Auguri a Meg Ryan

Megryan

50 anni per la fidanzatina d’America degli anni ‘90, Margaret Mary Emily Anne Hyra nata a Fairfield, nel Connecticut il 19 novembre 1961.
Spinta dalla madre che aveva un passato da attrice e direttrice di casting, Meg Ryan debutta sul grande schermo a 20 anni, nel 1981, con il ruolo di Debby Blake, la diciottenne figlia di Candice Bergen in Ricche e Famose l’ultimo film diretto dal grande George Cukor.
Comincia la solita gavetta da giovane attrice: due anni in una soap (Così gira il mondo), una comparsata nell’horror Amityville 3-D nel 1983 fino ad approdare nel 1986 sul set del fortunatissimo Top Gun. Fortunatissimo non solo perche’ campione di incassi ma anche fucina di future star: oltre a confermare definitivamente il protagonista Tom Cruise, e a trasformare Kelly McGillis in un sex symbol, il film fu un ottimo trampolino per la carriera di Val Kilmer che interpretava Iceman. Meg Ryan era fidanzata di Goose, l’attore Anthony Edwards che tutti abbiamo imparato ad amare come il Dottor Green di E.R.
Nel 1987 Meg Ryan e’ chiamata ad interpretare Salto nel buio, il remake di Viaggio allucinante firmato da Joe Dante. Come protagonista maschile c’e Dennis Quaid: nasce l’amore. I due lavorano insieme anche l’anno successivo in DOA – cadavere in arrivo e coronano il loro sogno d’amore con il matrimonio nel 1991, finito dieci anni dopo per la liason di Meg con Russell Crowe.



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Nel frattempo, nel 1989, l’attrice gira Harry ti presento Sally la commedia firmata da Rob Reiner che consacra Meg Ryan come stella del firmamento hollywoodiano grazie alla celeberrima scena del finto orgasmo al ristorante.
Nel 1990 gira il primo film con Tom Hanks, Joe contro il vulcano; i due faranno coppia in altre due pellicole, vette della commedia romantica del decennio, Insonnia d’amore nel 1993 diretta da Nora Ephron. La stessa regista li dirige nel 1998 in C’è posta per te. Entrambi i film si segnalano per essere degli omaggi alla grande Hollywood classica: Insonnia d’amore cita Un amore splendido interpretato da Cary Grant e Deborah Kerr nel 1957 mentre C’è posta per te e’ un remake in chiave internettica del capolavoro di Lubitsch Scrivimi fermo posta del 1940.
Unico ruolo in un decennio tutto dedicato a sentimento e’ il ruolo di Pamela Courson, la fidanzata di Jim Morrison nel discusso biopic The Doors diretto nel 1991 da Oliver Stone.



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Stanca di essere considerata la reginetta dei ruoli ingenui e romantici, l’attrice nel 1994 cerca di dare una nuova immagine di se’ con Amarsi dove interpreta il ruolo di un alcolizzata ma il film non e’ pienamente riuscito, forse Meg Ryan non avrebbe dovuto rifiutare il ruolo di Basic Instinct che nel 1992 ha lanciato Sharon Stone. La Ryan si riserva il debutto in un ruolo torbido per il nuovo millennio con In the Cut (2003) di Jane Campion. il thriller d’autore, per quanto sexy, non porta fortuna all’attrice che da allora ha molto diradato le sue apparizioni e non ha piu’ trovato un ruolo che ne esaltasse le indubbie qualita’ artistiche.

Porco Rosso

Porcorosso Marco Pagot, eroe dell’aviazione italiana durante il primo conflitto mondiale, si e’ trasformato in un maiale a causa di un maleficio. Nonostante questo, il prode aviatore, a bordo del suo idrovolante, combatte la sua guerra solitaria contro il fascismo e gli aerei pirati che infestano la costa dalmata.

