach, dove i tre esuli in cerca di asilo politico vengono trattenuti dopo aver sfondato il confine, e’ davvero esilarante perchè i tre protagonisti faticano ad accettare il fatto che nella notte tra il primo e il due giugno del 1970 in Italia non sia successo nulla e i convogli militari che hanno incontrato per la strada si stavano recando a Roma solo per la parata della Festa della Repubblica. Ragazzi di provincia sprovveduti e suggestionati che ci fanno tenerezza certo, ma il film si apre con immagini di repertorio del colpo di stato dei Colonnelli in Grecia nel ‘67, l’inizio dell’era stragista in Italia con la bomba di Piazza Fontana e la morte dell’anarchico Pinelli misteriosamente caduto da una finestra della questura milanese e si chiude con la didascalia che il 7 dicembre del 1970 il principe nero Valerio Borghese tento’ davvero un colpo di stato, fatto poco noto alla maggioranza degli italiani.

Be Cool / Get Shorty

Getshorty

Prima di andare al cinema a vedere Be Cool (la recensione e’ qui) ho rivisto Get Shorty nell’edizione speciale a due dvd.
Pur non essendo un capolavoro, il primo capitolo della saga di Chili Palmer ha mantenuto inalterata nel tempo la sua divertente freschezza poco impegnativa che lo rende ancora oggi un film molto godibile.
L’edizione del dvd e’ molto piacevole e qualitativamente buona. Gli extra rispecchiano la natura un po’ sbruffona del mondo hollywoodiano infatti nelle featurette i protagonisti si prendono dei meriti che il regista nel commento audio aveva attribuito a se stesso (John Travolta ad esempio sostiene di aver voluto personalmente che fosse inserita la scena in cui Chili Palmer va al cinema a vedere L’infernale Quinlan).
E’ molto divertente la scena tagliata del cimitero con il cameo di Ben Stiller nei panni di un giovane regista appena uscito dall’universita’ che gira uno degli horror di Harry Zimm con dei movimenti di macchina assurdi per dimostrare le proprie capacita’ e che viene ripreso dal produttore gaglioffo che vuole inquadrature piu’ prosaiche che inchiodino lo spettatore alla sedia.
L’extra piu’ interessante e’ quello che narra la genesi del libro e la sua trasposizione sul grande schermo: e’ ormai noto che il personaggio di Travolta e’ ispirato a una persona realmente esistente: Ernest “Chili” Palmer, ex strozzino di Brooklyn poi diventato investigatore privato. Elmore Leonard lo conobbe casualmente sul finire degli anni ‘70 e si appassiono’ alle sue vicende, in Get Shorty compare brevemente all’inizio del film come “picciotto” di Ray Barboni.
Mi ha molto divertito trovare un blooper in questo extra: per l’inserto a Las Vegas, Leonard racconta di essersi documentato accuratamente tramite un aiutante che gli mandava foto e descrizioni dettagliate dei grandi casino’ e a testimonianza di questo una voce fuori campo legge alcune righe del romanzo scritte in sovrimpressione su un resort con tanto di pagina da cui e’ tratta la citazione, purtroppo l’albergo scelto per illustrare la narrazione e’ Il Bellagio, ancora in costruzione alla meta’ del 1998 mentre il romanzo e’ stato scritto nel 1990!
Tra i contenuti speciali si puo’ anche trovare un anticipazione di Be Cool, e forse proprio per spingere il nuovo film, il dvd si trova facilmente in offerta: io l’ho trovato a meno di 12 euri al Bennett.