Hayao Miyazaki, nel 1992 si regala quest’opera la cui trama fonde due temi molto cari al maestro giapponese, l’aviazione, passione del regista e attivita’ della sua famiglia e il cinema degli anni ‘20 e ‘30 sia in pellicola che d’animazione. Per i cartoni animati e’ evidente l’omaggio racchiuso nel cognome del protagonista, Pagot, come i celebri fratelli del cartone animato italiano. C’e’ poi la sequenza dentro il cinema dove Porco Rosso assiste a un cartoon in bianco e nero che cita il primo Topolino con un’eroina che ricorda Betty Boop.
L’atmosfera e’ quella delle pellicole belliche a cavallo degli anni ‘20-’30, che molto spesso avevano per protagonisti aviatori (Rivalita’ eroica, Angeli dell’inferno ecc..) Eroi solitari che combattevano per il loro onore e per la donna amata come dice la didascalia di apertura di Porco Rosso e non e’ neppure difficile ravvisare nelle le sembianze suine di Marco Pagot una certa somiglianza con Clark Gable.
L’elemento magico tipico di Miyazaki e’ presente anche questa volta, ma i contorni della maledizione restano sfumati: nulla e’ dato sapere sul perche’ Marco Pagot abbia assunto i tratti di un maiale e anche il finale del film resta aperto: il nostro eroe scompare nel nulla e non sapremo nemmeno per chi batte il suo cuore, se per la raffinata Gina o la giovanissima ragazza meccanico Fio.
Nonostante gli aspetti scanzonati, la pellicola si muove prevalentemente su due dimensioni di malinconia molto diverse, da una parte la fine dell’epopea eroica degli idrovolanti e dall’altra la pesantezza dell’incombente tragedia della Seconda Guerra mondiale. Su tutto domina l’ambientazione in un Italia di fantasia che un po’ sconcerta e un po’ incuriosisce lo spettatore italiano con la perfetta rappresentazione dei Navigli in una Milano pero’ senza il Duomo.

Emily Brontë’s Wuthering Heights

Cimetempestose92 Wuthering Heights
UK 1992
con Juliette Binoche, Ralph Fiennes
regia di Peter Kosminsky

Visto che molte persone arrivano qua cercando notizie di questo film sulla scia di alcuni commenti, la vostra inarrestabile blogger si e’ procurata una copia del film per soddisfare la vostra e la sua curiosita’
La riduzione cinematografica del capolavoro di Emily Bronte del 1992 non e’ a mio parere riuscitissima ma e’ un’opera con un fascino particolare che riesce ad incuriosire lo spettatore.
Innanzitutto e’ una delle poche versioni in cui si narra l’intera vicenda del romanzo, a partire dall’arrivo a Wuthering Heights di Mr. Lockwood, l’inquilino di Grange, che chiede ospitalita’ in una notte di tempesta e messo a dormire nella vecchia stanza di Cathy incontra il suo fantasma, per finire con il coronamento dell’amore tra Catherine Linton, figlia di Cathy ed Hereton, suo cugino in quanto figlio di Hindley, che Heatcliff ha allevato come un servo, lasciandolo nell’ignoranza piu’ totale.
La differenza sostanziale con il romanzo e’ che a narrare il tormentato amore tra Cathy e il tenebroso Heatcliff non e’ Nelly, la governate ma e’ la stessa Emily Bronte che all’inizio del film vediamo attraversare la brughiera e fermarsi in una casa diroccata; annunciando che prima ha trovato il posto, poi ha immaginato la vita dei suoi abitanti, la scrittrice ci racconta la genesi del suo capolavoro. Il ruolo della Bronte, anche se non accreditato nei titoli di testa, e’ interpretato da Sinéad O’Connor.
Un’altra peculiarità’ della pellicola, infatti, e’ quella di avere un cast di tutto rispetto: il doppio ruolo di Cathy Earnshaw e Catherine Linton e’ interpretato da una Juliette Binoche freschissima, ma di gran temperamento, mentre Heatcliff ha il volto intenso di Ralph Fiennes, che sa essere torvo piu’ di quando indossa i panni di Lord Voldemort ed e’ un gran figo anche se ha una testa di capelli improponibile, soprattutto nella versione unta e bisunta da straccione.
La colonna sonora e’ firmata da Ryûichi Sakamoto, tanto per non farsi mancare nulla.
Forse uno dei difetti del film e’ proprio quello di aver messo troppa carne al fuoco: riducendo l’intero romanzo in una pellicola di 1h e 42’ si e’ finito per dare una lettura superficiale del testo, indulgendo in un certo calligrafismo fatto di una bella fotografia e di una perfetta ricostruzione storica, ma gli effetti speciali (soprattutto il fantasma del finale) sfiorano il ridicolo e non hanno nulla di evocativo o romantico, ne’ tantomeno gotico. E’ un peccato perche’ il film riesce ad aggiungere qualcosa alle tante riletture di Cime Tempestose, ad esempio non ha paura di mostrare il lato maligno della coppia Cathy/Heatcliff, meravigliosamente espresso quando i due si prendono gioco della povera Isabella, solo che nell’incalzare della storia questo resta un brevissimo frammento e non si capisce molto bene come mai Isabella sia improvvisamente attratta da Heatcliff.
Credo quindi che il film sia piacevole per chi gia’ conosce la vicenda di Cime Tempestose, ma temo che chi eventualmente si avvicini per la prima volta a questa grande storia d’amore attraverso questo film, possa restare un po’ sconcertato.